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Stop alla barbarie!

17 marzo 2010

Sì, è davvero una barbarie, ed è arrivato il momento di dire basta!

Il Grande Fratello ci guarda, ci ascolta, ci giudica. Tutto questo non è accettabile ed è indegno di un Paese civile e di una democrazia occidentale!

Viviamo chiaramente in uno Stato di Polizia ed è arrivato giustamente il momento di ribellarsi.

Come ha giustamente sottolineato il nostro cromochiomato premier, non è accettabile che dei notorî cazzoncelli come i magistrati intercettino le telefonate nientemeno che del Presidente del Consiglio! Ma stiamo scherzando?!

(Oddìo, di norma non sarebbe neanche accettabile che il Presidente del Consiglio telefoni per far chiudere le migliori trasmissioni giornalistiche della televisione pubblica, ma siamo in Italì, questi son solo dettagli di contorno).

Ma il… come si dice… ehm… ah, sì: il premier si sacrifica come sempre, subordinando la sua vita privata al bene della Patria, anche quando dovesse calpestare merde spaventose (e qui l’elenco si fa → ∞); imperterrito, egli è sempre disposto a rimuoverle dalla suola con un pezzo di carta (Costituzionale).

Il vero problema però riguarda NOI. La nostra privacy. Perché siamo tutti noi ad essere ascoltati, è la nostra vita ad essere messa in piazza e rovinata per sempre.

Per questo anche noi ci schieriamo a favore di chi vuole immediatamente una nuova legge sulle intercettazioni.

Una legge che non le impedisca, ci mancherebbe, così faremmo solo il gioco di politici, amministratori e imprenditori disonesti, oltre che di Mafia, Camorra e ‘Ndrangheta.

No, al contrario: una legge che regoli l’uso delle intercettazioni laddove sia evidente il sussistere di un reato, senza andare a mettere a repentaglio la vita privata delle persone.

E anche questo non ci basta.

Noi chiediamo anche che, in base allo stesso principio di tutela della privacy, venga limitato l’uso delle telecamere di sorveglianza all’interno e nelle vicinanze degli ingressi di banche e gioiellerie. Le telecamere potranno riprendere soltanto quando ci sia l’evidenza di un atto criminoso, senza andare ad intaccare la vita privata delle persone. Cioè: mettiamo che un bandito armato fino ai denti faccia irruzione in una banca a cazzo di fuori, la rapini e ammazzi anche due o tre fra clienti e impiegati, vi sembra giusto che gl’inquirenti possano entrare in questo modo nell’intimità dell’individuo in un momento così riservato?

Oppure, consideriamo l’ipotesi di un altro criminale, che sfondi la porta di una gioielleria con un bazooka per svaligiarla insieme alla ganza. Non si pensa alla moglie, ai figli? Che cosa penserebbero venendo a sapere dai giornali che il loro marito e padre è in realtà un inguaribile libertino? Può lo Stato rischiare di mandare all’aria il matrimonio di due persone e distruggere l’armonia di un nucleo familiare?

E allora, se si parla tanto di tutelare l’integrità della famiglia, non si può che auspicare una severa e immediata legge che regoli l’intromissione dello Stato nella vita privata dei cittadini.

Sempre che non si parli di aborto, eutanasia, omosessualità, testamento biologico e altri argomenti sui quali lo Stato italiano ha rinunciato a discutere e legiferare, lasciando questo ingrato compito a che è più preparato, come la Chiesa Cattolica.

Ma questo è un altro discorso.

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Fango.

24 febbraio 2010

Ha ragione il nostro femtopremier, il quale, tenero epigono di Tolkien, scatena i paladini del bene contro le forze del male, i pettinati in completo Armani dei Circoli della Libertà contro i Nazgûl della sinistra. Era l’ora.

Una delle battaglie di questa inedita crociata, finalmente, sarà contro le intercettazioni, che sono una barbarie e da cui possono sortire solo secchiate di fango. Il Sire ha anche aggiunto che siamo tutti intercettati (resta da capire dove siano nascosti gli altri 60 milioni di ascoltatori), e che questo non è accettabile in uno stato democratico come il nostro. Poi gli è venuto da ridere, ma ha dissimulato subito attribuendo l’accesso d’ilarità ad una vecchia barzelletta, balzatagli in mente, sulle schiave negre.

Ad ogni modo, siamo davvero felici di questa iniziativa. E questo perché se anche i Paguri fossero intercettati, potrebbero essere divulgate conversazioni incresciose e imbarazzanti, cose del tipo:

– Maledetto stronzolo, ma cosa aspetti a consegnammi la sceneggiatura? Guarda che non ce la faccio coi tempi, eh?

