Isn’t he lovely…

17 febbraio 2012

Nel numero del Male in edicola oggi, una dolce, divertente e delicata avventura che vedrà il nostro eroe moderno, l’adorabile Mircone, alle prese con l’irresistibile e amatissima coppia Fazio/Littizzetto.

Per loro sventura.

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10 domande per noi.

29 agosto 2011

Seconda domanda: NIRVANA sarà un nuovo Rat-Man?

No, per niente.

Cioè: magari!

Però solo se con questo intendiamo il successo che ha ottenuto e sta ottenendo Rat-Man.

Per il resto, no, decisamente, no.

E fondamentalmente per alcune ragioni molto semplici:

Rat-Man esiste già (ve ne eravate accorti?) esiste già e da circa 20 anni lo porta avanti benissimo Leo Ortolani. Non avrebbe senso cercare di fare una cosa simile. Sarebbe un maldestro e disonesto tentativo da parte nostra di copiare qualcosa che funziona benissimo e che sicuramente non saremmo neanche stati in grado di realizzare, visto che abbiamo stili e approcci diversi da quelli di Leo.

Sì, lo sappiamo che uno dei trucchi dei fumetti seriali italiani (ma un po’ di tutto un certo ambiente italiano, basti guardare la puntata “La festa del Grazie” della terza serie di Boris) è appunto quello di prendere qualcosa che esiste già (un filone, un personaggio, un telefilm, un film, una moda) e costruirci sopra la propria serie, sfruttando spesso la pigrizia e la compiacenza di molti lettori.

E’ un trucco che usano in molti, moltissimi: basta dare al pubblico ciò che il pubblico chiede e si va sul sicuro.

Ma no, grazie, davvero non ci interessa.

Anzi, ci interessa il contrario. Ci interessa il rischio, ci interessa la novità, ci interessa rompere certi schemi ormai fossilizzati e dimostrare che fare cose diverse, più moderne e spiazzanti se vogliamo, è possibile. Non vogliamo sfruttare la pigrizia del pubblico, limitandoci ad imboccarlo. Vorremmo, al contrario, dare una scossa, stimolare, tenere svegli. E se questo vuol dire rischiare di perdere qualcuno per strada, pazienza!

Non ci interessa vendere (anche se è fondamentale per poter andare avanti e soprattutto per stimolare altri a provarci), ci interessa divertirci. Nirvana sarà un fumetto umoristico ma non sarà una serie di gag, una dietro l’altra. Non sarà un umorismo da torte in faccia, da scivolate sulla buccia di banana o da uscite di corsa dalla porta che si rivela essere uno sgabuzzino. Ci sarà una trama e ci saranno delle cose su cui ragionare. E ci saranno anche le cazzate, sì, certo, ci mancherebbe altro. Ce ne saranno tante. Ma come saranno belle le cazzate, eh?

Ogni episodio sarà autoconclusivo ma si andrà ad inserire in un disegno generale, più o meno come gli episodi di alcune famose serie americane e alla fine, anche se in modo estremamente grottesco, tutto deve essere ricollegato e deve tornare. Ci interessa, e ci piacerebbe, aprire nuove porte anche ad altri (autori ed editori)  perché possano prendere coraggio e finalmente cominciare a vedere e a portare dei cambiamenti nel paludoso mondo del fumetto seriale italiano.

Nirvana non sarà un semplice fumetto umoristico, sarà un mondo. Finito l’episodio ci saranno tutti i redazionali ad integrare quanto narrato e a creare il mondo di Nirvana. L’unica cosa che chiediamo ai lettori è di dimenticare tutto quello che si aspettano da un fumetto italiano da edicola, di fidarsi di noi e di lasciarsi guidare.

Nirvana sarà gioia e rivoluzione.

Cosa chiedere di più alla vita?

 

 

Prossima domanda: “Nirvana sarà più annacquato rispetto a Don Zauker?”

Per il riassunto delle domande precedenti e altre curiosità, cliccare QUI.

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Alza il volume

14 ottobre 2010

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On the road again

7 ottobre 2010

E poi non si dica che non ci teniamo ad avvisarvi con larghissimo anticipo.

Ebbene, già altre volte ci è capitato di calcare le orribili lande dell’aretino, e tutte le volte con grandissimo sconforto da parte nostra. Questo perché, lo sapete, raramente ci allontaniamo da Livorno, se non per soddisfare delicate pulsioni di natura fisica, nei pressi di Migliarino.

Ma la nostra è una missione, e come tutte le missioni comporta anche grandi rotture di ca- ehm, sacrifizi.

Annunciamo quindi con tripudio e letizia la prossima tappa del nostro pellegrinaggio in quel di Montevarchi (AR), per ben due – diconsi: DUE – appuntamenti imperdibili per il giovane odierno, che si scassa i coglioni tutti i fine settimana e si ritrova a tranciare le selle ai motorini o i gropponi alle vecchie.

