Tagli pregiati

1 giugno 2013

Lombata-PP

Grande gioia (in luogo de’ più consoni disgusto, raccapriccio, indignazione, vergogna e sdegno) ha suscitato nei numerosissimi (sic) fedeli la bella notizia, riportata anche dalla maggior parte dei tg nazionali, che il cadavere di Padre Pio, riesumato e mascherato con una maschera di cera modello Fantomas, sarà in esposizione permanente nel Santuario di S. Giovanni Rotondoland.

L’esposizione permanente di un cadavere che, in quanto tale, in teoria dovrebbe attirare solo sciacalli, tafani e insetti saprofiti, è molto probabile che si riveli un grande successo di pubblico, attirando numerosissimi… sciacalli, tafani e insetti saprofiti, anche se appartenenti alla razza umana.

Alcune polemiche semmai sono sorte in seguito alla decisione di portare il cuore del santo nel suo paese natale, quella Pietrelcina in cui egli, ancora giovinetto, mosse i primi passi sulla via della santità nella primavera dei frati cappuccini.

Per non scontentare i numerosi fans di Sanpio la curia ha deciso di moltiplicare l’offerta di sacre reliquie e, con essa, gli incassi derivanti dall’organizzazione di pellegrinaggi.

In collaborazione con la Macelleria Cacace – servizio anche su commissione, noi di Donzauker.it siamo lieti di offrirvi in anteprima i luoghi scelti dove potrete andare a venerare i tagli più pregiati del Santo.

Cuore – Pietrelcina, Chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Fegato – Sagra del Sanguinaccio, Buti.

Intestino – Premiata Norcineria da Venanzio, Terni.

Interiora e frattaglie – Sacro Altare del Lampredotto, c/o furgone “Da i’llaido”, Sesto F.no.

Gastrocnemio e Tibiale anteriore – Pontificia pellicceria All’acciuffone, via Condotti, RM.

Secondo alcune indiscrezioni tracce di interiora sono state riscontrate anche all’interno delle polpette di renna dell’Ikea. L’azienda svedese smentisce seccamente che esista una possibilità del genere e ritira momentaneamente le confezioni di polpette dal mercato per poter eseguire le verifiche del caso.

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Amici per la pelle, sul teleschermo blu…

13 ottobre 2011

Sì, piccoli amici, da oggi il fantastico mondo dei cartoni animati può vantare la purificante presenza di una nuova coppia di eroi!

Dopo Holly e Benji, dopo Mila e Shiro, dopo Red e Toby, dopo Paul e Nina, dopo Conan e Lana, ecco a voi: PIUCCIO E LOLEK!!!

Ma chi saranno mai questi Piuccio e Lolek?

Sì, cari amici, sono proprio loro:

Il piccolo Padre Pio e il piccolo Wojtyla, protagonisti di una serie di fumetti, cartoni animati e merchandising vario, destinata al pubblico dei più piccini.

Il nome della serie?

Probabilmente: PICCOLI BRIVIDI.

 

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C’è chi dice sì

15 marzo 2011

In questi giorni il dibattito nucleare sì-nucleare no ha ristabilito un concetto fondamentale, e cioè che il popolo è sovrano sì, ma col cazzo.

Nel senso che, se si tratta di difendere personalissimi interessi privati o corporativi, lo si inneggia come il vero protagonista dei desiderata di qualche scarto della società; se invece c’è da prendere in considerazione voleri e decisioni vere di questo popolo sovrano, magari emerse dalle più elementari forme di democrazia come i referendum, se esse contrastano con gl’interessi di cui sopra valgono quanto Plinio Fernando concorrente a Miss Italia.

Ma son cose che sappiamo.

E allora cerchiamo, per una volta, di seppellire le asce di guerra e analizzare i lati positivi di una scelta solo apparentemente dissennata, ma in compenso dettata da sordidi interessi.

