F4

6 giugno 2012

L’altra sera, come tutti i lunedì, il buon Mentana ci ha ammorbato con l’ennesimo sondaggio per dare un’idea di cosa succederebbe se si votasse oggi.

Peccato che non si voti oggi, né domani ma solo quando il PD avrà dato modo al PDL di riprendersi e di tornare forte come un tempo.

Perché nei duelli d’onore la lealtà è tutto.

Comunque…

A parte il fatto che non sappiamo spiegarci come, da una settimana all’altra, possano cambiare così tanto gli orientamenti di voto. Come se uno cambiasse idea tutte le settimane, in base… boh?… al meteo, alle quotazioni Snai o ai discorsi del papa (sì, questo avviene davvero, purtroppo).

Ma quello che ci colpisce è un altro aspetto del sondaggio.

Dalla fine del Governo Berlusconi, il PDL non ha fatto altro che calare clamorosamente al punto che adesso è al 18% e sembra dover scendere ancora.

Ecco, alla luce di tutto ciò, noi ci chiediamo: ma cos’avranno fatto mai di tanto schifoso, che non abbiamo già fatto prima, da quando non sono più al governo, per far allontanare così tanti dei loro elettori?

Davvero, davanti a queste considerazioni rimaniamo basiti.

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Come pecora in mezzo ai lupi.

5 marzo 2012

No, via, qualcosa non torna.

Si è molto parlato del manifestante No Tav che, dall’altro lato di una transenna e sotto le telecamere, va a parlare in faccia ad un carabiniere in assetto antisommossa al solo scopo di provocarlo e/o prenderlo per il culo.

No, non ad offenderlo, per favore.

Avergli detto che è una pecorella e avergli chiesto se si metta la maschera antigas anche per baciare la propria ragazza, non vuol dire offendere.

Sgomberiamo subito il campo da qualsiasi dubbio o interpretazione, ben consapevoli però che nel web gl’imbecilli – e soprattutto gl’imbecilli in malafede – sono sempre dietro l’angolo, insieme ai tegami delle proprie mamme (ecco, questo, casomai, vuol dire offendere): il manifestante è stato un irresponsabile, sì, e il carabiniere ha agito in maniera corretta.

E allora?

A parte il fatto che è facilissimo dare addosso a un ragazzo se si isola l’episodio senza contare l’esasperazione a cui un’intera comunità è arrivata dopo circa vent’anni di decisioni imposte, dove sta la notizia che tanto scalpore ha suscitato nei vari Mentana e compagnia bella, pretescamente contriti in un grottesco afflato di commozione per il senso dello Stato?

Un carabiniere che si comporta correttamente, da persona civile e da rappresentante delle forze dell’ordine di uno Stato democratico, invece di approfittare della copertura che gli offrono divisa, elmetto e istituzioni per massacrare di botte chiunque gli si pari davanti, è una notizia?

Un eroe, è stato detto; ha ricevuto persino gli elogi ufficiali del comandante generale dell’Arma.

E questo perché, pur avendo il potere di spaccare la testa ad un ragazzo disarmato che lo stava chiamando pecorella, non lo ha fatto.

Cazzo, che eroe.

Cioè, chiamandolo eroe si presuppone che, con il suo rinunciare alla cieca violenza e alle pulsioni primordiali, abbia compiuto uno straordinario e generoso atto di coraggio.

E allora, per contrappasso, ciò evidenzia che la normalità, secondo tutti gli opinionisti, sarebbe l’esatto contrario, e cioè il pestaggio a sangue del manifestante giovane (e dal comportamento stupido, lo ripetiamo).

Altrimenti qualcosa non torna.

E’ come se qualcuno vi elogiasse come eroe solo perché avete resistito all’istinto primitivo di violentare una ragazza particolarmente provocante. Oppure se, avendone l’occasione, non avete tuttavia rubato la borsetta ad una vecchietta che aveva appena riscosso la pensione.

Per una persona normale, sono comportamenti normali.

Diventano gesti nobili e, se vogliamo, degni di nota, solo se stiamo parlando di stupratori, ladri e compagnia bella.

