C’è chi dice sì

15 marzo 2011

In questi giorni il dibattito nucleare sì-nucleare no ha ristabilito un concetto fondamentale, e cioè che il popolo è sovrano sì, ma col cazzo.

Nel senso che, se si tratta di difendere personalissimi interessi privati o corporativi, lo si inneggia come il vero protagonista dei desiderata di qualche scarto della società; se invece c’è da prendere in considerazione voleri e decisioni vere di questo popolo sovrano, magari emerse dalle più elementari forme di democrazia come i referendum, se esse contrastano con gl’interessi di cui sopra valgono quanto Plinio Fernando concorrente a Miss Italia.

Ma son cose che sappiamo.

E allora cerchiamo, per una volta, di seppellire le asce di guerra e analizzare i lati positivi di una scelta solo apparentemente dissennata, ma in compenso dettata da sordidi interessi.

Noi siamo favorevoli al nucleare, perché:

  • Siamo circondati per tre quarti da uno splendido mare nel quale affondare i bidoni di scorie, com’è stato fatto finora.
  • Da noi non ci sono né Godzilla, né i mostri Aniba, veri responsabili del terremoto e dello tsunami giapponesi.
  • Il fatto che gl’italiani siano un popolo decisamente meno affidabile e onesto dei giapponesi farà sì che i progettisti e costruttori stiano doppiamente attenti nella costruzione delle centrali.
  • Magari una bella fuga radioattiva ci investe e ci trasforma nei Fantastici Quattro (in questo caso ci manca la donna invisibile. Si accettano candidate)
  • Abbiamo il papa che prega per noi. Non può succederci niente di male.
  • In Italia la dignità e la compostezza dimostrate dai giapponesi sono sconosciute. In caso di disastro imbastiremmo una sceneggiata così tragica da essere sommersi di aiuti e finanziamenti tali da risanare il nostro debito pubblico.
  • Il settore delle eco-mafie sarebbe rilanciato con nuove opportunità di business.
  • La diffusione del nucleare non potrà fare danni peggiori della diffusione della religione cattolica.
  • Prima di costruire una centrale nucleare verranno chieste consulenze ai massimi esperti del settore, tipo Homer Simpson.
  • Abbiamo già preso tutte le precauzioni del caso facendo installare crocifissi in tutti gli edifici pubblici e mandando in giro per la penisola centinaia di camion con l’immagine di padre Pio.
  • Nel surreale caso d’un’esplosione nucleare, i corpi deformati dalle radiazioni farebbero sbizzarrire la fantasia dei nostri creativi della moda, vero marchio del made in Italy di qualità.
  • Chicco Testa avrebbe un buon motivo per cambiare idea di nuovo.
  • Le aumentate possibilità di morire di cancro ci farebbero apprezzare di più i giorni che ci restano.
  • Una centrale nucleare sarebbe comunque meno pericolosa del rigassificatore che stanno costruendo nel mare davanti a Livorno e Pisa.
  • Sappiamo bene che non se ne farà mai di nulla perché si tratta solo di un modo per spartirsi i soldi degli appalti senza mai finire i lavori.
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