– Ho capito, ho capito, spaccacazzi, ho guasi finito, mi manca una vignetta sola ma devo aspettare che venga da sé!

***

– Ma hai visto come faceva caà il principino di questa minchia? Ma perché ‘un s’ammazza?

– Davvero, lui, quer criminale di su’ pa’ e la rottanculo di su’ ma’!

***

– Allora l’hai finito il quinto volume di “The Boys”? No, guarda, la sequenza dell’aeroplano m’ha fatto schiantà!

– Dé, io ciò pianto! Ma perché fuori si leggono e si fanno certe cose e in Italia invece c’è sempre le solite storie pallose da più di trent’anni? Perché ‘un si fanno anche da noi?!

– Anzi, perché ‘un ce le fanno fa’ a noi, addirittura!

***

– Io guarda, ‘un ce la faccio più! Ma che paese di merda è questo? Questo stronzolo ‘un ci si leva più da’ ‘oglioni!

– O, me l’hai promesso, eh? Quando ‘r nano maledetto STIANTA, scatta subito una doppietta di rasponi, poi si va tutti a cena fòri e poi via, in macchina a giro per la città a festeggiare come se l’Italia avesse vinto a’ Mondiali!

– Ma scherzi?! S’è fatto un giuramento solenne e su queste cose ‘un ci si scherza!

***

– NOOOOOOOOOOOOOOOO!!!! Lupi, c’è Lupi anche stasera!!!…ma come si fa a sopporta’ uno come Lupiiii!!!…

– Madonna tr(………..omissis……………)ane! Lupi! Oddìo, bisonga che giri canale, ché mi vien l’urcera!

***

– Stasera cine?

– Ma se non c’è un cazzo!

– Boia, ‘un ci riesce più d’anda’ a vede’ un firme come si deve, madonna(…….omissis……..)oia!

– Ma è venerdì, e la notte ci esige protagonisti! Bisogna, in qualche modo celebrare la nostra gioventù, uscire di casa e gridare al mondo che siamo vivi!

– Tisana a casa mia?

– No, a casa mia, ciò già le ciabatte e l’urtima vòrta son venuto io!

***

– Finitoooooooooo! Stamani ho spedito gli ultimi albi e, seddiovòle, ce li siamo levati tutti dai coglioni!!!!

– Davvero! Basta buste, basta indirizzi, basta dediche…

– E soprattutto basta merdoni assassini che pagano con un nome, vogliono la dedica ad un altro e chiedono di spedirlo a un altro ancora!

***

– Oh, ma c’è l’Olimpiadi invernali?

– Sì, mi pare di sì!

– E il nostro amore, la bella culona Albena Denkova non partecipa?

– Ah, già! Boh?! Speriamo di sì…

– Boia ti riòrdi che popo’ di culo che ciaveva? bella, bella e brava!

– Me l’ero scordata, ma ora che me l’hai fatta torna’ a mente vado a farmici una bella sega, vai!


(…)

E questo, sinceramente, è intollerabile.

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Se telefonando

11 giugno 2009

mvgolone
Nel momento in cui scriviamo non è ancora stato varato il disegno di legge che impedisce la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche non più coperte da segreto istruttorio. Ci sentiamo quindi liberi di riportare fedelmente la più significativa telefonata del 2008 fra un famoso Presidente del Consiglio e una escort.

– …
– E dai… ormai fra noi c’è una certa confidenza, vero?
– Sì, lo so, ma…
– E mi sembra di averti dimostrato quanto ti stimi, no?
– E di questo la ringrazio. E’ solo che…
– “E’ solo che” cosa? hai paura?
– No, no… insomma, del resto non è neanche la prima volta…
– Ecco, lo vedi? Questo vuol dire che la fiducia che ripongo in te non è ricambiata.
– Ma no, ci mancherebbe! E’ solo che… mi sembra già bello così, no? non vedo la necessità di dover…
– “Dover”? Guarda, se lo interpreti come un dovere sappi che mi offendo, sai?
– No, non volevo offenderla…
– Ecco, e allora vienimi incontro.
– Ma non si può fare un lavoro di bocca come tutte le altre volte?
– Anche. Ma perché porre limiti alla passione?
– Nessun limite, che diamine. Anzi, mi sembra di metterci tutta me stessa, nei miei pompini a tortiglione.
– Glom… Glom… E’ vero. E guarda, il solo pensiero, insieme a due pillole di Viagra, me lo ha fatto rizzare. Ora mi tocca lavorarlo perbene.
– Così mi lusinga, lo sa? Mi fa sentire un po’ porcella…
– Sì, dai, dimmi le cose zozze… arf…
– Che vuole che le dica, ho i capezzoli turgidi, ora…
– Sì, arf.. sì… e poi?
– E poi…

BEEEEEP!

