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Haiku n.93

24 giugno 2011

GIOCHI DI PRESTIGIACOMO

Con Bisignani
C’è anche Galbusera
(Non il Mago G.)

(Le tre fie)

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Anteprima dell’anteprima

10 febbraio 2011

Amici, attraverso i nostri contatti con il mondo della prostituzione che per correttezza lasceremo anonimi (le vs. mamme) siamo venuti in possesso di un file con alcune nuove intercettazioni sul caso Rubygate (ma cosa cazzo vuol dire “Rubygate”? Sì, si rifà al Watergate, ma Watergate era il nome dell’albergo in cui furono effettuate le intercettazioni che portarono alle dimissioni di Nixon – un vero signore in confronto al nostro premier – non una parola composta con significati particolari. Mah!… misteri dell’informazione italiana…).

Dopo averne verificato l’attendibilità (è stato semplicissimo: dopo quello che sta succedendo in questi giorni, ogni cosa è possibile e attendibile) abbiamo preso il testo delle intercettazioni e, in perfetto stile AnnoZero, lo abbiamo montato con delle immagini a cazzo di cane, fatto doppiare da dei doppiatori inverosimili e abbiamo deciso di metterlo on line lasciando il giudizio a voi lettori.

Sì, abbiamo superato ogni immaginazione, ogni cosa può essere detta e fatta e quando, tra 30 anni, racconteremo quello che è successo al nostro Paese (di merda) in questo decennio, nessuno ci crederà.

Intanto dal PDL fanno sapere quella che sarà la nuova linea difensiva per l’accusa di favoreggiamento della prostituzione minorile.

Silvio trombava le minorenni aspiranti soubrette nel suo ruolo di Presidente Mediaset. Quindi il tribunale competente è quello di Forum.

P.S. Su Raidue, dove non fanno un film da oltre 10 anni ma solo fiction del cazzo, telefilm di merda e quiz per idioti, ieri sera hanno mandato in onda “Le vite degli altri”.

E questo dopo che per due settimane la Santanchè, Lupi e altre vuvuzelas del padrone lo hanno continuamente portato ad esempio (in perfetta malafede e non capendoci tra l’altro neanche una beata sega) di quello che sta succedendo al premier.

E questa è solo l’anteprima.


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Anatemi

9 febbraio 2011

“CREPA TU CON TUTTE LE TUE TROIE!”

Ha scritto Sara Tommasi al premier, provocando un’ondata di tastate di coglioni in tutta la maggioranza, parte dell’opposizione e numerosi personaggi dell’informazione e dello spettacolo che si riconoscono nel simpatico epiteto.

Che dire?

Beh, se invece che in un sms lo avesse scritto su Facebook, diremmo:

A noi piace questo elemento.


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Curriculum vitae

31 gennaio 2011

Perché nulla è per sempre.

Neanche Papi.

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Nickname

27 gennaio 2011

Abbiamo avuto “Il Migliore”, “Il Divo Giulio”, “Il Picconatore”, “Il Dottor Sottile”, “Il Professore”.

Oggi siamo a “Culo Flaccido”.

Sic transit…

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Presidents do it better.

19 gennaio 2011

Caro Presidente, perché?

Perché deve esporre, la sua persona e il Paese tutto a simili umiliazioni?

Perché si ostina a rifugiarsi nell’illusione che si è costruito e rifiuta di affrontare la realtà?

Perché ha tralasciato ogni precauzione, affrettandosi a telefonare in questura per far immediatamente rilasciare la minorenne Ruby, spacciandola oltretutto come la nipote di Mubarak?

Perché la stessa Ruby le ha chiesto 5 milioni di euro per tacere?

Cosa voleva assolutamente nascondere agl’italiani?

Che si è inculato, più e più volte una minorenne?

Ah! Ah! Figuriamoci!

I suoi elettori avrebbero esultato a questa notizia. “Lo vedi? Guarda l’uomo forte, l’uomo virile, l’uomo affascinante, nonostante sia così basso e stempiato, oltretutto!”

Dopotutto è anche per questo che l’hanno votata e continuano a votarla, no?

Perché lei faccia tutte le schifezze che loro non hanno (ancora) il coraggio di fare e le faccia in pubblico, spesso vantandosene, in modo da sdoganare qualsiasi cosa.

