« Articoli precedenti 10 settembre 2012

Sì, come a Rino Gaetano, anche a noi piace parecchio il Sud.
D’Italia o del mondo, non fa differenza.
Sarà perché siamo nati e viviamo da sempre a Livorno, che ha parecchio dello spirito, del calore e dell’aria di molte famose città del sud (senza però averne la cultura, la storia e i monumenti, è bene precisarlo).
Forse è per questo che siamo sempre entusiasti quando abbiamo la possibilità di andare a Napoli Comicon (e non potete immaginare quanto ci siano girati i coglioni per esser stati costretti a rinunciare, quest’anno) e siamo ancora più entusiasti di poter andare a Etnacomics, questo fine settimana.
Sì, avete capito bene: venerdì, sabato e la mattina di domenica prossimi ci alterneremo, per tutto il giorno, tra lo stand Panini, di Etnacomics, e la spiaggia più vicina.
Le sere, invece, potrete trovarci (o meglio: invitarci o consigliarci dove andare) in giro a bere, mangiare, cantare e cazzeggiare, fino alla perdita dei sensi o al sopravvenire della Pubblica Sicurezza.
Firmeremo tutte le copie di Nirvana e di Don Zauker (ma anche di Zagor, Lando e Il Giornalino, perché no…) che ci troveremo davanti, impreziosendole – su richiesta – con delicati arabeschi di cazzi, impronte d’unto, forfora e sudore.
Risponderemo a tutte le domande, curiosità e cazzate che vi verranno in mente ma soprattutto: presenteremo in esclusiva Nirvana 6, l’ultimo capitolo della prima stagione e ci lasceremo andare a succose (?) anticipazioni sulla seconda, in programma a partire da gennaio 2013, con un piccolo, ma indispensabile, antipasto in occasione di Luccacomics, a fine ottobre.
Cos’altro aggiungere?
Vi aspettiamo, sudati, salati e contenti.
Come resistere ad un simile invito?
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12 agosto 2012

A chi, come noi, capita di frequentare spesso e volentieri le scogliere a sud di Livorno può succedere di imbattersi in diversi sacchetti di rifiuti, bric di Estathé, bottigliette di plastica, fazzoletti di carta, cicche e pacchetti di sigarette, bottiglie di birra e/o vino, abbandonate sugli scogli stessi, pazientemente incastonate nelle insenature o lasciate nella vegetazione lungo le discese che portano al mare.
E tutto questo nonostante tutto il litorale sia disseminato di bidoni dell’immondizia e cassonetti, posti proprio in corrispondenza di dette discese.
Ad un osservatore malizioso o a qualcuno che non abbia una vasta conoscenza della psicologia del popolo livornese, potrebbe sembrare che la popolazione labronica sia composta, in gran parte, da stupidi pezzi di merda, figli di puttana, menefreghisti e ignoranti, che pensano di essere dei ribelli a fare il cazzo che gli pare mentre invece sono solo degli inutili stronzi viziati e teste di cazzo.
Ma le cose non stanno così.
No, la colpa è, come sempre, senz’altro della politica, anzi, della Casta, come dicono i rivoluzionari da Facebook e, in particolar modo, del Comune che non ha saputo informare e sensibilizzare la cittadinanza circa i metodi e i criteri della raccolta differenziata.
Ed ecco che, non sapendo dove collocare le varie tipologie di rifiuti, i nostri amati concittadini vanno in confusione e preferiscono lasciarli in giro, piuttosto che sbagliare contenitore e magari inccorrere in una sanzione o, che so, una presa per il culo.
Per questo ci sentiamo in dovere di proporre questo prontuario illustrato a una corretta differenziazione e smaltimento dei rifiuti.
Un aiuto alla cittadinanza e un servizio civile che speriamo venga divulgato il più possibile per educare e sensibilizzare quei pochi che ancora non sapessero come comportarsi.