Sabato 9 ottobre, ore 16,30 presso i teterrimi locali della Biblioteca Comunale “Ruhollah Khomeini” di Montevarchi, i Paguri terranno un frizzantissimo Workshop, termine del quale ignorano tuttora il significato, e a cui non parteciperebbero nemmeno sotto tortura. Ma voi venite numerosissimi, ché tanto è gratis e si ragiona di fumetti e cazzi vari.

Ma non è finita qui.

Domenica 10 ottobre, ore 16,30, presso il locale circolo ARCI “Henri Landru”, i Paguri spargeranno perle di saggezza e fine umorismo con il loro Don Zauker Talk Show.

Sempre domenica 10 ottobre, però intorno alle 20,30, i Paguri contano di essere già tornati a casa propria, aver già pisciato e essere con le gambe sotto il tavolino a ingurgitare copiose razioni di baccalà co’ porri, quindi organizzatevi da soli per passare la serata.

Per ulteriori informazioni (o lamentele, se fate parte della parrocchia o del PD locale), rivolgetevi a Katlang.

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Grazie Mario

2 settembre 2010

Da qualche giorno imperversa in rete, con qualche escursione sulla carta stampata, una polemica non nuova ma rinnovata dalla lettera di Vito Mancuso, ispirata da un articolo di Giannini su Repubblica.

Mancuso, in occasione delle leggi ad aziendam, volute dal Premier, che hanno permesso a Mondadori in sostanza di passarla liscia circa le sanzioni previste per numerose irregolarità, per lo più fiscali, e del suo, di Mondadori, rapido volersene avvalere, torna a chiedersi se sia accettabile per una persona di sinistra, per uno che riconosce in Berlusconi, nel suo conflitto di interessi e nel berlusconismo il male che sta uccidendo il nostro Paese, continuare a lavorare per Mondadori/Einaudi.

Venire pagati, cioè, da Berlusconi. E contribuire ad arricchirlo, per giunta.

La questione non è certo nuova ma, questa volta, alla lettera scritta da Mancuso, hanno risposto in diversi, ognuno portando le proprie ragioni.

Se volete, potete cominciare da QUI e girare un po’ in rete, ad esempio QUI e QUI. Noi abbiamo trovato particolarmente interessanti QUESTE considerazioni. Sì, sono un po’ lunghe e se non avete voglia di leggere potete tranquillamente tornare a guardare “Velone”, nessun problema.

Ecco, a commento di tutto ciò, noi vorremmo raccontare un semplice aneddoto ma per farlo dobbiamo scrivere una breve premessa:

Il Vernacoliere (lo conoscete tutti, vero?) è un giornale libero, pubblicato da Mario Cardinali editore e vive solo delle copie vendute. Non prende finanziamenti di nessun tipo da nessuno e non ha una solo riga di pubblicità al suo interno.

Il Vernacoliere non ha una redazione, ha una sede, sì, ma non una redazione. La redazione del Vernacoliere è composta dallo stesso Mario Cardinali (editore, direttore responsabile, corsivista, correttore di bozze, etc…) dal fratello Umberto che si occupa degli abbonamenti, della tipografia e cose del genere e dal figlio di Umberto, Valter, che tiene i rapporti coi collaboratori, impagina, prende contatti con i distributori, etc…a volte aiutati dalle rispettive compagne e mogli.

Gli altri, tutti gli altri (noi, il Sardelli, il Camerini, etc…) siamo solo collaboratori esterni che, una volta al mese portano il loro contributo, scambiano due parole e se ne vanno.

Ogni tanto, una cena insieme.

Fine premessa. Ecco i fatti:

Anni fa si presentò in redazione un inviato di Mondadori.

Erano fortemente interessati al Vernacoliere e volevano acquistarne il marchio (sempre lasciando tutto com’era) per tiraci fuori una linea da cartoleria, come Comix o Smemoranda, quindi agende, zaini, quaderni, etc…

Per questo offrirono UNA VALANGA di soldi.

Mario ci pensò sopra e, cortesemente, rifiutò.

Dopo qualche mese, tornò un altro inviato della Mondadori.

Le richieste erano le solite, l’offerta molto più alta.

Mario, cortesemente, rifiutò ancora.

Il tipo allora mise il contratto davanti al Cardinali e se ne uscì fuori con: “guardi, se è una questione di soldi, non ci sono problemi: scriva lei la cifra.”

A questo punto, Mario, un po’ meno cortesemente, rifiutò in maniera definitiva l’offerta.

Subito dopo ci convocò nel suo ufficio per raccontarci il fatto e avere anche da noi conferma di aver fatto bene.

