Affronto.

13 aprile 2010

Scritte sulla casa natale del Papa.

Sono comparse questa mattina, sull’onda delle proteste per l’affaire Chiesa-abusi su minori. A gettare acqua sul fuoco ci hanno pensato un po’ monsignor Babini, decretando che l’attacco a Ratzinger sig. papa è opera di massoni ed ebrei, e il buon vecchio Tarcisio Bertone, che ha fatto un intelligente collegamento fra pedofilia e omosessualità, subordinando la prima alla seconda (e non possiamo pensare che una persona del suo calibro e della sua levatura, oltre che del suo ruolo e della sua confessione,  si avventuri in simili diagnosi, senza conoscere perfettamente gli argomenti dei quali sta parlando).

In genere, noi sapevamo che quando si pesta una merda si cerca di pulirsela dalle scarpe (Elio docet). Evidentemente ci sono altri metodi per uscirne, che prima, tuttavia, implicano una bella nuotata – con rischio affogamento – in una piscina olimpionica di letame. Ma il disegno del Signore si sa, è imperscrutabile, quindi è bene che cuociano nel loro brodo (oddio, brodo… bleah!).

Ad ogni modo, le forze dell’ordine si sono già attivate e ora si cerca il misterioso G. che, nottetempo, ha effettuato il raid nella casa natale di Beppe Ratzinger per scrivere delle frasi allusive sui muri dell’austera magione.

La Polizia tende però ad escludere il gesto intimidatorio di uno squilibrato, limitando il tutto ad uno scambio di messaggi tra innamorati.

Attendiamo aggiornamenti.

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