Ma la Potta, no!

4 ottobre 2011

Coraggiosa presa di posizione del Cardinal Bagnasco che, dopo aver taciuto sulle peggiori leggi vergogna, sulle collusioni con la mafia, sullo smantellamento dello Stato Sociale, sulle negazioni dei diritti di cittadini e lavoratori, sugli attacchi a stampa e magistratura, sulla distruzione di scuola e sanità pubbliche e su mille altre lodevoli inziative del nostro Governo del fare (schifo al cazzo), non ce l’ha fatta più e ha sbottato redarguendo severamente il buon premier circa la sua eccessiva passione per la potta.

E’ proprio vero, in certi ambienti si tollera davvero tutto: MA LA POTTA, NO! (di Bagnasco; Paguri e Santrine).

Indossare la gonna, non è solo da donna
Ma la potta, no
A qualcuno non dona, l’ha scoperto Sindona
Ma la potta, no
Siamo casti per sfizio, tanto c’è il Sant’Uffizio
Ma la potta, no
Sussurriamo all’orecchio, di un patetico vecchio
Ma la potta, no
Silvio, mi tormenti così
Silvio, mi fai dir sempre sì
Ma la potta, Ma la potta,
Ma la potta, no!
Lo diceva Neruda, non fa niente se ruba
Ma la potta, no
Rispondeva Bagnasco, il confine è un po’ lasco
Ma la potta, no
Ma se perdi la stima, torni quello di prima
Ma la potta, no
Silvio spegni il tuo cero, non si scherza col clero
Ma la potta, no!

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Donazioni

1 settembre 2011

Berlusconi avrebbe dato 500 mila euro a Tarantini perché mentisse circa la consapevolezza del premier sul fatto che le donne procurategli dallo stesso Tarantini, per i famosi festini a Palazzo Grazioli,  fossero putt…ehm, escort.

In pratica: gli ha dato 500mila euro perché lo facesse passare da coglione!

Chissà allora quanto avrà dato a Veltroni perché lo facesse passare, nel 2007, da dittatore capo di una banda di predoni fascisti e collusi con la mafia a rispettabile leader dell’opposizione con cui poter dialogare di regole.

Mah?!

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Haiku n.98

28 luglio 2011

GIUSTIZIA PALMATA

metro a metro
la linea s’innalza
Sciascia sospira

(Santrine)

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Haiku n.71

25 marzo 2011

MA VADA IN CULO, VA’

Or di Romano
Silvio, ci manca solo
il salutare!

(Le 3 fie)

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Orgogliosi di voi

1 settembre 2010

Il senatore Marcello Dell’Utri è stato pesantemente contestato a Como, dove si era recato per parlare dei presunti diari di Mussolini dei quali sarebbe in possesso.

È stato chiamato mafioso.

Ecco, questi sono gli effetti che una condanna per mafia può fare: si viene chiamati mafiosi.

Questo è quello che vuole certa magistratura e certa stampa di impronta chiaramente e smaccatamente sovietica, che punta a umiliare e screditare gli avversari politici, non tanto per minarne il potere e metterne in  discussione il ruolo istituzionale – giacché loro se ne sbattono giustamente i coglioni – ma per farli chiamare mafiosi, quando vengono presentati come illustri ospiti a importanti incontri giornalistico/letterari.

Questo è quello che fanno e quello che il forcaiolo popolo della sinistra si aspetta.

Un popolo di individui rancorosi e invidiosi, nutriti costantemente da una faziosa campagna diffamatoria a mezzo stampa che, al pari di quanto viene fatto da certa magistratura, maschera le notizie, prendendo in considerazione solo quelle che gli tornano comode per i loro interessi.

Facciamo un po’ di chiarezza su questa storia.

Il senatore Marcello Dell’Utri, che sì vanta un curriculum giudiziario che da solo potrebbe fare di lui un protagonista dei Soprano, è stato mafioso fino al 1992, ma poi ha smesso.

Probabilmente il 1992 è l’anno in cui ha fondato la società calcistica giovanile Bacigalupo, facendo così cadere ogni accusa di concorso esterno in associazione mafiosa nei suoi confronti.

E questi sono fatti.

Come può una persona normale, un lavoratore, gestire una società calcistica giovanile e, contemporaneamente, fare affari per conto della mafia?

Dove lo trova il tempo?

A sostegno di questa tesi è intervenuto anche il nostro Presidente del Consiglio, grande esperto di società calcistiche (oltre che di mafia, per il suo ruolo istituzionale e per la serrata lotta che il suo Governo sta facendo contro le cosche mafiose, anche quelle non rivali) il quale ha affermato con autorevolezza che uno che fonda la Bacigalupo NON PUÒ essere un mafioso.

Un po’ come Flavia Vento quando disse che chi ama i cani può essere solo una persona buona.

Ora, è vero che Flavia Vento, all’epoca, l’avremmo trombata volentieri (e anche al nostro Presidente, a dire la verità, infileremmo volentieri qualcosa in qualche oscuro pertugio) ma non per questo le avremmo fatto governare il nostro Paese.

Noi no, qualcuno sì.

Ma questi sono altri discorsi.

Torniamo al senatore Dell’Utri, vittima di questa vergognosa contestazione.

Ebbene, se egli non è più mafioso dal 1992 (ma è ancora fascista, è bene ricordarlo) allora è evidente che quella dell’altro giorno a Como è stata una manifestazione politica, diffamatoria e per questo ancora più grave in un Paese come il nostro.

Un Paese dove il vento della calunnia ha già mietuto fin troppe vittime negli sciagurati anni di tangentopoli, a cominciare dal povero Bettino Craxi costretto dalla campagna diffamatoria messa in atto nei suoi confronti (e da una duplice condanna penale) a morire in esilio, ad Hammamet.

Ecco, il popolo italiano sembra non aver imparato niente da quello e da altri tristi, simili eventi.

Per fortuna che quello che non ha imparato il popolo lo hanno imparato alcuni politici che, con la forza data loro da una volontà di ferro e dal controllo su tutti i mezzi di informazione, se ne sbattono altamente i coglioni e continuano ad andare in giro a testa alta.

Ecco, questo ci rende veramente orgogliosi della nostra classe politica.

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Eroi

19 luglio 2010

Ogni Paese ha gli eroi che si è scelto.

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Rivendicazioni

18 aprile 2010



La coraggiosa presa di posizione del nostro Presidente del Consiglio è stata presa ad esempio, dando il via ad una serie di giuste rivendicazioni da parte dei più illustri esponenti di alcune tra le categorie più diffamate da certa stampa e certo cinema, evidentemente collusi con la sinistra.

In serata si attendono le dichiarazioni di Godzilla, Hannibal Lecter, Darth Vader e Landru.

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