Altri suggerimenti riguardano le numerose cicche, che vi invitiamo a spegnervi sui coglioni e lasciare nel costume, fino a quando, di ritorno a casa vostra, potrete comodamente collocarle insieme alle ceneri di qualche vostro caro estinto; così come i sacchetti di spazzatura, che vi suggeriamo di portare a vostro padre, a battere sull’Aurelia vestito da brasiliana, che lo smaltirà bruciandolo nel bidone termovalorizzatore, che tiene sempre acceso per riscaldarsi e attirare i militari di Camp Darby.
Unisciti a noi e aiutaci a tenere Livorno pulita. O anche solo un po’ meno merdosa, via…

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11 luglio 2012
Sì, lo ammettiamo, da qualche giorno siamo un po’ più lenti del solito nell’aggiornare il sito.
Ma voi che ci conoscete da tanto tempo lo sapete, vero?
E anche voi che non ci conoscete abbastanza è ora che ne siate messi al corrente.
Abbiamo anche altri impegni.
Tipo questi:

Nella foto: Spiderman e Hobgoblin, sugli scogli del Romito (Li).
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14 giugno 2012

Da qualche giorno i muri di Livorno sono tappezzati di questi bei manifestini che trasmettono un caldo messaggio d’amore.
Il fatto è che l’improvvido Servizio Affissioni del Comune ne ha incautamente piazzati due anche sotto casa di Paguri 1.
Ora, noi siamo pienamente d’accordo con il bel messaggio contenuto nel manifesto; lo troviamo utile e necessario. Tuttavia pensiamo che sia ancora poco pregnante, non abbia forza sufficiente per attirare l’attenzione dell’uomo della strada e, soprattutto, non rappresenti in modo completo lo spirito dei tempi e della città.
Ci permettiamo quindi di suggerire alcune piccole ma sostanziali modifiche, in modo da adattarlo maggiormente allo zeitgeist; roba trascurabile di punteggiatura, un singolo ma efficace rafforzativo qua e là, cose così. A volte basta poco.
Una virgola al posto del punto ed un vocabolo da scegliere tra i seguenti, dovrebbero risolvere brillantemente il problema.
Vocaboli tra cui scegliere:
- Cane.
- Boia.
- Budello.
- Merda.
- Vigliacco.
- Lupo.
- Becco.
- Rospo.
- Assassino.
- Segone.
- Infame.
- Vile.
- Sbudiulato.
- Ladro.
- Maiale.
- Serpente.
- Bestia.
- Orco.
- Facocero.
- Nazista.
- Giovanardi.
- Crotalo.
- Bufalo.
- Troio.
- Scannato.
- Fascista.
- Scorfano.
- Prete.
- Biacco.
- Calupente.
Si possono suggerire nuovi vocaboli o combinare a piacimento quelli suggeriti.
Alla fine, un Consiglio di Savi deciderà quale sarà quello più adatto al completamento dell’opera.
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4 febbraio 2012

