The killing joke.

12 gennaio 2013

Killing joke.Il nostro riassunto dell’ultima puntata di Servizio Pubblico.

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Haiku n.146

26 settembre 2012

NON DAI DIAMANTI

ma dalla merda
è nata un’Italia
molto Fiorita

(Santrine)

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Rafforzativi

14 giugno 2012

Da qualche giorno i muri di Livorno sono tappezzati di questi bei manifestini che trasmettono un caldo messaggio d’amore.

Il fatto è che l’improvvido Servizio Affissioni del Comune ne ha incautamente piazzati due anche sotto casa di Paguri 1.

Ora, noi siamo pienamente d’accordo con il bel messaggio contenuto nel manifesto; lo troviamo utile e necessario. Tuttavia pensiamo che sia ancora poco pregnante, non abbia forza sufficiente per attirare l’attenzione dell’uomo della strada e, soprattutto, non rappresenti in modo completo lo spirito dei tempi e della città.

Ci permettiamo quindi di suggerire alcune piccole ma sostanziali modifiche, in modo da adattarlo maggiormente allo zeitgeist; roba trascurabile di punteggiatura, un singolo ma efficace rafforzativo qua e là, cose così. A volte basta poco.

Una virgola al posto del punto ed un vocabolo da scegliere tra i seguenti, dovrebbero risolvere brillantemente il problema.

Vocaboli tra cui scegliere:

  • Cane.
  • Boia.
  • Budello.
  • Merda.
  • Vigliacco.
  • Lupo.
  • Becco.
  • Rospo.
  • Assassino.
  • Segone.
  • Infame.
  • Vile.
  • Sbudiulato.
  • Ladro.
  • Maiale.
  • Serpente.
  • Bestia.
  • Orco.
  • Facocero.
  • Nazista.
  • Giovanardi.
  • Crotalo.
  • Bufalo.
  • Troio.
  • Scannato.
  • Fascista.
  • Scorfano.
  • Prete.
  • Biacco.
  • Calupente.

Si possono suggerire nuovi vocaboli o combinare a piacimento quelli suggeriti.

Alla fine, un Consiglio di Savi deciderà quale sarà quello più adatto al completamento dell’opera.

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PUM!

15 ottobre 2011

Non c’è niente da fare: noi italiani siamo i più forti del pianeta.

E’ inutile che si gridi all’Apocalisse: è da circa un ventennio che la crisi globale mangia il nostro tenore di vita e che il neoliberismo s’inchiappetta uno a uno i diritti umani e dei lavoratori conquistati in un secolo e passa di lotte, e noi siamo sempre qui, ben saldi. Sì, dicono che fra le vittime siamo fra quelli messi peggio, ma nonostante ciò continuiamo a essere una delle prime 7-8 potenze economiche modiali (nel computo dev’essere incluso, giocoforza, anche il fatturato della ‘Ndrangheta).

Oggi.

Oggi, specialmente dall’estero ci osservano come animali rari e ci sembra di vederli che si guardano fra loro, sudati, increduli: “Ma come cazzo fanno?”. Chi guida il treno Italia – un regionale del 1861 – è una serie di compagini a frattale, che non sembrano minimamente intenzionate a interrompere le proprie divisioni interne e gli scismi che danno vita a compagini nuove e sempre più piccole, benché determinanti. Questo è disdicevole, perché mina seriamente la nostra immagine al di là dei confini nazionali; l’immagine di un’allegra brigata di cazzoni divertenti, allegri e dal grande cuore, uniti dai medesimi sacri, incrollabili valori: la famiglia, la Chiesa, l’evasione fiscale, Cassano, il cellulare, gli spaghetti, il digitale terrestre, le sopracciglia depilate.

Quello che occorre, e al più presto, è ripensare il nostro sistema di Governo, o perlomeno le alleanze che uniscono sensibilità diverse. Bisogna urgentemente trovarne una che raccolga il maggior numero di parlamentari per un governo di larghe intese, fuori dalle vecchie logiche stantie e solida a tal punto da garantirci la stabilità per molti, molti anni.

