Canipazzi

14 giugno 2014

Canipazzi

Esiste una cricca (o Kasta) formata da amici degli amici, che controlla e gestisce le sorti del fumettomondo italiano e che ha ridotto le case editrici (anche le più grandi) ad apparati per la gestione di clientele a vantaggio dei soliti noti?

Sì, è così ovvio che troviamo pleonastico stare ancora a discuterne.

Chi sono i membri di questa Kasta (o cricca) lo sappiamo tutti: sono i soliti noti e gli amici degli amici (vedi primo rigo di questo pezzo).

Ma la vera domanda è: chi è il capo indiscusso di questa lobby (o cricca, o kasta)?

Chi è il Grande Maestro, l’eminenza grigia, il misterioso demiurgo che regola i destini del fumetto, che decide chi deve lavorare e chi no, chi deve piacere e chi no, chi deve andare di moda e chi no?

Per anni, su internet, fior di critici, di autori e di nullafacenti si sono interrogati sulla misteriosa identità di questa persona, arrivando persino a metterne in dubbio l’esistenza.

Ma l’inganno più temibile del Maligno è quello di riuscire a far dubitare gli altri della propria esistenza.

Ecco, per la prima volta nella storia del fumetto, noi abbiamo il coraggio di mostrare in esclusiva il volto di colui che governa sulle case editrici e sui vostri gusti di lettori. Durante un sabba segreto nei cavernosi locali del Fondo Bianco, in quel di Catania, qualcuno ha imprudentemente scattato una foto che immortala, seppur accidentalmente, per la prima volta, il Gran Demiurgo.

No, non è l’occhialuto fashion victim in primo piano e neanche il volitivo e mascelluto giovane al suo fianco. Non sono i due anziani cretini in secondo piano né tantomeno il barbuto saputello (professionista dell’antimafia) che spunta – non a caso – sull’estrema destra.

Il vero mister x (o anche Q) del fumetto italiano è quello evidenziato dal cerchio (magico) sullo sfondo.

Di più non possiamo mostrare, ne va della nostra esistenza come autori di fumetti, ma era ora che qualcuno rivelasse finalmente come stanno le cose.

Se da domani dovessimo sparire per sempre dal mondo del fumetto, come un webcomics qualsiasi, saprete perché.

Viva la libertà.

P.S. Chi indovina l’identità del misterioso figuro è pregato di non divulgarla.

 

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Grazie Mario

2 settembre 2010

Da qualche giorno imperversa in rete, con qualche escursione sulla carta stampata, una polemica non nuova ma rinnovata dalla lettera di Vito Mancuso, ispirata da un articolo di Giannini su Repubblica.

Mancuso, in occasione delle leggi ad aziendam, volute dal Premier, che hanno permesso a Mondadori in sostanza di passarla liscia circa le sanzioni previste per numerose irregolarità, per lo più fiscali, e del suo, di Mondadori, rapido volersene avvalere, torna a chiedersi se sia accettabile per una persona di sinistra, per uno che riconosce in Berlusconi, nel suo conflitto di interessi e nel berlusconismo il male che sta uccidendo il nostro Paese, continuare a lavorare per Mondadori/Einaudi.

Venire pagati, cioè, da Berlusconi. E contribuire ad arricchirlo, per giunta.

La questione non è certo nuova ma, questa volta, alla lettera scritta da Mancuso, hanno risposto in diversi, ognuno portando le proprie ragioni.

Se volete, potete cominciare da QUI e girare un po’ in rete, ad esempio QUI e QUI. Noi abbiamo trovato particolarmente interessanti QUESTE considerazioni. Sì, sono un po’ lunghe e se non avete voglia di leggere potete tranquillamente tornare a guardare “Velone”, nessun problema.

Ecco, a commento di tutto ciò, noi vorremmo raccontare un semplice aneddoto ma per farlo dobbiamo scrivere una breve premessa:

Il Vernacoliere (lo conoscete tutti, vero?) è un giornale libero, pubblicato da Mario Cardinali editore e vive solo delle copie vendute. Non prende finanziamenti di nessun tipo da nessuno e non ha una solo riga di pubblicità al suo interno.

