Orgogliosi di voi

1 settembre 2010

Il senatore Marcello Dell’Utri è stato pesantemente contestato a Como, dove si era recato per parlare dei presunti diari di Mussolini dei quali sarebbe in possesso.

È stato chiamato mafioso.

Ecco, questi sono gli effetti che una condanna per mafia può fare: si viene chiamati mafiosi.

Questo è quello che vuole certa magistratura e certa stampa di impronta chiaramente e smaccatamente sovietica, che punta a umiliare e screditare gli avversari politici, non tanto per minarne il potere e metterne in  discussione il ruolo istituzionale – giacché loro se ne sbattono giustamente i coglioni – ma per farli chiamare mafiosi, quando vengono presentati come illustri ospiti a importanti incontri giornalistico/letterari.

Questo è quello che fanno e quello che il forcaiolo popolo della sinistra si aspetta.

Un popolo di individui rancorosi e invidiosi, nutriti costantemente da una faziosa campagna diffamatoria a mezzo stampa che, al pari di quanto viene fatto da certa magistratura, maschera le notizie, prendendo in considerazione solo quelle che gli tornano comode per i loro interessi.

Facciamo un po’ di chiarezza su questa storia.

Il senatore Marcello Dell’Utri, che sì vanta un curriculum giudiziario che da solo potrebbe fare di lui un protagonista dei Soprano, è stato mafioso fino al 1992, ma poi ha smesso.

Probabilmente il 1992 è l’anno in cui ha fondato la società calcistica giovanile Bacigalupo, facendo così cadere ogni accusa di concorso esterno in associazione mafiosa nei suoi confronti.

E questi sono fatti.

Come può una persona normale, un lavoratore, gestire una società calcistica giovanile e, contemporaneamente, fare affari per conto della mafia?

Dove lo trova il tempo?

A sostegno di questa tesi è intervenuto anche il nostro Presidente del Consiglio, grande esperto di società calcistiche (oltre che di mafia, per il suo ruolo istituzionale e per la serrata lotta che il suo Governo sta facendo contro le cosche mafiose, anche quelle non rivali) il quale ha affermato con autorevolezza che uno che fonda la Bacigalupo NON PUÒ essere un mafioso.

Un po’ come Flavia Vento quando disse che chi ama i cani può essere solo una persona buona.

Ora, è vero che Flavia Vento, all’epoca, l’avremmo trombata volentieri (e anche al nostro Presidente, a dire la verità, infileremmo volentieri qualcosa in qualche oscuro pertugio) ma non per questo le avremmo fatto governare il nostro Paese.

Noi no, qualcuno sì.

Ma questi sono altri discorsi.

Torniamo al senatore Dell’Utri, vittima di questa vergognosa contestazione.

Ebbene, se egli non è più mafioso dal 1992 (ma è ancora fascista, è bene ricordarlo) allora è evidente che quella dell’altro giorno a Como è stata una manifestazione politica, diffamatoria e per questo ancora più grave in un Paese come il nostro.

Un Paese dove il vento della calunnia ha già mietuto fin troppe vittime negli sciagurati anni di tangentopoli, a cominciare dal povero Bettino Craxi costretto dalla campagna diffamatoria messa in atto nei suoi confronti (e da una duplice condanna penale) a morire in esilio, ad Hammamet.

Ecco, il popolo italiano sembra non aver imparato niente da quello e da altri tristi, simili eventi.

Per fortuna che quello che non ha imparato il popolo lo hanno imparato alcuni politici che, con la forza data loro da una volontà di ferro e dal controllo su tutti i mezzi di informazione, se ne sbattono altamente i coglioni e continuano ad andare in giro a testa alta.

Ecco, questo ci rende veramente orgogliosi della nostra classe politica.

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Presente.

18 luglio 2010

Odifreddi 430x359 Presente.Buona domenica.

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Zio Itle Superstar

18 giugno 2010

Zio Itle Superstar 430x340 Zio Itle Superstar

Un giornale tedesco ha pubblicato una raccolta agiografica di dvd dedicati al Fuhrer, intitolata: “Hitler, le parole, gli applausi.”

Non i deliri e i crimini, le parole e gli applausi, come si trattasse di Gandhi, Mandela o Bono Vox.

Quello che più stupisce è che la cosa non ha suscitato nessuna polemica e…no, scusate, questo fatto non è mai successo, non sarebbe potuto succedere, in un Paese civile.