Noi siamo favorevoli al nucleare, perché:

  • Siamo circondati per tre quarti da uno splendido mare nel quale affondare i bidoni di scorie, com’è stato fatto finora.
  • Da noi non ci sono né Godzilla, né i mostri Aniba, veri responsabili del terremoto e dello tsunami giapponesi.
  • Il fatto che gl’italiani siano un popolo decisamente meno affidabile e onesto dei giapponesi farà sì che i progettisti e costruttori stiano doppiamente attenti nella costruzione delle centrali.
  • Magari una bella fuga radioattiva ci investe e ci trasforma nei Fantastici Quattro (in questo caso ci manca la donna invisibile. Si accettano candidate)
  • Abbiamo il papa che prega per noi. Non può succederci niente di male.
  • In Italia la dignità e la compostezza dimostrate dai giapponesi sono sconosciute. In caso di disastro imbastiremmo una sceneggiata così tragica da essere sommersi di aiuti e finanziamenti tali da risanare il nostro debito pubblico.
  • Il settore delle eco-mafie sarebbe rilanciato con nuove opportunità di business.
  • La diffusione del nucleare non potrà fare danni peggiori della diffusione della religione cattolica.
  • Prima di costruire una centrale nucleare verranno chieste consulenze ai massimi esperti del settore, tipo Homer Simpson.
  • Abbiamo già preso tutte le precauzioni del caso facendo installare crocifissi in tutti gli edifici pubblici e mandando in giro per la penisola centinaia di camion con l’immagine di padre Pio.
  • Nel surreale caso d’un’esplosione nucleare, i corpi deformati dalle radiazioni farebbero sbizzarrire la fantasia dei nostri creativi della moda, vero marchio del made in Italy di qualità.
  • Chicco Testa avrebbe un buon motivo per cambiare idea di nuovo.
  • Le aumentate possibilità di morire di cancro ci farebbero apprezzare di più i giorni che ci restano.
  • Una centrale nucleare sarebbe comunque meno pericolosa del rigassificatore che stanno costruendo nel mare davanti a Livorno e Pisa.
  • Sappiamo bene che non se ne farà mai di nulla perché si tratta solo di un modo per spartirsi i soldi degli appalti senza mai finire i lavori.
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Scontro tra titani.

8 novembre 2010

In questi istanti i telefoni delle principali segreterie governative mondiali sono roventi. C’è in ballo una serie di relazioni che potrebbero mettere a serio rischio non solo i già fragili equilibri fra alcuni Stati, ma anche le vite di gran parte della popolazione dell’intero Occidente.

La scintilla che farebbe da pretesto per uno degli scontri più cruenti dalla II Guerra Mondiale ad oggi è ben più che un’innocua – e decisamente démodé – invasione della Polonia. Ma per un crudele scherzo del destino, la nazione che dette i natali a Copernico, a Chopin e a Papa Woobinda si è resa protagonista di un evento che potrebbe rapidamente dare origine ad un pericolosissimo effetto domino.

Per accontentare le ripicche da zitella isterica di padre Sylwester Zawadzkis, è stata annunciata l’inaugurazione di un colosso alto ben 50 metri raffigurante Gesù Cristo (ma potrebbe essere anche Totila, Carlo Magno, Vlad Ţepeş o il Regio a fiori, tanto son raffigurati sempre tutti uguali), superando così di ben 12 metri il Cristo di Rio de Janeiro.

Da un fatto del genere all’incidente diplomatico il passo è breve. Ma purtroppo i contendenti non sembrano essere soltanto i due popoli suddetti.

Fortissima è stata l’onta avvertita anche dai pugliesi di San Giovanni Rotondoland, che si sentono umiliati dai polacchi in quanto l’ombra del loro colosso si allunga fino a oscurare la statua di Padre Pio, già soprannominata, come si è detto in altre occasioni, “Il Gundam del Tavoliere”. E’ solo grazie alla potentissima fede dei seguaci del Forgione – oltre che a immani risorse finanziarie spillate a legioni di babbei – che i fedeli pugliesi sono passati al contrattacco, armando la statua per prepararla ad uno degli scontri più violenti della storia.