E’ qui che vorremmo umilmente dare il nostro contributo intellettuale. Proponiamo, oggi, la fondazione del PUM, il Partito degli Uomini di Merda.

Nel PUM, per statuto, dovranno trovare posto solo ed esclusivamente gli scarti non già della politica, quanto piuttosto della società. Al PUM approderanno i leccaculo nel DNA, i traditori, le bandieruole, quelli a libro paga, i ricattatori, gli accumulatori di ricchezze personali a scapito del bene pubblico, gli arroganti ma imbecilli e ignoranti come culi di carogne di cani, i collezionatori di fallimenti tuttavia abbarbicati al loro posto, quelli che dovevano andare in Africa, le scimmie urlatrici, i senzapalle interessati.

Nel PUM dovranno per forza di cose riconoscersi la maggioranza degli italiani che, invece di votare ogni volta per qualche lista impresentabile solo per tifo calcistico (al solo scopo di non far vincere gli avversari per evitare di essere presi per il culo la mattina dopo, al bar), potranno far confluire i loro voti in un’unica, grande lista. Una lista che racchiuda tutti i valori che vogliamo vedere rappresentati in Parlamento e che sapranno portarci sulla strade delle riforme (che non vuol dire un cazzo, ma ogni discorso politico deve obbligatoriamente chiudersi con “sulla strada delle riforme”).

A questo punto, prima di partire, ci manca solo uno slogan vincente.

Ma siccome siamo ancora, purtroppo, in democrazia, vorremmo chiedere l’aiuto di tutti i nostri lettori (e futuri elettori) per trovare lo slogan del PUM in tempo per la prossima campagna elettorale.

PUM! ché siamo tantissimi…

PUM! Uomini di Merda, per un futuro migliore.

PUM! l’Italia siamo noi.

PUM! Uomini di Merda, ma moderati nel cuore.

PUM! Dalla tradizione, la forza del futuro.

Altre proposte?

 

 

 

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Madonna portuale.

7 gennaio 2011

Livorno, ancorché perla del Mediterraneo e di Labuan, e contrariamente a quello che pensa la gente di passaggio, è una città morta, da diversi punti di vista: culturale, economico, artistico, sociale e mille altri. Non stiamo qui a farci una julienne di coglioni nel tentativo di analizzare le cause di questa catastrofe; ci preme più che altro sottolineare l’animo spensierato della nostra gente, che nonostante tutto continua a pervadere le vie della città.

Per i non toscani, anzi, per i non livornesi, anzi, per i non lettori del Tirreno, in questi giorni a Livorno si è tenuto, sul sito del suddetto giornale (sic), un sondaggio tra i lettori circa il fatto se questi fossero o meno favorevoli alla proposta del vescovo (pisano) di posizionare una gigantesca statua della Madonna, all’ingresso del porto, in segno benagurante.

Naturalmente, ci viene detto dal Tirreno, la stragrande maggioranza dei lettori ha votato per il sì.

(E qui potremmo aprire una parentesi sul fatto che ognuno ha i lettori che si merita – noi per primi – ma soprassediamo per mancanza di spazio/voglia).

La bella statuina dovrebbe costare 70mila euri (però!), che saranno finanziati in parte dalla parrocchia, in parte da imprenditori del settore (portuale, non madonne), in parte dai piloti in parte da non si sa chi. Il Comune tergiversa, forse per vedere da che parte tira il vento e dove sia più conveniente stare.

Ecco, di fronte a questioni di questa importanza che oltretutto ci toccano da vicino, vogliamo anche noi dire la nostra.

Ma come?! Si sono intervistati cittadini autorevoli e persone comuni, disoccupati e negozianti, professionisti e studenti, fedeli e devoti e noi, livornesi conosciuti in tutto l’universo grazie a Don Zauker, un fumetto su un personaggio religioso, non dovremmo dire niente?