– Signor presidente, c’è il presidente degli Stati Uniti al telefono.
– Caz… Sì, me lo passi pure, cosa.

– Hello?
– Hello, George, my best friend! Oh You’re the best friend that I ever had, I’ve been with you such a long time, You’re my sunshine…
– Sunshine?!…
– …Sunshine reggae, don’t worry, take it easy…
– Er…What?
– What a feeling / Bein’s believin’ / ta- tarattatta- tattà….
– Hey, are you ok?
– Yes! YEAAAH! C’mon, let’s twist again!
– Oh… Well… It’s me, can you hear me?
– See me… Hear me…. Touch me … Feel me…
– Er… Am I speaking with Gordon Brown?
– Yesss! Brown! Brown sugar / how come you taste so good…
– Gordon, I called for last G8 meeting in Japan…
BIG IN JAPAN / TONIGHT, BIG IN JAPAAAAAN / ALRIGHT… Le so tutte, sono il tuo juke-box!
– Oh, fuck off.

Clic.

– George? …George? Is there anybody in there? Just nod if you can hear me…

– Cosa, mi ripassi immediatamente la signora.
– Va bene, Presidente.
– Sei ancora lì, cara?
– Sì, e tu ce l’hai ancora duro?
– Ah, ora più che mai! Ogni volta che parlo con George mi arrapo di brutto.
– Più che con me?
– E’ una cosa diversa… Sai, io e lui siamo davvero grandi amici 4ever and ever. Ma torniamo a noi, ché sennò finisce l’effetto. Eri rimasta ai capezzoli.
– Eh, vedesse, presidente… Sotto la camicetta sembrano due chiodi.
– E il mio cazzo è come un martello. Dove lo vogliamo battere?
– Eeeeh…
– Lo sai benissimo dove lo voglio battere. Maledetta, mi farai morire.
– Presidente, lei che è un noto cantante e compositore conoscerà sicuramente la famosa romanza “Il culetto è mio / è mio e perciò / no, no, no / non ci sto…”
– Sì, ma conosco pure l’altra, che fa “’O TIEMPO SE NE VA / E TU NON VUO’ CHIAVA’ / SI’ COMM’ ‘O CAPPUCCINO PE’ ‘STA COPPOLA ‘E BABBA’”…
– Come è intonato…

BEEEEEP!

– Signor presidente, c’è il suo avvocato al telefono.
– Merda! Si contenga, cosa! Comunque, me lo passi pure.

– …

CHE C’E’?! EH? COSA C’E’ CHE TI PORTA A ROMPERMI I COGLIONI A QUEST’ORA DEL POMERIGGIO?
– Ma presidente, la volevo informare che tutte le nostre proposte di legge sono state approvate, roba da non credere.
– Me ne sbatto le balle! Ci sono delle priorità nella vita di un grande statista, lo sai bene, ….quante volte te l’ho detto: la figa al primo posto!
– Ma presidente…
– Niente ma! Oltretutto questo tuo modo di fare mi fa sospettare che tu per la figa non nutra molto interesse. Devo forse pensare che tu sia un culattone comunista? Lo sai o non lo sai che i froci votano tutti a sinistra?!
– Sì, presidente, lei lo ripete in continuazione…
– Appunto, e allora non osare mai più interrompermi per simili quisquilie.
– Obbedisco.
– Comunque, visto che ormai ci siamo, non ha protestato nessuno?
– NESSUNO! …Solo qualche poveraccio che è stato subito zittito dai suoi stessi leader di partito e dalla nostra armata di servi dell’informazione. Così ora gli italiani la vedono come gliela descriviamo noi.
– Davvero, l’Italia di oggi è davvero un grande Paese! Ci sono voluti anni di duro lavoro, ma finalmente siamo diventati quella grande nazione che il mio povero vecchio maestro, mi dipingeva sempre nei suoi progetti…
– Presidente, si è commosso?
– No, è che mi andata la bruschetta nell’occhio…
– Che bella scena, sembra il libro Cuore!
– Eh sì, quando penso al mio caro Gran Maestro, una lacrimuccia mi scappa sempre. In fondo è a lui che devo tutto…
– Arrivederci, presidente.
– Ciao caro, ci sentiamo presto.

– …

– Sei ancora lì, porcellona mia? Che cosa hai fatto mentre ero al telefono, ti sei palpata la figa?
– Ehm, sì sono ancora qui, presidente e, no, non mi sono palpata la fica. Mentre lei è al telefono, di solito metto in ordine la corrispondenza. Vuole che le ripassi la signora?
COME OSI ASCOLTARE LE MIE TELEFONATE?! Guarda che ti ricuso, sai? Ti spedisco a fare “Un posto al sole”, sai?…
– Ma, presidente, io sono la sua segretaria, sono io che le passo le telefonat…
– Questo non ti autorizza, cara cosa! Io sono stato eletto dagli italiani, ascoltando me è come se ascoltassi tutti loro e io questo non lo posso permettere, hai capito?!
– Sì, presidente, mi scusi.
– Qui stiamo perdendo il senso del rispetto e della misura, porca troia… che non mi ricordo neanche come ti chiami!
– Ha ragione lei, presidente. Le ripasso la signora.
– Sarà meglio!