Il lato tragicomico di tutto ciò è che tutti quelli che hanno indicato il giovane carabiniere come un eroe nazionale hanno in verità dato per scontato che solitamente il comportamento dei carabinieri, in situazioni simili, sia l’esatto opposto. Elogiando lui, hanno ammesso le violenze e i soprusi di cui si sono spesso rese protagoniste le nostre forze dell’ordine in questi ultimi anni.

Come dire, elogiarne uno per coprirne mille.

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Latorre di guardia.

30 maggio 2011

Il senatore e vice capogruppo del PD al Senato,  Nicola Latorre, ospite di Mentana su La7, ha appena pronunciato queste parole: “Dal voto emerge un segnale di cambiamento che non può più essere affidato a giochi di Palazzo!”

Sì, è lo stesso Nicola Latorre che fu sorpreso, sempre ospite di La7, a passare un pizzino contenente suggerimenti in aiuto di un imbarazzato Italo Bocchino (quando era ancora orgoglioso vice capogruppo del PDL, alla Camera) messo in difficoltà dalle domande di Massimo Donadi, capogruppo dell’ IDV alla Camera e quindi, in teoria, alleato di Latorre.

Ecco, secondo Latorre il voto di questi giorni sta a significare “la richiesta di un segnale di cambiamento che non può essere affidato a giochi di Palazzo.”

Secondo noi invece sta a significare che lui e tutti quelli come lui dovrebbero finalmente levarsi dai coglioni!

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Le stelle sono tante…

26 aprile 2011

Nel TG La7 di ieri sera Enrico Mentana ha parlato, già nei titoli di apertura, degli imbrattamenti dei muri di Via Magenta a Livorno, dicendo che si trattava di “stelle a 5 punte delle Brigate Rosse“.

Peccato fosse falso, visto che erano normali stelle a 5 punte come in decine di bandiere e simboli comunisti, e non solo.

In questo modo Mentana ha potuto ingigantire un fattarello di minima rilevanza penale (scritte sui muri come centinaia di altre) per controbilanciare le numerose schifezze perpetrate ieri dai fascisti: manifesti contro il 25 aprile, sfregi ai monumenti e ai cippi partigiani con croci celtiche, ecc.

Cercare l’equidistanza in un giorno dove ci si deve schierare è una cosa che reputiamo schifosa, soprattutto se per questo si falsifica una notizia e si parla di filoterroristi dove non ve ne sono.

Abbiamo quindi scritto alla rete. Non avendo trovato un recapito del TG a cui mandare una classica e-mail, abbiamo fatto così:

  1. Andare alla pagina http://www.la7.it/la7/scrivici.html
  2. Selezionare il primo indirizzo (programmi@la7.it)
  3. Indicare il proprio indirizzo (meglio non usarne uno finto, squalifica la missiva) e un oggetto
  4. Inserire il testo della mail. Vi mostriamo il nostro a titolo d’esempio, siete liberi di usarlo in tutto o in parte se volete:

    Scrivo per chiedere una rettifica alle parole del direttore Mentana e al servizio del TG La7 delle 20:30 di lunedì 25 aprile. È infatti totalmente campato in aria affermare che le scritte vandaliche comparse a Livorno fossero “stelle a cinque punte delle BR”: la stella brigatista ha una ben precisa fisionomia e proporzioni ed è sempre inscritta in un cerchio. Le stelle in oggetto sono invece “normalissime” stelle proprie della simbologia comunista in generale fin dalla Rivoluzione d’Ottobre, così come i simboli di falce e martello disegnati insieme alle suddette stelle sui muri di Livorno. Si tratta certo di un episodio vandalico, ma confondere la simbologia di un’idea politica legittima (e sposata da diversi partiti del tutto legali) con quella di un gruppo terroristico ormai defunto è decisamente fuori luogo nel giorno in cui si festeggia la Liberazione anche grazie a migliaia di partigiani comunisti, e persino pericoloso se fa credere che esista qualcuno che inneggia ai terroristi quando così non è. La deontologia professionale, e la responsabilità di dirigere un TG così seguito e apprezzato, a mio parere impongono una precisazione in merito.
    Cordiali saluti

Lopo

(grazie  a bezdomnyj82 e a Francesca Detti per alcune idee dell’immagine)

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