Carteggio

27 febbraio 2009

Tre email consecutive da Federico Maria Sardelli a Paguri 1.

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Caro Amyca mio,

finalmente il vescovo Williamson – di cui Don Zauker è solo un pallido epygono – ha chiesto perdono al Papa per le sue affermazioni negazioniste ed antisemite. E sai con quali argomenti? Questo:

«Tenendo conto di queste conseguenze [quelle negative per la Chiesa che sono derivate dalle sue affermazioni, nota mia], posso affermare in tutta sincerità che mi rammarico di aver espresso quelle dichiarazioni, e che se avessi saputo in anticipo il danno e il dolore che avrebbero arrecato, soprattutto alla Chiesa, non le avrei rilasciate».

La sottolineatura è mia, naturalmente. Il fascista non si pente perché si è reso conto dell’enormità – davanti a Dio e agli uomini – delle sue idee omicide. No, lo fa solo perché ha dato motivo di giramento di coglioni al Pontefice, al quale gli girano non già per l’offesa all’umanità e a Dio che quelle affermazioni contenevano, ma solo perché nelle ultime settimane questo vortice di polemiche non ci volevano, e fra neonazisti non è bello farci queste cose.

Si resta sempre senza parole, davanti a questi criminali.

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galeotto

Amico, scusa per l’invasione,

ma guarda quest’altra: cià le cicatrici sul volto. È stato in galera oppure chissà come se le è fatte. E somiglia a Don Zauker in modo impressionante (bell’uomo ormai anziano, fisicone, mascella forte).
Mah, ora mi dici un po’ te.

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Pugno

mitezza

Amyco scusa,

probabilmente ti rompo i coglioni con cose già ben note, ma la vista delle foto del vescovo Williamson che lascia Buenos Aires costretto dal governo a lasciare il Paese, è la personificazione più schiacciante delle storie di Don Zauker. Guarda la foto dove lui, berretto e occhiali scuri, minaccia con un pugno il giornalista. Non avete inventato un cazzo, mi dispiace dirlo.

Tuo
Topesio Maria

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