Noi eravamo un po’ confusi. Sì, d’accordo, il gesto era stato bello però lui coi guadagni del Vernacoliere ci riusciva a vivere decentemente, noi ci potevamo al massimo mangiare un paio di pizze.

A lui, un contratto con Mondadori gli avrebbe sicuramente cambiato la vita, a noi ce l’avrebbe letteralmente stravolta.

Però, anche se a malincuore, pensammo che sì, aveva fatto bene.

Mario rifiutò perché – se anche gli avessero lasciato piena libertà di espressione, come promettevano – avrebbe comunque perso di credibilità nei confronti dei lettori.

Mario rifiutò perché, dopo tanti anni, tanti discorsi e tante lotte, avrebbe perso di credibilità, prima di tutto, nei confronti di sé stesso.

Insomma, siamo uomini o merde?

E, badate, dalle porte non c’erano (e non sono mai arrivate) altre offerte da parte di nessuno.

Tanti che dicono di combattere Berlusconi, dalle pagine dei libri pubblicati dalla sua casa editrice (o da quelle dei suoi giornali o dagli schermi delle sue televisioni) se volessero cambiare, avrebbero decine di offerte da parte di altri editori disposti a farsi in 4 pur di poterli pubblicare (i vari Lucarelli, Camilleri, Scalfari, Augias, Saviano, etc…).

Mario Cardinali aveva solo Mario Cardinali Editore.

Nel mondo dei tanti che dicono di essere contro Berlusconi e il suo giro di affari, Mario Cardinali può camminare a testa alta perché non ne fa parte, di quel giro di affari.

E non perché è stato cacciato (come tanti che su questo hanno costruito le proprie fortune) ma perché, pur pagato a peso d’oro, non ha mai voluto entrarci.

E noi pensiamo che tanta ostilità nei confronti del Vernacoliere, soprattutto da certi ambienti della sinistra più che da destra, sia dovuta principalmente a questo motivo.

Il gesto di Mario mette tanti tromboni spaccascurregge, della satira (ma non solo) di fronte alla propria mediocrità di uomini.

Ecco, noi siamo cresciuti con l’esempio di quest’uomo e un po’ della luce derivante dal suo gesto, del suo pensiero, delle sue azioni, anche se riflessa, illumina anche noi.

Anche se (per) adesso percorriamo strade diverse, riconosciamo il valore che ha avuto il collaborare per tanti anni con una persona come Mario Cardinali e, anche per quel gesto ma non solo, oggi lo ringraziamo.

Grazie Mario.

P.S. Ah, questo non è un elogio funebre, eh? Mario è vivo, lucido, incazzato e sicuramente leggendo questo pezzo si starà toccando le palle e ci starà mandando a stroncarcelo nel culo.

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Next level

25 aprile 2010

Quando a novembre scorso, con Double Shot, abbiamo pubblicato Don Zauker – Santo Subito decidemmo di procedere con i piedi per terra. Che voleva dire: “seguiamo con la dovuta calma l’andamento di quest’albo ed eventualmente facciamone sì altri, ma solo ed esclusivamente se verranno idee che siano all’altezza, senza per forza essere condizionati dalle scadenze di una fiera importante”. E per “idee all’altezza” intendevano, in sintesi che il secondo albo (che come dice Caparezza, “è sempre il più difficile”) doveva essere meglio del primo, non potendo contare sull’effetto novità. Ci sembrava l’unico modo per rimanere coerenti e non deludere voi, prima ancora che noi stessi.

Perché alla fine, Don Zauker – Santo Subito ha costituito un piccolo caso editoriale.

A qualcuno è sembrato strano.

A qualcuno è sembrato diverso.

Qualcuno non lo ha capito, perché lo ha confrontato con gli episodi di due pagine.

Qualcuno non lo ha apprezzato, sentendosi offeso dai contenuti.

Qualcuno lo ha deliberatamente ignorato.

Qualcun altro lo ha giudicato un po’ troppo estremo.

A moltissimi è piaciuto un sacco.

Morale: va benissimo così.

Era il nostro primo albo e volevamo mostrare qual è il modo che preferiamo di realizzare una storia a fumetti e, visto come stanno le cose in Italia, anche che esiste la possibilità di farli contando esclusivamente o quasi sulle proprie forze. Era una prova prima di tutto per noi, diciamolo.

Ma poi l’idea all’altezza è venuta.

Adesso, superato il primo livello, andiamo a quello successivo. Più personaggi, più ritmo, più azione. Il prossimo albo sarà più cupo, più violento, più irriverente e più spietato.

Abbiamo aperto una stradina, cominciamo a percorrerla e vedere dove porta, visto che è completamente libera.

E, già che ci siamo, spingendo sull’acceleratore, cazzo.

Don Zauker – Inferno e Paradiso.

Lucca Comics 2010.

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