Livorno, Perla del Mediterraneo e Culla di Civiltà*, è stata nei secoli cantata come una delle città ideali dai maggiori poeti della letteratura italiana: il Pelagatti, Vinicino, Cutolo, la Ciucia e molti altri.
Purtroppo da qualche anno (un’ottantina, più o meno) vive una fase di crisi nera, sul piano del lavoro in primis, e di conseguenza anche su quello del tenore di vita, che si porta dietro, come le reti a strascico, l’approfondimento culturale e le arti in genere. Eppure di occasioni e emergenze non ne mancherebbero:
- tre fortezze rinascimentali, una delle quali ospitante un bellissimo parco e saggiamente chiusa serrata alla cittadinanza, tranne che per i matrimoni delle personalità più importanti della cultura livornese, tipo Paolino Ruffini;
- un complesso termale in pieno stile Art Nouveau, da diversi decenni sede di pantegane mannare, deposito di siringhe usate e sfondo scenico per un prezioso cavalcavia anni ’80;
- un intero quartiere settecentesco, la Venezia, attraversato da canali e valorizzato da un’intera piazza adibita a sterrato, parcheggio e transenne di cantiere;
- un museo che ospita opere di famosi macchiaioli e post-macchiaioli, in alternanza con importanti esposizioni di opere di macchiaioli e post-macchiaioli e giornate di chiusura;
- un bellissimo teatro ottocentesco, che, come “Cats” o “Phantom of the opera” nella Grande Mela, mette in scena in continuazione commedie in vernacolo, in sapiente alternanza con la Cavalleria rusticana di Mascagni;
- un lungomare aromatizzato al fritto;
- una terrazza con gazebo, finemente decorato a bomboletta, dove non si suona MAI, gemellato con il famoso Karni Mata indiano;
- 87 milioni di palestre;
- 181 milioni di centri abbronzatura e nail care, anche a domicilio;
- 48 mila negozi di artigianato etnico;
- 345 mila negozi di abbigliamento sportivo;
- numerose iniziative culturali, tipo… cacciucco, fritto e vernacolo, anche nella versione tombola;
quindi, a conti fatti, una città che potrebbe vivere di solo turismo.
Ma urge un’idea che rilanci la politica dell’offerta e dell’accoglienza, caratteristiche troppo spesso tralasciate dall’amministrazione locale. Prendiamo ad esempio l’Isola del Giglio: oggi, nonostante questo gelo siberiano, ci sono molti più turisti che non ad agosto, piombati sulla piccola isola per scattarsi foto, sorridenti e con il segno di vittoria, con il sepolcro di 7 piani sullo sfondo, in mezzo al bel mare toscano.
Ecco, alla luce di ciò, esortiamo le autorità competenti ad accelerare i lavori per la costruzione del rigassificatore off-shore (altra emergenza artistica locale), in modo da organizzare deliberatamente, che so, una bella collisione con un incrociatore statunitense, per creare un disastro meraviglioso che attiri tantissimi turisti da tutto il mondo. Pensate che indotto per la città, e che rilancio d’immagine a livello planetario!
E dire il più grande naufragio ce l’abbiamo avuto proprio noi.
Evidentemente l’abbiamo sfruttato male.
*Più o meno.
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16 maggio 2011

Meglio disoccupati all’Ardenza che ingegneri a Milano è un vecchio proverbio livornese che sta a simboleggiare tutto l’amore e l’invidia che noi, sporchi, sudici e ignoranti figli di puttana livornesi abbiamo nei confronti di quella che è considerata la capitale economica d’Italia e dei suoi abitanti.
E qui potrebbero partire tutta una sequela di luoghi comuni sul clima sulla presunta freddezza dei milanesi, sulla loro supponente intolleranza e sulla loro cultura del lavoro, opposte al sole e al mare di Livorno, alla nostra semplicità e confidenza, al nostro carattere sempre aperto e scherzoso a dispetto di una città che non offre effettivamente un cazzo nulla, tanto meno da lavorare.
Ma oggi noi invidiamo i milanesi.
E non li invidiamo certo per le squadre di calcio costantemente in testa alla classifica di Serie A, né per il concerto che Roger Waters farà a luglio da quelle parti e neppure per… boh?… basta così, via.
No, noi invidiamo i milanesi perché oggi hanno l’opportunità di gridare un enorme PUPPA, forte e diretto in faccia a una come Letizia Moratti.
No, dico, ma riuscite a immaginare la soddisfazione?
Eh, sì, amici milanesi, noi oggi vi invidiamo sinceramente.
P.S.
Niente di personale, Letizia. Anzi, se per caso non venissi rieletta, vieni pure a Livorno ché noi ti aspettiamo a braccia aperte. In fondo: meglio disoccupati a Livorno che sindaci del PDL a Milano, no?
P.P.S.
Sì, l’immagine è ispirata al famoso bigliettino del Sodalizio Muschiato.
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8 aprile 2011

