Giovinezza, giovinezza….

30 giugno 2014

 

Benvenuti-a-'sti-frocioni

Siamo vecchi, si sa.

E questo non sarebbe di per sé un problema (a parte il fatto che non ci piace niente, il sonno dopocena e le gocce di pipì nelle mutande, dopo ogni minzione), se non fosse per il mestiere che facciamo.

È un miracolo se riusciamo ad usare internet, invece di comunicare le nostre idee attraverso le scritte sui muri dei cessi.

Due autori di fumetti non possono permettersi di invecchiare e di rimanere indietro, ancorati alle proprie convinzioni, quando i tempi si evolvono, cambiano e vanno comunque avanti.

Noi, ad esempio eravamo fermamente convinti che essere fascisti fosse una cosa della quale vergognarsi profondamente, un sentimento da nascondere all’interno del proprio cuoricino nero, lontano da tutto e da tutti.

Ma, come spesso accade, il manifesto dei giovani odierni (aka: Facebook) ci ha smentito ancora una volta, rivelando tutta la nostra inadeguatezza a ricoprire il ruolo per il quale abbiamo tanto lavorato e siamo universalmente (almeno nei dintorni del nostro condominio) riconosciuti.

Dalle recenti polemiche che hanno coinvolto la sezione facebook per fumettisti/fumettologi (se non sapete di cosa stiamo parlando, evitate di dare un’occhiata qui e anche qui, con tutto il corredo di commenti e controcommenti. Ci scusiamo con Pierz, che è nostro amico e che stimiamo e apprezziamo, ma questi link sono il modo più rapido per riassumere il tutto) abbiamo imparato una cosa.

Essere fascisti paga.

Paga in termini di considerazione da parte di alcuni dei più autorevoli siti di informazione e critica fumettistica.

Paga in termini di visibilità da parte degli utenti.

Paga in termini di polemiche che, come si sa, portano comunque visibilità da parte degli utenti e considerazione da parte dei siti di informazione e critica fumettistica.

Ed ecco, allora, il colpo di scena: ANCHE NOI SIAMO FASCISTI!

Sì, ce ne siamo sempre vergognati come cani e ci siamo finti di sinsitra per poter lavorare, ma in realtà siamo due giovani(li) Balilla!

Come dite?

Volete le prove?

Giusto, perché in fondo è facile proclamarsi fascista, qualsiasi imbecille può farlo, ma non tutti possono provarlo.

Ecco dunque, cari signori, le prove – a lungo nascoste – della nostra appartenenza alla X-Mas (che non è la squadraccia di babbi natale, no…), ecco le immagini del nostro pellegrinaggio a Predappio.

Eccoci, mentre cerchiamo di trarre ispirazione dalle gesta del Giovane Duce che, come si sa, era un audace trobatore di spose.

Eccoci, mentre cerchiamo di trarre ispirazione dalle gesta del Giovane Duce che, come si sa, era un audace trombatore di spose.

Novello Re Magio, porto Olio (di ricino), Incenso e Mirra.

Novello Re Magio, porto Olio (di ricino), Incenso e Mirra.

 

Teste-di-cazzoFiera testa, tra fiere teste. Decidere di cosa, è compito che lasciamo ai posteri.

 

AquilaUccelli d’Italia. Fiero e pettoruto, chiede all’ Aquila dell’impero di portarlo via, come Gandalf.l

 

Le foto e i bei momenti da ricordare sono ancora tanti, ma preferiamo fermarci qui per non suscitare l’invidia di molti.

Ecco, speriamo che da adesso in poi il nostro nome torni a brillare di luce propria, nell’universo fumettistico nazionale.

Ma non finisce qui:

SIAMO ANCHE FERVENTI DEVOTI DELLA MADONNINA E TIMORATI CATTOLICI.

Ma questo alla prossima puntata…

 

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Huff… che palle!

30 aprile 2014

Anche l’Huffington Post (perdonateci) non sfugge alla tentazione maliziosa di sfoggiare una bella colonna di insopportabili stronzate, fra il cosiddetto (dagli stronzi, appunto) infotainment, e la più bieca teoria di pettegolezzi da portinaie.