Se chi dovrebbe dare l’esempio non accetta le regole, sfugge al confronto, incula le bimbette, pensa solo ai cazzi propri, allora tutti sono autorizzati a fare altrettanto.

Tutte merde, nessuna merda è sempre stato questo il gioco, no?

Perché allora tanta paura?

Dalle intercettazioni traspare il quadro desolante di un vecchio abbandonato ormai vittima dell’illusione che ha costruito, quella cioè di essere amato da tutti mentre invece quello che ha creato, con le sue televisioni e con la sua politica è un Paese popolato da gente senza qualità e senza dignità, ignoranti come tafàni, rancorosi e aggressivi il cui unico merito riconosciuto è di non vergognarsi a dare il culo (figuratamente e non) per il padrone, se questo può procurare loro una scorciatoia per un lauto compenso in denaro, incarichi prestigiosi, candidature e apparizioni televisive.

Il risultato è che si è ritrovato vittima di un mondo di avide troie arriviste (e non intendiamo certo solo quelle di sesso femminile) disposte a tutto pur di mantenere i privilegi a cui le ha abituate.

Quindi, Presidente, di fronte a questo quadro, perché tanta paura di quello che potrebbe dire “la nipote di Mubarak”?

Perché tanta paura delle intercettazioni?

Forse perché da esse traspare il ritratto di un anziano puttaniere abbandonato da tutti che paga una ventina di giovani zoccole per poi intrattenerle cantando canzoni di Apicella e raccontando barzellette?

Ma, torniamo a ripetere, che bisogno ha di cantare e cercare di essere divertente? Forse perché così le sembra di tornare giovane, i bei tempi di quando cantante e animatore sulle navi da crociera, affascinava giovani spose per trombarle poi all’interno delle scialuppe di salvataggio, mentre il marito giocava al casinò?

Forse rimpiange ancora quegli anni?

Si figuri noi.

Ma no, non è questo il punto.

Il punto è che adesso lei è il miliardario più potente d’Italia, oltre che Presidente del Consiglio, che paga (o fa pagare da altri) truppe di bagasce perché passino la serata nella sua abitazione.

E il fatto di pagarle la rende padrone delle loro vite, dei loro orifizi e dei loro sfinteri. Non ha bisogno di conquistarle: sono pagate apposta, lo capisce?

Lei è il tronista di Maria DeFilippi e loro sono lì unicamente per lei… e per le telecamere.

E allora perché tutte quelle dichiarazioni sul fatto che nonostante tutte queste signorine discinte e pronte a tutto, lei si sia solo limitato a cantare e raccontare barzellette, senza neanche abboccarglielo un pochino?

Forse era questo che Ruby e le altre non dovevano dire?

Presidente, ci permetta, con il cuore in mano di darle un consiglio.

Chi non ha mai avuto un problema sessuale?

Capita a tutti, soprattutto alle persone anziane e piene di impegni e preoccupazioni, tanto più se operate alla prostata.

Sì, spesso siamo presi dal panico, dai sudorini freddi, dalla vergogna e non sappiamo come reagire.

E allora cominciamo con le scuse che, spesso, portano a situazioni più grottesche del trovarsi con il cazzo moscio davanti a una consigliere regionale vestita da infermiera..

“No, siamo qui solo per cantare le canzoni di Apicella”; “Sai, tesoro, ero preoccupato per l’Abruzzo”; “Accidenti, non riesco a evitare di pensare al pareggio con l’Udinese”; “No, non ce la faccio, dev’essere il vestito da poliziotta che mi ricorda i processi” etc…

Lo ammetta, Presidente, lo ammetta e troverà immediatamente tutto l’affetto e la solidarietà che in questi giorni le stanno venendo a mancare.

Oggi ci sono decine di farmaci contro le disfunzioni erettili e l’impotenza, ne ordini un paio, magari cliccando sulle pubblicità qui accanto, sulla colonna di sinistra del nostro sito (magari anche con un bel kit “Enlarge your penis”) e vedrà che non dovrà più fare queste figure di merda.

E anche le suddette ragazze la ringrazieranno, si fidi.

In fondo, prenderlo nel culo da un vecchio è comunque un’umiliazione minore che non dover cantare tutte in coro “Meno male che Silvio c’è!” o ridere alle sue barzellette del cazzo.

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Haiku n.20

22 giugno 2010

SOVRAESPOSIZIONI

Berlusconi si
sbrodola in pubblico
sul suo bavaglio

(Pietro Battiston)

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Scaramanzia.