Ma in Italia, oh dolce  Italia

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Passata la memoria…

2 febbraio 2010

berlusconi gerusalemme1 ust 400x3001 450x450 Passata la memoria...

…uno può dire il cazzo che gli pare.

E così, dopo la sosta forzata dovuta ad alcuni lavori di restyling, maquillage e stuccatura mascellare (oltre a qualche rocchettone, osiamo pensare), riprende il tour del nostro amato premier a cazzeggiare in giro per il mondo.

In questa cartolina lo vediamo in quel di Gerusalemme, intento a scrivere una dedica d’amore sull’attrezzo che userà per piantare un ulivo nella Foresta delle Nazioni, sulle colline sopra la città israeliana.

Immediatamente dopo, Berlusconi che, ricordiamolo, ha riabilitato l’immagine del Duce, non ha mai festeggiato un 25 aprile e governa insieme a ministri che non hanno mai fatto mistero della loro fede fascista, ha pronunciato le seguenti parole: “ Il mio compito è far sì che i miei colleghi primi ministri europei e del mondo non cadano nell’errore dell’indifferenza che già è stato l’errore di tutte le nazioni prima della grande tragedia sotto la Germania nazista». Stranamente senza provocare nessun uragano di scaracchi al suo indirizzo e neanche isolate timide scurregge, ma, del resto, dalla giornata della memoria è già passata quasi una settimana.

Esaltato dello scampato pericolo, l’eutricotico premier ha rilanciato dicendo che si sente un po’ parte della storia di Israele e che, in certi momenti, si sente quasi ebreo. Qui le ipotesi qui sono due: la prima riguarda i momenti più intimi, quando, grazie a dosi pericolosamente massicce di Cialis, riesce a sembrare circonciso; la seconda è invece illustrata in fondo al post.

Ma il momento clou è stato quando ha confessato il suo sogno di poter accogliere Israele all’interno dell’Unione Europea. Sogno che, oggi più che mai, sembra fattibile.

Basta sorteggiare il popolo che dovrà fare posto ai nuovi territori occupati.

presidente ebreo col1 450x601 Passata la memoria...

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Un Duce è per sempre.

23 febbraio 2009

 pendente.thumbnail Un Duce è per sempre.

Ancora un post in merito alla bella iniziativa di Libero.

L’opera ponderosa non mancherà di eccitare le fantasie di giovani e vecchi nostalgici del Ventennio, a conclusione di tutta una serie di altre frizzanti iniziative grazie alle quali, oggi, tanti appassionati possono assaporare un buon calice di vino del Duce dopo aver cucinato con indosso il grembiule del Duce, magari con dolci canzoni del Duce in sottofondo; quindi, dopo aver annotato sull’agenda del Duce i romeni bastonati durante il giorno con i bastoni del Duce o i barboni bruciati vivi con gli accendini del Duce, ripongono il telefonino nel portacellulare del Duce e – non prima di aver salutato romanamente il busto del Duce con seghetta ispirata, in memoria della X MAS – sorseggiano una calda tisana nella tazza del Duce, per poi finalmente coricarsi, soddisfatti, a fare la nannina.

E’ evidente che, pur salutata con il giusto entusiasmo, l’iniziativa di Libero lascia emergere con forza la parte maschilista dei bei tempi che furono, trascurando colpevolmente il pubblico femminile. Il Duce dell’infanzia scavezzacollo e birbaccione; il Duce gran trombatore di spose affascinate, etc…

All’alba del Terzo Millennio non si può tollerare che più di metà della popolazione italiana sia preclusa al coinvolgimento nella pesante revisione storica intorno ad uno dei più grandi str… statisti della storia del Belpaese. Ma Libero, che è un giornale serio e molto attento alle piccole sfumature della società, è subito corso ai ripari.

A corredo di questa intrigante raccolta di documenti, si è deciso quindi di strizzare un occhio anche all’universo Donna, in modo da avvicinare anche l’altra metà del cielo al magico mondo del Duce.
Da qui la decisione di mettere in commercio una raffinatissima parure, formata da due pendenti ed un collier, che riproducono nei minimi particolari l’ex dittatore appeso a Piazzale Loreto.

Un modo grazioso ed elegante per portare il Duce sempre con sé, con stile, nella vita di tutti i giorni.

Perché un Duce è per sempre!

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