Ora Prono (bis)

25 marzo 2010

Amici mia,

come sapete, qualche giorno fa il gioviale omino vestito di bianco ha mandato una lettera ai suoi amici irlandesi, respingendo con forza ogni coinvolgimento della sua azienda in supposte (mai parola fu più indicata) attenzioni di alcuni dirigenti locali su teneri virgulti. Forse avete sentito di queste dicerie malevole, raccontate in dettaglio nel libro “Il Guinness del Primate”, di prossima pubblicazione.

A proposito di titoli, a quanto pare il working title della missiva del bianconiglio era “I bambini: ma chi se li incula?”, prima che il testo arrivasse tra le mani della divisione Marketing & Comunicazione che ha riformulato il concetto in termini più comprensibili ai puri di cuore.

Poco dopo, l’altrettanto gioviale omino vestito di blu, di solito in doppiopetto e doppiotacco, ha espresso viva* approvazione per le parole del suo omologo, e per come quest’ultimo abbia saputo reagire ad accuse ingiuste e pretenziose. Non a caso gli irlandesi sono perlopiù rossi.

Sulle prime, da ingenuo emigrante, non sapevo come interpretare questa disinteressata admiratio non petita, ma poi ho letto che un pretino (con la c) romano ha mandato una lettera a tutti i partecipanti al suo interessantissimo corso per promessi sposi le istruzioni** di voto per le elezioni regionali, indicandogli il Candidato Giusto®***.

Infine, l’altro giorno su tutte le prime pagine dei quotidiani del Belpaese campeggiava la foto di un bel tenebroso con papalina fucsia e occhiale sbarazzino, al quale si attribuiva una misteriosa associazione di idee tra il voto alle regionali e l’aborto. Purtroppo non era una dura presa di posizione sulla legge elettorale, ma un ragionamento che definire “farraginoso” sarebbe ingiusto verso le peggiori cazzate sentite negli ultimi anni.

Questo sul fronte della stampa italiana.

Però esistono vivaddio****, anche stampe estere. Come questa, questa, questa e questa.

Meno male, va’.

Vs.

Santrine

* la fica!

** “No, lì no! E’ peccato e fa anche male”, “Onshi ‘alla ‘olla ‘occa ‘iena”, “Qua ci vedono”, “Uffa li avevo lavati stasera…”

*** quella che canta le canzoni di Battisti a squarciagola fino all’alba, tanto l’isola (o la piazza) è deserta (op.cit.)

**** ma abbasso San Guisuga Vergine

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