
Il vero livornese, da maggio a ottobre e a qualsiasi latitudine si trovi, va sempre in giro in ciabatte e bermuda.
Questa premessa è necessaria per giustificare i moccoli che si sono uditi durante lo scorso fine settimana, in giro per le colline tra Montepulciano, Pienza e S. Quirico d’Orcia, con 10 gradi scarsi e la pioggia battente.
Comunque lo spettacolo è andato bene, la sala polivalente ex-macelli, al contrario da quello che poteva fare pensare dal nome veramente di merda, era in realtà il luogo bellissimo (il migliore dove siamo stati, dopo S. Romano a Lucca) che potete vedere sopra e i ragazzi dell’organizzazione sono stati davvero gentili, anche se tutti maschi dotati di fava.
Tra gli spettatori del DZTS di Montepulciano c’è stato anche un prete, che dopo circa mezz’ora ha abbandonato la sala protestando contro gli organizzatori, con parole che più o meno suonavano così: “E’ uno schifo! E’ un’indecenza! Queste cose non si possono vedere!”
Sicuramente faceva riferimento all’immagine seguente, dove si vede il Sommo Pontefice, in guisa di novella Marylin, con le gonnelle sollevate dal vento della metropolitana.

Anche se non dipende certo da noi il fatto che un uomo della sua età se ne vada in giro vestito a quel modo, ci siamo sentiti lo stesso in colpa per aver mostrato l’immagine.
Consci del grave atto di cui ci siamo resi responsabili, domenica ci siamo recati in una pieve del XI sec. a S. Quirico d’Orcia per mondare i nostri peccati e invocare il perdono della Beata Vergine. Sfiancati dal lungo pellegrinaggio, ci siamo fermati per rifocillarci in un’osteria locale, dove abbiamo consumato un pasto leggero e frugale, giusto per trovare le forze utili ad arrivare alla chiesetta, che era lì a 20 metri.
Tre ore dopo, giunti nel luogo di preghiera, ci siamo commossi leggendo i pizzini con i ringraziamenti e le invocazioni che i visitatori indirizzavano alla Regina Coeli e, tormentati dai sensi di colpa (e dai bruciori di stomaco) abbiamo voluto arricchire la bacheca con la nostra personale invocazione.


Naturalmente la Mater Christi (nonché la Uxor Giuseppi, non dimentichiamolo) ha fatto il miracolo e, verso sera, siamo riusciti finalmente a digerire gli affettati, gl’insaccati, i diversi tipi di pecorino, i crostini, i pici, i ravioli, il vino, il pane, il dolce e il caffè.
Sempre sia lodata, dunque, la Virgo Fidelis che, ancora una volta vince sulla Citrosodina e sull’ Effervescente Galeffi.