Ci mancherebbe.

No, contrariamente a quanto molti di voi si aspettano, non suggeriamo ai fedeli di stroncarsi la statua in un orifizio a piacere, no.

E non diciamo neanche che il solo pensiero di vivere in una città il cui Comune dovesse finanziare una stronzata del genere ci farebbe vergognare come merde, anche più degli abitanti di Adro.

Anzi, noi siamo più che favorevoli a questa bella iniziativa, che trascende l’aspetto prettamente religioso, privilegiando invece quello della cultura popolare, dell’icona che protegge dalla malasorte.

Ecco perché vorremmo addirittura potenziare l’iniziativa per attirare la fortuna e costringerla a volgere il suo sguardo (di una dea bendata, comunque…) verso la nostra beneamata città.

Queste le nostre proposte: innanzitutto ci sembra più giusto che la statua della Madonna vada ad impreziosire la facciata del vescovado, invece di rompere i cogl… andare sprecata sul porto; luogo, questo, tradizionalmente più frequentato da troie, marinai, delinquenti e scaricatori che, durante i loro duri giorni di lavoro, non mancheranno di nominarla svariate volte (compresi i suoi stretti congiunti).

A protezione scaramantica della nostra gente proponiamo anche sculture rappresentanti:

  • un bel corno rosso, al posto del Faro;
  • un ferro di cavallo all’ingresso dell’ospedale;
  • una zampa di coniglio al casello dell’autostrada;
  • un bel gobbo in comune al posto del sindaco;
  • un quadrifoglio al Punto SNAI;
  • una scarpa che pesta una merda davanti allo stadio A. Picchi.

Ma soprattutto, all’interno del porto, una gigantesca statua di Don Zauker che si tocca i coglioni.

Ecco, con questi potentissimi amuleti, unitamente all’immagine della Beata Vergine, la nostra città vivrà in pace e prosperità per mille e mille anni.

E sempre per questo invitiamo tutti voi a votare su Facebook per Don Zauker al posto della Madonna, nel Porto di Livorno.

Votate, votate, votate.

Ché se vale il parere dei lettori del Tirreno, dovrà valere anche il vostro, no?

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Una questione privata.

13 dicembre 2010

Verrà quel giorno, certo che verrà…

Forse il Governo non cadrà oggi.

Forse cadrà per pochi voti.

Forse cadrà e tornerà più forte di prima.


Ma nemmeno un volto, un nome di quei pestamerde deve essere dimenticato.

Tutti: i giornalisti, le troie, i cabarettisti, gli attori, i conduttori, i portaborse, i calciatori, i sacerdoti, i politici, gli scrittori, i commentatori sportivi, gli amici, i parenti, i revisionisti, i cantanti, le campionesse di scherma, gli inviati, i fotografi, gli animatori, i fascisti, i leghisti, le veline…

I volti e i nomi di tutti quelli che hanno contribuito a creare questi anni di merda o che ne hanno goduto i benefici devono restare bene impressi nella nostra memoria.

Quelli che si sono venduti, quelli che ne hanno sfruttato il potere quelli che, compiacenti, hanno permesso al nano di risorgere più volte.

Nessuno deve essere dimenticato.

Quando il nano di merda non ci sarà più, o non sarà più potente come adesso, e questi stronzi cercheranno di riciclarsi, dovranno essere presi a scaracchi ner muso.

Scaracchi ner muso.

Tutti, fino all’ultimo.

Quando verrà quel giorno, se ne dimenticheremo una parte, se saremo troppo indulgenti verso qualcuno, se ci lasceremo prendere dall’affetto, dalla gioia, dal revisionismo, dalla pena, allora avremo tradito noi stessi, il nostro futuro e il nostro Paese.

Cominciamo a raccogliere la saliva.

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