Villa Morazzana, il luogo in cui la Regione Toscana ha deciso di alloggiare temporaneamente alcuni tunisini provenienti da Lampedusa, si trova a circa 200 metri da casa di Paguri A.
Domenica scorsa, camminando in giro con il cane (il mio e quello di Gesù. Sì, faccio il dogsitter per divinità) sono stato avvicinato da una macchina. Dal finestrino, un cronista di una tv locale mi ha chiesto se abitassi nei paraggi e se fossi a conoscenza del fatto che, a breve, a Villa Morazzana sarebbero arrivati un bel po’ di extracomunitari.
Io ho risposto, laconicamente e testualmente, che non ne sapevo una sega.
Mi ha chiesto comunque cosa ne pensassi e gli ho replicato che da qualche parte dovranno pur andare.
Ha chiuso il finestrino e se ne è andato.
Forse aveva fretta, forse non ero pettinato adeguatamente o forse, maliziosamente, viene da pensare che possa esser rimasto deluso e sconcertato dall’assenza di polemiche.
La mia è malizia, in realtà non lo so, davvero.
Però nella zona, una zona residenziale fatta di villette popolate per lo più da famiglie e persone anziane, nessuno ha aperto bocca. Nessuno ha protestato, nessuno ha messo striscioni, nessuno si è riunito in comitati e soprattutto nessun pezzo di merda vigliacco ha danneggiato le strutture deputate all’accoglienza imbrattandole con scritte idiote.
Forse qualcuno non sarà rimasto contento, ma nessuno ha strumentalizzato la cosa. Ecco, di questo non si è parlato sui mezzi di informazione.
E a pensarci bene si capisce il perché.
Questa dovrebbe essere la normalità e la normalità non fa notizia.
Ma ci viene da pensare che i motivi per cui nessuno ha sottolineato la cosa siano in realtà diversi.
Ci viene da pensare che non se ne sia parlato perché non c’è modo di sfruttare la cosa creando, cavalcando e spettacolarizzando il malcontento.
Ci viene da pensare che le feste e i sorrisi con i quali le navi cariche di immigrati sono state accolte all’attracco nel porto di Livorno facciano molto meno rumore delle urla e dei fischi di altra gente, in altri luoghi.
Ci viene da pensare che, forse, nonostante MIRIADI di cose negative, siamo fortunati ad essere nati in questa città plebea.
E cercare di mantenerci aperti, tolleranti, accoglienti e cazzoni è il nostro modo di difendere il territorio dalla barbarie dilagante.
P.S. Quando stigmatizziamo la formazione di comitati anti-migranti etc… non parliamo certo dei lampedusani che, al contrario, hanno tutto il nostro rispetto avendo fatto moltissimo in una situazione oggettivamente di merda.
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11 marzo 2011
Sì, domenica 13 marzo 2011, alle ore 17;00 (o giù di lì) torneremo ancora a Pisa, alla fumetteria Fumettando, in piazza Gamabacorti qualcosa.
Lì, presenteremo i nuovi Don Zauker – Inferno e Paradiso; X-Nerd – eroi di pace e ci dilungheremo a parlar male del governo e del Santo Padre, ché non è mai abbastanza.
Ci sarà anche spazio per le dediche con particolare attenzione alle svastiche di cazzi o ai soli delle Alpi, sempre di cazzi, novità assoluta di quest’anno.
Chiuderemo la serata con piccole anticipazioni sugli ambiziosi progetti futuri e ricco aperitivo al bar più vicino (dietro pagamento individuale) e cena gratis, ognuno a casa sua.
Come dite? Vi siete rotti i coglioni di vederci a Pisa?
Figuratevi un po’ noi, di venirci, allora…
Ma tanto, se si aspetta che ci chiamino a Livorno, si fa a tempo a morì.
A domenica.
P.S. QUI c’è una nostra intervista realizzata in questi giorni.
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7 gennaio 2011