Sembra così imminente un duello all’ultima stimmata fra il Gundam del Tavoliere e il Colosso di Swiebodzin, su un terreno ancora ignoto. Quello che è certo è che i polacchi, carpita la notizia della corsa alle armi pugliese, non si sono fatti attendere e hanno dato fondo alle risorse statali per dotare il loro colosso di un adeguato equipaggiamento. In questi minuti stanno finendo di pulire il gigante (specie il parabrezza).

Sono già trapelate voci delle possibili armi adottate dai due contendenti:

  • raggio divino
  • fuoco crematorio
  • fumi d’incenso tossico
  • ostie rotanti
  • chiodi perforanti
  • coglioni ingombranti
  • spirito critico

Ultim’ora: intanto i brasiliani, offesi a morte per essere stati esclusi dalla fondamentale supremazia per il colosso più grande del mondo, stanno correndo ai ripari. E’ di questi minuti l’annuncio che la Companhia Siderurgica do Atlantico si è messa al lavoro per realizzare un primo esoscheletro modellato sul Cristo di Rio, ma in scala maggiore, cui ne seguirà un secondo ancora più grosso in vista della creazione dell’opera denominata “Il Gordian di Copacabana“.

ATTENZIONE! Sembra, stando a quanto dichiarato da una personalità autorevole e accreditata, che potrebbe essere il Mago Otelma, il papa, Spawn, oppure  il Dr. Strange (comprenderete la nostra difficoltà nel distinguerli, dato che si vestono tutti alla stessa maniera e hanno, per noi, pari valore, credibilità e dignità) che sulla spinta della popolarità della bella iniziativa polacca, anche i fedeli di altri Paesi economicamente arretrati vogliano investire risorse, tempo e denaro per costruire enormi statue raffiguranti i propri dèi.

È anzi previsto un torneo internazionale che vedrà tutte queste mastodontiche divinità sfidarsi all’ultimo sangue per riuscire a vedere chi ce l’ha più grosso.

Il Dio, ovviamente.

***

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Reazione.

28 ottobre 2010

Nel ricordarvi che potete trovare qui tutte le info, a prova di testa di minchia, sulla nostra presenza a Lucca Comics&Games, ne approfittiamo per girarvi l’immagine del sempiterno Federico Maria Sardelli a proposito di HOLYween, la crociata contro il paganesimo della festa di AULIN che i papabois detti «Le Sentinelle del mattino», creati da Don Andrea Brugnoli, hanno lanciato su Internet e attraverso la quale, a mo’ di reazione piccata e inacidita (a quella che comunque è una cazzata allegra e festosa), invitano tutti ad esporre sulle finestre o fuori dalle chiese l’immagine di santi come Padrepio o Madreteresa.

Ci vediamo a Lucca!

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Budelli.

21 giugno 2009

budelle

Tornati a casa dopo due giorni di assoluto distacco dalla realtà, il Maestro Federico Marusca Sardelli ci ha aggiornato su un bell’avvenimento, sui cui ha espresso un pensiero che ci pregiamo riportare qui di séguito.

Il resoconto (imperdibile) della trasferta a Montepulciano lo posteremo nei prossimi giorni.

«Il Papa ha pregato per qualche minuto dinanzi a un reliquiario che contiene tutti i frammenti del muscolo cardiaco di Padre pio trovati tra i resti del corpo quando il 2 marzo 2008, fu aperta la triplice bara di metallo, legno e zinco contenente le spoglie del santo».
Corriere della Sera, 21 giugno 2009