Stronzate utili solo ad accalappiare i tanti rincoglioniti che preferiscono sapere cos’hanno fatto di sbarazzino Lindsay Lohan o Justin Bieber, piuttosto che dedicarsi ad attività più costruttive, tipo pestare le merde di cane sui marciapiedi, o cose simili.

I clic, servono i clic per le inserzioni pubblicitarie, cribbio! Questo è il giornalismo nell’era di internet: un insieme di merdosissime stronzate utili solo a far guadagnare clic e likes. E allora vai con titoli a effetto, “Temi caldi”, ammiccamenti a cose pruriginose (che rimandano tuttavia a pagine da oratorio dei gesuiti) e compagnia bella. E questo è così solo perché lo vogliono i lettori. Infatti se andiamo a controllare quali pagine sono più cliccate ci troviamo davanti ad un simile repertorio di minchiate da far impallidire Alfonso Signorini.

Ma tutto questo può diventare un gioco divertentissimo: basta NON cliccare sulla pagina-stronzata e immaginare quale sia il contenuto a cui rimanda.

Ad esempio, all’annosa domanda posta nel riquadro qua sotto, quale potrà mai essere la risposta?

Donne

– Forse tu’ madre!

– Magari!

– Donne?

– Intendi ghigne a culo che leggono stronzate?

 

Oppure, cosa si sarà mai buttata alle spalle Lorena Bobbit, a parte il cazzo del marito (che comunque hanno ritrovato)?

Bobbit

O, per la rubrica “Scienza”, si badi bene, “SCIENZA” e NON SUPERSTIZIONE O CREDULITA’, un bell’articolo sul vero volto di Gesù, vestito come il fante di fiori, apparso sopra un sasso.

Gesoo

E infine, per il fandom del Primo Ministro, vero e proprio idolo di casa De Benedetti, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Da Renzi che promette qualcosa o altrimenti se ne va, a Renzi che non gioca la partita del cuore, a Renzi che telefona alla mamma di Aldrovandi, a Renzi che non va ad Amici, fino a quella che è stata la nostra selezione odierna.

Schermata 2014-04-30 alle 13.21.12

Ecco quali potrebbero essere le risposte più plausibili all’insidiosa domanda “E dopo la politica farò…”

– il norcino
– i cazzi miei
– la spia di questura
– l’insegnante di religione
– le valigie per scappare a Antigua
– ancora più caà

Ad libitum…

 

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Pietà

18 febbraio 2014

la-pieta-di-michelangelo

Esiste qualcosa di più banale, scontato, triste, deprimente, inutile, irritante, mediocre, ordinario, prevedibile, imbarazzante e dozzinale del Festival di Sanremo e di tutta la bagarre mediatica che puntualmente ogni anno gli gravita intorno e che da esso si alimenta?

Sì.

E sono i commenti salaci, le battutine divertenti, le critiche pungenti, le stroncature feroci, le prese in giro bonarie, i commenti ironici, le recensioni sferzanti e le analisi sarcastiche di tutti quelli che (su internet, sui giornali e in tv) non aspettano altro che questo grande evento (del cazzo) per sfruttarne, puntualmente ogni anno, la visibilità e la grottesca banalità e sentirsi intelligenti.

Risparmiateci, per pietà.

Grazie.

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LOL

30 ottobre 2012

Eccoli, distesi su una stola di leopardo, belli come il sole, terribili come un esercito schierato a battaglia, ma tuttavia lerci, peccaminosi e seducenti come una meretrice di Babilonia (o una vs. parente a scelta),  che attendono frementi le vs. mani rapaci ( o quelle delle vs. parenti di cui sorpa)  allo stand Annexia, in piazza del Giglio, a Luccacomics 2012.

Sì, quest’anno ci alterneremo tra piazza Napoleone, stand Panini, per Nirvana 6,5 e piazza del Giglio, stand Annexia, per Don Zauker e il nuovo volume cartonato di 96 pagine, tutte e colori,  XNerd – prima crociata.

