Gli altri siamo noi.

10 ottobre 2013

internet_festival

Come annunciato dall’edizione fiorentina di Repubblica.it, sabato 12 ottobre saremo ospiti del Pisa Internet Festival, impegnati in un dibattito sul tema: “Pisa vs Livorno. I temi che uniscono e dividono”.

L’incontro si terrà alle ore 15.00 al cinema teatro Lux, in piazza Santa Caterina a Pisa, e vi parteciperanno in qualità di ospiti il professor Dino Pedreschi, il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi e lo scrittore Marco Malvaldi, più, come riporta il solerte quotidiano: altri ospiti.

Ora, messa così parrebbe che il palco sarà pieno stivato, e fare un elenco di tutti coloro che interverranno avrebbe richiesto tempo ed energie all’operosa redazione.

Ma no, amici, quell’ampio e generico sottoinsieme comprende solo noi due: Emiliano Pagani e Daniele Caluri. E dato che purtroppo, nonostante i tentativi nel trucco e nell’acconciatura, non somigliamo neanche lontanamente a Lindsay Lohan e Rihanna (o Matteo Renzi), non possiamo godere del brivido dell’essere anche solo menzionati sul popolare foglio scandalistico.

Tsk, tsk, dobbiamo metterci più impegno: da oggi dieta vegana, camicia bianca, fitness estremo e creme antirughe, ma anche problemi di alcolismo e botte dalle compagne. Sì, potremo farcela!

 

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Up patriots to arms

17 agosto 2010

Passate le ferie, torna la lotta.

La lotta per i diritti fondamentali, quali la Serie A la domenica pomeriggio, l’Enalotto, il lavoretto senza fattura, la raccomandazione del bimbo, il fritto di paranza e il diritto ad un’informazione libera, matura e approfondita, contro la vergognosa legge bavaglio che minaccia la libertà di stampa.

Con questa legge ignobile e antidemocratica si impedirebbe di fatto ai giornali di pubblicare informazioni giudiziarie prima delle udienze preliminari. Vorrebbe dire, a tutti gli effetti, venire a conoscenza dei fatti, degli scandali, delle imputazioni, delle accuse e dei possibili reati, solo dopo anni e anni.

Con una legge del genere, ad esempio, non avremmo mai potuto essere aggiornati in real time su tutti – diciamo: tutti – i più piccoli accadimenti ruotati intorno ad una delle vere e proprie protagoniste di quel coacervo di insopportabili stronzate che è la colonnina a destra di repubblica.it. No, questa volta non ci riferiamo a Sua Santità Benedetto 16, ma alla famosissima Lindsay Lohan.

E quindi non saremmo mai venuti a sapere che Lindsay Lohan, giovane tro attricetta zompettante tra party e tribunali, è stata accantonata dall’industria di Hollywood a favore di attrici quarantenni meno cret più affidabili.

Oppure che, sempre Lindsay Lohan va fiera del suo bracciale che monitorizza il tasso alcolico del sudore, al punto da averlo esibito a Cannes.

Ma anche che, Lindsay Lohan ha avuto la casa svaligiata dai membri di una famosa gang, chiamata “Bling Ring”.

E cosa dire del fatto che Lindsay Lohan ha dovuto far ricorso alle cure di uno specialista per guarire dalla sua mania per lo shopping?

Tutte queste fondamentali notizie, e le altre innumerevoli che potrete trovare digitando il nome “Lindsay Lohan” sul motore di ricerca di Repubblica.it, sarebbero a rischio censura se venisse approvata la famigerata Legge Bavaglio.

Ecco allora che, prima che venga promulgata, dobbiamo con forza porre le ultime domande scomode:

  • perché tutta questa insistenza, da parte di repubblica.it, con Lindsay Lohan?
  • perché Lindsay Lohan e non, per esempio, Eva Longoria, Evangeline Lilly, o Jesse Jane?
  • cos’ha di particolare, rispetto alle altre, Lindsay Lohan?
  • l’agenzia di Lindsay Lohan foraggia a valigiate di dollari (o libri di Vincenzo Cerami) repubblica.it?

E, cosa ancora più importante ai fini della nostra inchiesta: CHI STRACAZZO È LINDSAY LOHAN?

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