Ecco qua una bella notizia fatta per allargare il cuore ai fedeli e spezzarlo agli increduli. In verità, lo spezza anche ai santi, perché la Chiesa Cattolica non sa resistere, a distanza di secoli dal Medioevo, al piacere di mettere le mani sui cadaveri per farli a pezzi e vedere un po’ come son fatti i santi dal dentro. Lodevole intento scientifico, non c’è dubbio, tantopiù se i brandelli vengono poi conservati con cura in vasi tempestati d’oro e fatti oggetto di una idolatria tanto sacrilega quanto ripugnante. Una macelleria così minuziosa si riscontra solo nella moderna pratica dell’autopsia, che serve però ad illuminare le cause delle patologie e far progredire la conoscenza. I fratacchioni di S. Giovanni Rotondo l’hanno invece praticata nel 2008 per tener vivi quegli istinti tribali che la maturità umana non ha saputo ancora sopire: l’attrazione morbosa per la morte, il sangue, la corruzione dei corpi. Ma bisogna anche riconoscergli un grande talento per gli affari, visto che dalla stimolazione di questi istinti essi riescono a totalizzare un fatturato da capogiro. Le chiese di tutto il mondo civile sono zeppe di migliaia cadaveri rinsecchiti, cuori (interi o a fette), dita, lingue, mammelle, clavicole, piedi, occhi, tratti intestinali di varia lunghezza ed altre delizie della cucina delle frattaglie.
S. Tommaso d’Aquino, l’impareggiabile autore della Summa theologica, era detto «il bue muto» per via della sua eccezionale pinguedine e per la sua indole taciturna. La grande stima dei suoi confratelli per il suo valore filosofico li spinse, alla sua morte, a farlo a pezzi e bollirlo affinché il suo grasso venisse conservato come la parte più degna di questo grande filosofo. Ma non bisogna dimenticare che le due braccia del santo presero una la via di Parigi, l’altra di Roma, per abbracciare meglio l’Europa con la sua filosofia. Poiché si riteneva che l’eccezionale talento oratorio di S. Antonio da Padova fosse direttamente ispirato dallo Spirito Santo, alla sua morte si pensò bene di mozzargli la lingua ed infilzarla su uno spunzone affinché fosse offerta alla venerazione delle masse; ancor oggi il pio visitatore può godere questo spettacolo divino in una cappella della Basilica di Padova.
Di S. Lorenzo martire, che, com’è noto, fu arrostito in gratella senza nemmeno il conforto di qualche pennellata di rosmarino, qualche solerte protonecrofilo pensò bene di raccogliere il sangue, che oggi si conserva in un’ampollina vitrea nella Collegiata di S. Maria in Amaseno: la descrizione che la Chiesa stessa dà del contenuto della preziosissima ampolla è: «una massa sanguigna, mista a grasso, a ceneri e ad un brano di pelle», ricetta questa molto apprezzata anche da alcune tribù del centr’Africa dèdite all’antropofagia.
Ma queste ed altre migliaia di storie, si dirà, avvenivano in quei secoli bui in cui l’individuo era dominato dall’ignoranza e dalla paura, quando la Chiesa poteva dominare incontrastata e la scienza era ancora lontana dal rischiarare le menti. Eh no, cari i miei taddèi: il Preziosissimo Cuore Affettato di Padre Pio è opera recentissima, contemporanea alla Santa Maschera di Silicone realizzata dal Gems Studio di Londra. Ma la grandezza della Chiesa è anche questa: riuscire a far finta che non ci sia stata la rivoluzione scientifica e continuare a rivendere la stessa paccottiglia marcia con uguale successo. Lo conferma il fatto che lo show del cadavere di Padre Pio ha fruttato circa 900.000 prenotazioni e che ieri, quando il papa fingeva di pregare davanti alla coratella in scatola del santo, c’erano 50.000 persone a plaudirlo.
Lo spezzatino di pericardio di Padre Pio è dunque davvero miracoloso, almeno per il fatturato della Chiesa; chissà se pregandolo con sincerità non otterremo anche noi la nostra grazia: che queste pie genti la finiscano di tenerci zavorrati all’infanzia dell’umanità.

FEDERICO MARIA SARDELLI

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Agiografie.

31 marzo 2009

bocce

Da F.M. Sardelli, come pio omaggio al nostro sito, un’icona di pregevole effetto majeutico raffigurante Padreppìe che giuoca a bocce. Lo scatto ce lo raffigura nell’istante in cui esclama la famosa frase: “Per un pelo era boccino!” e giù, un bestemmione rivoltante contro la Santa Vergine.

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