Ma domani vi daremo tutte le informazioni necessarie, ché se lo facessimo oggi, entro giovedì verrebbero cancellate da migliaia di gattini del cazzo, tramonti di merda, foto delle vacanze, commenti sul freddo, anatemi sui politici che non si diminuiscono lo stipendio e commenti di ‘sta minchia, tipo: “Genio!”; “Sei grande!”; “LOL”; “Mitico!” sparati di default ad ogni scarabocchio pubblicato.

Ah, la bellezza di internet…

 

 

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Gita in provincia

3 ottobre 2012

Sabato 06 ottobre, dalle ore 11;30, alle 13;00 saremo lieti ospiti del Pisa Internet Festival, presso il Polo Carmignani, in piazza dei Cavalieri, a Pisa, provincia di Livorno.

Colà, nelle vicinanze di quella Scuola che sforna emigranti geniali, il prof. Matteo Stefanelli modererà una discussione dal titolo “Umorismo in rete” e, insieme a noi, dovrebbe esserci anche Pierz.

 

La convocazione da parte di Matteo ci fa molto piacere, anche perché il Pisa Internet festival è una cornice prestigiosa. Ma vogliamo essere stronzi fino in fondo, e chiederci il perché della nostra chiamata alle armi.

Illazione maliziosa n.1: perché siamo quelli che abitano più vicino e gli costava meno organizzare la trasferta.

Illazione maliziosa n.2: altri, più in voga in questo momento (e sinceramente più adatti), hanno rifiutato.

 

Siamo due bastardi ingrati? No, anzi (cioè, sì, spessissimo, ma non in questo caso); il fatto è che non possiamo fare a meno di ammettere candidamente che la nostra attività su internet si limita a ben poco, se consideriamo i molteplici utilizzi che della rete si può fare se si vuole ottenere visibilità. Se abbiamo tempo (sempre meno) scriviamo qualche post commentando questo o quel fatto di cronaca, o tutt’al più aggiornando i lettori sulle nostre nuove pubblicazioni o i nostri appuntamenti, come in questo caso.

Non crediamo di essere “fenomeni da internet” come molti altri, soprattutto negli ultimi anni.

E usiamo l’espressione “fenomeni da internet” in senso assolutamente positivo, si badi bene. Alcuni nostri amici e persone che stimiamo lo sono.

Noi no, non ne siamo in grado e, a dirla tutta, non ne abbiamo il tempo, l’interesse, la voglia e le energie.

Tutto qui.

Non abbiamo nemmeno una pagina Facebook, figuriamoci (Gasparri direbbe che non siamo nessuno), se escludiamo le pagine di Don Zauker e quella di Nirvana, che servono solo come reindirizzamento automatico dei pezzi pubblicati sui due siti.

La nostra inderogabile vecchiaia ci fa persistere a fare fumetti (fumetti pubblicati su carta); lo facciamo da 25 anni e non abbiamo mai pubblicato niente su internet.

Niente.

Non facciamo a gara a commentare ogni cazzata su Facebook, o su Twitter, in tempo reale.

Non raccontiamo i cazzi nostri.

Non sfruttiamo mode, correnti o situazioni.

Non puntiamo a essere linkati da questo o da quell’altro.

Non andiamo in cerca di visibilità mostrandoci sui blog che vanno per la maggiore e men che mai polemizzando su siti, sitoni, sitarelli e forum.

In breve, siamo, fortissssssimamente siamo “fuori dal giro”, e ivi vogliamo restare, perfettamente consapevoli che questo tipo di atteggiamento non paga per niente, in fatto di popolarità. Anzi.

Però preferiamo così.

 

Avvertenza pei bucefali, categoria che potremmo riunire nel gruppo Facebook: “Quelli che… non capiscono un cazzo.”: è facile equivocare questo atteggiamento con un generico snobismo. Ma (a parte che c’importa una sega, ma) no: tutt’altro.

È piuttosto l’ammissione di non riuscire a stare al passo coi tempi, e cercare nonostante tutto di rimanerci.

E abbiamo scritto questo popo’ di pippone per giustificare la nostra domanda iniziale.

Un pippone scritto sul nostro sito internet, per annunciare un nostro intervento all’Internet Festival, che avrà come argomento l’umorismo su internet.

 

Quando si dice la coerenza.

 

 

 

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