Perché tanto odio?

24 gennaio 2010

Il Papa si è rivolto anche ai giovani cattolici per esortarli a portare nel mondo digitale la testimonianza della loro fede. “Carissimi – scrive ancora nel messaggio – sentitevi impegnati ad introdurre nella cultura di questo nuovo ambiente comunicativo e informativo i valori su cui poggia la vostra vita”. E l’annuncio di Cristo nel mondo delle nuove tecnologie, aggiunge Benedetto XVI, “suppone una loro approfondita conoscenza per un conseguente adeguato utilizzo.”

Ore 11;30 – Il buon Sepp Ratzinger (altrimenti noto come “Papa”)  aveva appena finito di impartite le nuove istruzioni per l’uso delle loro vite ai suoi fedeli che, immediatamente, un solerte soldato della fede e della verità sentiva il bisogno di allontanarsi dal televisore dove si stava gustando una nuova avvincente puntata della Santa Messa e, dopo aver riposto con cura la fava nelle mutande, correre a sedersi al computer per oscurare il nostro sito, vero e proprio coacervo di peccatori impenitenti.

Ore 13;00 – Paguri A, di ritorno dal campo dove sia lui che il suo cane vanno a pisciare, accendeva il pc e trovava un messaggio di errore al posto del sito Donzauker.it

Ore13;05 –  Paguri A spegneva e riaccendeva il computer, tra mille moccoli, ma la situazione non cambiava.

Ore 13;15 –  Paguri A mangiava.

Ore 14;15 – Paguri A ripisciava. Successivamente riprovava con il computer, ma niente. Seguivano altri moccoli.

Ore 14;20 – Paguri A apriva la posta di donzauker.it e trovava il seguente, simpatico messaggio: “Oggetto: sito. Messaggio: Il sito è down, modificato, alterato, FOTTUTO! 🙂“.

Ore 14; 25 – Paguri A chiamava Paguri 1 (interrompendone la consueta sessione domenicale di abluzioni intime) ed entrambi chiamavano Paguri X.

Ore 14;30 – Paguri X diceva che avrebbe dato un’occhiata al problema, subito dopo essersi recato a dar da mangiare ai piccioni di piazza della Repubblica.

Ore 14;35 – Il problema era risolto ed il sito poteva tornare attivo.

Questo il freddo resoconto degli eventi. Ma i nostri eroi non ci vedono chiaro e vogliono capire che cosa sia successo, ché la situazione non è chiara. Interrogatisi sul triste evento, i Paguri tutti formulano le seguenti ipotesi sull’identità del misterioso epigono di Goebbels geom. Joseph Paul:

  • – un fascistello di quartiere con nozioni informatiche da 4ª ITI;
  • – un focolarino innamorato del proprio parroco, ma da egli inspiegabilmente rifiutato;
  • – un papaboy socialista;
  • – una camicia verde-bile in grado anche di digitare;
  • – Maurizio Lupi;
  • – un numerario dell’Opus Dei;
  • – un pettinato dei Circoli della Libertà;
  • – un segajolo qualunque, in atroce astinenza da consumo di topa/cazzo (categoria, questa, che, se vogliamo, può riassumere tutte le precedenti).

Oppure potrebbe essere stato un semplice, comunissimo, virus.

Chi lo sa.

Nel caso però di un intervento da parte di un individuo, cogliamo l’occasione per rilevare che chiunque sia, comunque sia andata e qualunque sia il motore di tale azione – a parte la drammatica assenza di una serena attività sessuale – lo stile è sempre il solito, ed è facilmente riconducibile alla diffusa schiera degli eroici difensori della fede e della libertà del popolo (o del Popolo della Libertà), il cui marchio distintivo è sempre uno: la vigliaccheria.

Tutti i contestatori, tutti quelli che dissentono (magari neanche capiscono) da quello che facciamo/scriviamo/disegniamo, manifestano sì il loro pensiero, ma solo con offese o addirittura minacce, e soprattutto sempre e rigorosamente da anonimi, oltre che, in molti casi, anche sgrammaticati.

Ma vabbè, son ragazzi.

Chiedere loro di mettere, come noi, la faccia ed il nome in quello che scrivono probabilmente è troppo; magari oltre alla già efficace barriera del monitor hanno bisogno di proteggersi anche con l’assenza di volto e nome, giustamente, verrebbe da dire, considerato quello che scrivono e come lo fanno.

Tirano il sasso e nascondono la mano.

Tirano maledizioni e poi pregano il Signore

Tirano le seghe e vanno a confessarsi.

Ecco, davanti a una tale manifestazione di simpatia, quello che ci sentiamo di fare, è rivolgere un solo, pacato appello, al misterioso attentatore, sia esso una persona o una delle due figure nominate in precedenza:

Coso, succhiaci il cazzo, per favore.

E solo DOPO torna a baciare i tuoi santini.

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