Livorno, ancorché perla del Mediterraneo e di Labuan, e contrariamente a quello che pensa la gente di passaggio, è una città morta, da diversi punti di vista: culturale, economico, artistico, sociale e mille altri. Non stiamo qui a farci una julienne di coglioni nel tentativo di analizzare le cause di questa catastrofe; ci preme più che altro sottolineare l’animo spensierato della nostra gente, che nonostante tutto continua a pervadere le vie della città.
Per i non toscani, anzi, per i non livornesi, anzi, per i non lettori del Tirreno, in questi giorni a Livorno si è tenuto, sul sito del suddetto giornale (sic), un sondaggio tra i lettori circa il fatto se questi fossero o meno favorevoli alla proposta del vescovo (pisano) di posizionare una gigantesca statua della Madonna, all’ingresso del porto, in segno benagurante.
Naturalmente, ci viene detto dal Tirreno, la stragrande maggioranza dei lettori ha votato per il sì.
(E qui potremmo aprire una parentesi sul fatto che ognuno ha i lettori che si merita – noi per primi – ma soprassediamo per mancanza di spazio/voglia).
La bella statuina dovrebbe costare 70mila euri (però!), che saranno finanziati in parte dalla parrocchia, in parte da imprenditori del settore (portuale, non madonne), in parte dai piloti in parte da non si sa chi. Il Comune tergiversa, forse per vedere da che parte tira il vento e dove sia più conveniente stare.
Ecco, di fronte a questioni di questa importanza che oltretutto ci toccano da vicino, vogliamo anche noi dire la nostra.
Ma come?! Si sono intervistati cittadini autorevoli e persone comuni, disoccupati e negozianti, professionisti e studenti, fedeli e devoti e noi, livornesi conosciuti in tutto l’universo grazie a Don Zauker, un fumetto su un personaggio religioso, non dovremmo dire niente?
Ci mancherebbe.
No, contrariamente a quanto molti di voi si aspettano, non suggeriamo ai fedeli di stroncarsi la statua in un orifizio a piacere, no.
E non diciamo neanche che il solo pensiero di vivere in una città il cui Comune dovesse finanziare una stronzata del genere ci farebbe vergognare come merde, anche più degli abitanti di Adro.
Anzi, noi siamo più che favorevoli a questa bella iniziativa, che trascende l’aspetto prettamente religioso, privilegiando invece quello della cultura popolare, dell’icona che protegge dalla malasorte.
Ecco perché vorremmo addirittura potenziare l’iniziativa per attirare la fortuna e costringerla a volgere il suo sguardo (di una dea bendata, comunque…) verso la nostra beneamata città.
Queste le nostre proposte: innanzitutto ci sembra più giusto che la statua della Madonna vada ad impreziosire la facciata del vescovado, invece di rompere i cogl… andare sprecata sul porto; luogo, questo, tradizionalmente più frequentato da troie, marinai, delinquenti e scaricatori che, durante i loro duri giorni di lavoro, non mancheranno di nominarla svariate volte (compresi i suoi stretti congiunti).
A protezione scaramantica della nostra gente proponiamo anche sculture rappresentanti:
- un bel corno rosso, al posto del Faro;
- un ferro di cavallo all’ingresso dell’ospedale;
- una zampa di coniglio al casello dell’autostrada;
- un bel gobbo in comune al posto del sindaco;
- un quadrifoglio al Punto SNAI;
- una scarpa che pesta una merda davanti allo stadio A. Picchi.
Ma soprattutto, all’interno del porto, una gigantesca statua di Don Zauker che si tocca i coglioni.
Ecco, con questi potentissimi amuleti, unitamente all’immagine della Beata Vergine, la nostra città vivrà in pace e prosperità per mille e mille anni.
E sempre per questo invitiamo tutti voi a votare su Facebook per Don Zauker al posto della Madonna, nel Porto di Livorno.
Votate, votate, votate.
Ché se vale il parere dei lettori del Tirreno, dovrà valere anche il vostro, no?
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14 maggio 2009

No, cioè, per l’Abruzzo, volevamo dire.
Il primo provvedimento serio preso dal nostro Governo per sostenere le vittime del sisma:
SABATO 16 MAGGIO (cioè domani), DON ZAUKER, TESTIMONI DELLO SPIRITO TOUR 2009, per raccogliere fondi da devolvere in beneficenza alle vittime del terremoto. L’evento farà parte dell’iniziativa Livornesi per l’Abruzzo.
A Livorno, nel parco di Villa Corridi, zona La Leccia, ore 22:30.
Non mancate, maledetti.
Naturalmente la nostra speranza è che, al culmine della festa, arrivi Papi, con un bel collier di diamanti da regalare a entrambi.
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