14 giugno 2010

Fini frena sull’approvazione del ddl sulle intercettazioni alla camera.

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Chiave di lettura

8 giugno 2010

Da quanto tempo viene detto che l’ignoranza in Italia, e la cultura, e la ricerca, e il fanalino di coda, etc… etc…?

Cioè, le principali statistiche ci danno come uno dei Paesi, non solo dell’Occidente, che legge in media meno pagine all’anno; tuttavia le librerie vendono. Un libro, infatti, è un oggetto meraviglioso e multifunzione: ci si possono schiacciare gli scarafaggi, con le pagine si può foderare il fondo della gabbietta dei pappagallini, se ne può ottenere cartapesta per modellare maschere simpatiche per carnevale, buffi oggetti per rallegrare la casa, cazzi giganteschi da nascondere per scherzo sotto il cuscino della zia vedova e via dicendo. Quindi, l’economia gira comunque.

Siamo fra gli ultimi nei principali test di matematica e scientifici; tuttavia sappiamo far bene di conto dove serve (eh eh, a noi non la si fa!): al mercato vediamo subito se un banco vende le nespole a sei centesimi in più rispetto a quell’altro laggiù in fondo (che però vende cozze); così come sappiamo vedere istantaneamente se nel computo peso misurato-corrispettivo in euri il pescivendolo ci vuole turlupinare*. Il resto a cosa serve? Numeri complessi? Fisica dei quanti? Macrosistemi? C’importa una sega, ce ne son già tanti che ci lavorano, se ci si mette anche noi s’ingarbuglia ulteriormente la matassa. No no, pensiamo a far girare l’economia.

La ricerca in Italia è quasi completamente sparita. E con questo? Lo facciamo per i nostri ragazzi, che se ne vanno all’estero, si svagano, fanno tante belle esperienze, imparano le lingue e trombano le straniere, portando alto il vessillo dell’italico ardore!

E poi la scuola devastata, l’Università ai baroni, il teatro, il cinema, la letteratura, la musica…

Quindi, sì, la cultura, nel Belpaese, ha perso pezzi un giorno dopo l’altro e oggi non c’è rimasto più quasi nulla. Vuoi per una precisa strategia di governo, vuoi per accontentare i capricci di un vecchio bavarese squilibrato, vuoi per l’accondiscendenza di tanti media e sedicenti intellettuali compiacenti o asserviti, vuoi per Enrico Papi. E allora, che senso ha mantenere un sacco di spese per cose ormai alla frutta? (Oh, dopotutto c’è da far girare l’economia, eh?!).

Ecco, allora, come la recente azione di governo risulti il vero toccasana per risolvere l’annosa questione: via preziose ore di lezione nelle scuole pubbliche! via finanziamenti all’industria dello spettacolo! via il personale di realtà ed enti prestigiosi, spesso secolari come la Pergola di Firenze! Ormai son soldi buttati via, perché perseverare? LA CULTURA NON PAGA E NON FA BECCARE LE FIE.

Certo, ci sarà da affrontare torme di soloni pallosi e strusciamuri, che invece di andare a lavorare** e a godersi un po’ di sano divertimento spensierato, si ostineranno a protestare, a manifestare nelle piazze e a diffondere idee sediziose sulla rete. E così disturberanno chi dall’alto sta facendo il bene del Paese, poveri cicci. Con quale tranquillità i nostri governanti potranno varare la legge sulle intercettazioni? Come potranno serenamente riformare il sistema pensionistico? Con che beatitudine finiranno di smantellare la RAI, di inviare la Protezione Civile all’Aquila, difenderanno i poveri Lunardi e Matteoli dalle accuse di Angelo Balducci (lo ricordiamo, gentiluomo di Sua Santità)?

Ci vorrebbe proprio un evento di grande attrazione popolare, che distraesse le masse, permettesse i provvedimenti di cui sopra, e soprattutto iniziasse fra pochi giorni…

***

* Non avete idea di quanto tempo era che volevamo usare la parola “turlupinare”.

** Grande leit-motiv di chi ancora si ostina, con invidiabile tenacia, a non capire assolutamente un cazzo.

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Haiku n.9

31 maggio 2010

INTERCETTAZIONI

ferma condanna
Napolitano dice
“Per me… bah, vaglio”

(Santrine)

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