Haiku n.162

28 marzo 2013

INCIDENTE INDIANO

due vittime
due vittime morte
danni a Terzi

(Santrine)

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Haiku n.161

22 marzo 2013

ONORE

maro’, ‘na vacca
diranno in india, ma
non sarà sacra

(Segolas)

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Solidarietà.

15 marzo 2013

Salviamo

Nel collage di immagini sopra si possono individuare due vittime.

Chi sono?

Se avete risposto i due fagotti nell’immagine al centro, avete indovinato.

Per la precisione, i due fagotti sono due persone uccise a colpi di fucile mitragliatore.

Due pescatori indiani, Ajesh Binki e Valentine Jelastine.

Un ragazzo di 21 anni e un uomo di 50.

Nessuno (o quasi)  in tv e sui giornali, ha mai mostrato i loro volti. Nessuno (o quasi) in tv e sui giornali, ha mai riportato i loro nomi. Nessuno (o quasi) in tv e sui giornali, ha mai parlato delle loro famiglie.

Tutti hanno invece sempre, costantemente, categoricamente, esclusivamente parlato solo dei due poveri marò, vittime della prepotenza indiana.

Sì, salviamoli!

Come se fossero in ostaggio di un qualche gruppo di terroristi e non sotto custodia (non in prigione) in uno Stato sovrano per aver ucciso due pescatori.

Ma poi chi erano questi pescatori? Di loro non esistono neanche immagini su internet, erano due straccioni, brutti, col naso schiacciato, i capelli unti e pettinati come Apu dei Simpsons e con le mani nere sopra e bianche sotto.

Com’è possibile mettere sullo stesso piano le vite di questi due pezzenti, olezzanti di curry, con i nostri due valorosi e pettinatissimi soldati?

E com’è possibile mettere sullo stesso piano la legge di un Paese, l’India, dove ci sono le fogne a cielo aperto, le vacche che girano per strada invece che nelle cene eleganti e si venera un dio con la testa di elefante, invece di un vecchio con la gonnella?

No, non ci fidiamo di quei selvaggi. Si tengano i loro morti e ci restituiscano i nostri eroi, senza rompere tanto i coglioni!

Ecco, questo velato e ridicolo razzismo da colonizzatori è, secondo noi, il senso di tutte le chiacchiere fatte sulla vicenda dei due marò.

Ora, senza entrare nel merito e specificando che anche noi siamo convinti che i due abbiano sparato per errore e che comunque Massimiliano Latorre e Salvatore Girone meritano un processo regolare che tuteli i loro diritti e, se nel caso, evidenzi le loro responsabilità, ci sembra che l’intera vicenda sia stata affrontata in maniera un tantinello vergognosa.

E non tanto da parte dei fascisti di Casapau o del PDL che, vogliamo dire, cosa c’era da aspettarsi?…  ma piuttosto da tantissima parte (la quasi totalità) dei mezzi d’informazione del nostro Paese, per non parlare dei rappresentanti delle istituzioni.

Ma, anche in questo caso: cosa c’era da aspettarsi?

Per questo abbiamo deciso di scendere in campo e offrire il nostro aiuto ai tanti giornalisti,  politici o  semplici passanti e cittadini in fila alle poste che non sono in grado di provare vergogna.

Tranquilli, ci pensiamo noi.

Noi, infatti, ci vergognamo per (e di) loro.

 

 

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Haiku n.134

29 febbraio 2012

ALL’ARREMBAGGIO

Maronna mia!
Uccidiamoli tutti,
questi pirati.

(Segolas)

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Un italiano vero.

28 febbraio 2012

“Siamo italiani e ci comportiamo come tali.”

Queste le parole pronunciate dai due Marò accusati di aver sparato e ucciso, per errore, due pescatori indiani, credendoli pirati.

Cosa vuol dire?

  • Che passeranno le giornate a cantare le canzoni di Toto Cutugno?
  • Che pregheranno forteforte Padre Pio, perché interceda presso il governo indiano che però non lo riconosce come divinità?
  • Che chiederanno solo spaghetti al pomodoro e pizza, rifutando il cibo locale?
  • Che mentre sono in carcere, hanno lasciato la macchina comodamente parcheggiata in doppia fila?
  • Che a colazione pretendono solo caffè espresso?
  • Che leggono esclusivamente La Gazzetta dello Sport?

No, davvero, con tutto il rispetto per i due Marò (e anche per le loro presunte vittime, però) vorremmo tanto sapere cosa significa una frase del genere che tanto è piaciuta al ministro Terzi, al Presidente Napolitano e a tutti i TG.

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