– …

– …Pronto, maialina mia, ci sei?
– Sì, sono qui.
– Sì, “sono qui” e poi?…
– Sì, sono qui, mio verro!
GROUIIIIIIK! GROUIIIIIIK! Dio, mi sta scoppiando fra le mani! Perché non corri subito da me, ti strappo quel cazzo di tailleur e…

BEEEEEEP!

– Ehm… Presiden…
Cribbio! Quante volte glielo devo dire che non voglio essere interrotto durante la telesega!
– Er… lo so, ma il direttore della RAI ha urgenza di conferire con lei. Che gli devo dire?
– LEI? E cosa gli vuole dire, lei? Al massimo gli può dare qualche consiglio su come fare gl’involtini di vitella. Me lo passi, che è meglio.

– …

– Signor presidente! Che meraviglia sentirla!
– Sì, dimmi.
– Che voce, che voce! Sa chi mi ricorda questo timbro, così suadente? Quel cantante… si ricorda…
– Guarda, a me i cantanti non sono mai piaciuti. Il mio stalliere, in carcere non ha mai cantato, e ora è lassù, nell’Olimpo degli eroi!
– Ehm… sì, ho capito. Senta, l’ho chiamata per chiederle come vuole che organizzi le scalette dei nostri TG della prossima settimana.
– Mah, vedi un po’ te. L’importante è che tu riduca i servizi sulle manovre di Governo, gl’italiani si annoiano davanti a questi argomenti. Più troie, che diamine! Agl’italiani piacciono le troie!
– Come a lei, eh, presidente?
– Modestamente… Non per nulla rappresento tutti gl’italiani, no?
– E grazie a Dio, presidentissimo bello!
– E poi basta servizi sulle aggressioni dei rom, sulle rapine in villa, sul carovita, sulla spazzatura di Napoli e sull’Alitalia. Ormai le elezioni le abbiamo vinte e dobbiamo parlare solo dei successi.
– Eh, e qui è già un po’ più complic… No, cioè, non che voglia dire che…
– Oh, non ti preoccupare. Taglia, e il tempo rimanente riempilo con più meteo, revisionismo storico, mistificazioni, servizi su quei babbioni dei Reali inglesi, Padre Pio e calcio mercato.
– Ancora di più? Ma presidente, ormai i TG sono diventati quasi 90° minu…
– Ah, e mi raccomando, nella fascia oraria preserale mattimici un programmino debole. Sai, ormai Striscia fa veramente schifo al cazzo, e dopo 15 anni la gente comincia ad accorgersene…
– Oh… e… andrebbe bene l’Intervallo?
– Mmm… troppo audace. Preferirei le prove di sintonia, con tutti quei bei colori sgargianti e quell’allegro fischio continuo… così i bambini si svagano, eh?
– Come desidera, presidente. Riferisco subito. Mi stia bene, eh? Le ho già detto di quant’è suadente?
– Sì, ciao.

– …

– Cosa, ripassami subito la troia.
– Ma… presidente, vuole parlare con la segretaria? Credevo che…
– Ah, sei tu? No, dolcezza, ormai mi sono impuntato e voglio il tuo, di culo.
– Oh, presidente… com’è deciso!
– Certo, eccheccazzo! E se oggi ormai finisco da solo, ti ricordo che come io ti ho messo nell’invidiabile posizione in cui sei, io posso cambiarla in un’altra, forse meno prestigiosa, ma altrettanto invidiabile.
– E va bene. Però, non in ginocchio sulle mattonelle, glielo chiedo per favore.
– Vedremo.
– Allora ci vediamo domani al Consiglio dei Ministri?
– Sì, e anzi, se riusciamo a farlo prima, ti lascio il pomeriggio libero, così ti eviti le palle che ci faremo per discutere il nuovo disegno di legge.
– Grazie, presidente. Lei è un gentiluomo. Le mando un bacino proprio lì.
AAAARF! (Zum! Zum! Zum! Zum! Zum!) CO… AAAARGHHH! GODO, GODO! CRIBBIO, STO PER…

– Signor presidente, le passo Sua Santità.

ODDIO, GODO! Aaaaaahhhhh… hhhhh… hhhh… hhhhh… GODO! VENGOOOOOO!
– Ja? Bist du Georg?

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