Il Vernacoliere non ha una redazione, ha una sede, sì, ma non una redazione. La redazione del Vernacoliere è composta dallo stesso Mario Cardinali (editore, direttore responsabile, corsivista, correttore di bozze, etc…) dal fratello Umberto che si occupa degli abbonamenti, della tipografia e cose del genere e dal figlio di Umberto, Valter, che tiene i rapporti coi collaboratori, impagina, prende contatti con i distributori, etc…a volte aiutati dalle rispettive compagne e mogli.

Gli altri, tutti gli altri (noi, il Sardelli, il Camerini, etc…) siamo solo collaboratori esterni che, una volta al mese portano il loro contributo, scambiano due parole e se ne vanno.

Ogni tanto, una cena insieme.

Fine premessa. Ecco i fatti:

Anni fa si presentò in redazione un inviato di Mondadori.

Erano fortemente interessati al Vernacoliere e volevano acquistarne il marchio (sempre lasciando tutto com’era) per tiraci fuori una linea da cartoleria, come Comix o Smemoranda, quindi agende, zaini, quaderni, etc…

Per questo offrirono UNA VALANGA di soldi.

Mario ci pensò sopra e, cortesemente, rifiutò.

Dopo qualche mese, tornò un altro inviato della Mondadori.

Le richieste erano le solite, l’offerta molto più alta.

Mario, cortesemente, rifiutò ancora.

Il tipo allora mise il contratto davanti al Cardinali e se ne uscì fuori con: “guardi, se è una questione di soldi, non ci sono problemi: scriva lei la cifra.”

A questo punto, Mario, un po’ meno cortesemente, rifiutò in maniera definitiva l’offerta.

Subito dopo ci convocò nel suo ufficio per raccontarci il fatto e avere anche da noi conferma di aver fatto bene.

Noi eravamo un po’ confusi. Sì, d’accordo, il gesto era stato bello però lui coi guadagni del Vernacoliere ci riusciva a vivere decentemente, noi ci potevamo al massimo mangiare un paio di pizze.

A lui, un contratto con Mondadori gli avrebbe sicuramente cambiato la vita, a noi ce l’avrebbe letteralmente stravolta.

Però, anche se a malincuore, pensammo che sì, aveva fatto bene.

Mario rifiutò perché – se anche gli avessero lasciato piena libertà di espressione, come promettevano – avrebbe comunque perso di credibilità nei confronti dei lettori.

Mario rifiutò perché, dopo tanti anni, tanti discorsi e tante lotte, avrebbe perso di credibilità, prima di tutto, nei confronti di sé stesso.

Insomma, siamo uomini o merde?

E, badate, dalle porte non c’erano (e non sono mai arrivate) altre offerte da parte di nessuno.

Tanti che dicono di combattere Berlusconi, dalle pagine dei libri pubblicati dalla sua casa editrice (o da quelle dei suoi giornali o dagli schermi delle sue televisioni) se volessero cambiare, avrebbero decine di offerte da parte di altri editori disposti a farsi in 4 pur di poterli pubblicare (i vari Lucarelli, Camilleri, Scalfari, Augias, Saviano, etc…).

Mario Cardinali aveva solo Mario Cardinali Editore.

Nel mondo dei tanti che dicono di essere contro Berlusconi e il suo giro di affari, Mario Cardinali può camminare a testa alta perché non ne fa parte, di quel giro di affari.

E non perché è stato cacciato (come tanti che su questo hanno costruito le proprie fortune) ma perché, pur pagato a peso d’oro, non ha mai voluto entrarci.

E noi pensiamo che tanta ostilità nei confronti del Vernacoliere, soprattutto da certi ambienti della sinistra più che da destra, sia dovuta principalmente a questo motivo.

Il gesto di Mario mette tanti tromboni spaccascurregge, della satira (ma non solo) di fronte alla propria mediocrità di uomini.

Ecco, noi siamo cresciuti con l’esempio di quest’uomo e un po’ della luce derivante dal suo gesto, del suo pensiero, delle sue azioni, anche se riflessa, illumina anche noi.

Anche se (per) adesso percorriamo strade diverse, riconosciamo il valore che ha avuto il collaborare per tanti anni con una persona come Mario Cardinali e, anche per quel gesto ma non solo, oggi lo ringraziamo.

Grazie Mario.

P.S. Ah, questo non è un elogio funebre, eh? Mario è vivo, lucido, incazzato e sicuramente leggendo questo pezzo si starà toccando le palle e ci starà mandando a stroncarcelo nel culo.

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