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Sign of the Time

12 dicembre 2013

Time

La notizia della vittoria di Papa Francesco nel prestigoso concorso “Uomo dell’anno” del settimanale statunitense Time è stata accolta con moderata soddisfazione dalle gerarchie vaticane. Perché se è vero che l’importante è portare a casa un premio è altrettanto innegabile che si è trattato di un grosso passo indietro rispetto a quanto avvenuto con la loro precedente creatura Papa Ratzinger, che fece il grande slam, ricevendo l’ambitissimo riconoscimento come “Uomo e donna dell’anno”.

Ma aldilà delle polemiche, il fortunato vincitore ha dichiarato che gli sembra di vivere un sogno, visto che lui non voleva neanche partecipare ma era lì solo per accompagnare un amico. Ora sono già pronti per lui contratti per pubblicità di dopobarba,  rasoi e chissà, forse un giorno anche il dorato mondo delle fiction televisive potrebbe spalancargli le porte.

Intanto lasciamo il fortunato vincitore a godersi il suo momento di gloria, in attesa di altri trionfi e altre vittorie, non dimenticando che il 2014 sarà l’anno dei mondiali e da fonti vaticane siamo venuti a sapere che Papa Francesco ha intenzione di puntare decisamente al Pallone d’oro.

 

 

 

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Buongiorno buongiorno, io sono Francesco.

21 marzo 2013

PapaDJFrancesco

 

Dopo il clamore per la sua nomina e le sue prime parole, cosa possiamo dire di questo pontefice?

A parte che cimportaunasega, intendiamo.

Per ora l’unica cosa evidente è che, allo stesso modo del suo predecessore, questo è un papa che sta molto attento all’immagine. Solo che, se per Razzo 16 la cura dell’immagine coincideva con il cambio di un cappellino civettuolo, una mantellina di chiffon e un ciuffetto scolpito che lèvati, questo gioca di sottrazione: la croce sì, ma non d’oro (‘sta croce po’ esse’ oro e po’ esse’ fèro. Oggi è de fèro); l’anello sì, ma d’argento, ché l’oro dà nel volgare se esposto (mentre nel torrione Niccolò V ci sta benissimo); papamobile no, pandino sì; Scarpe di Prada no, Tiglio sì; oh, guarda, c’è un disabile, inchioda e fammi scendere, te intanto riprendi la scena, e via dicendo. Franceschino sa usare molto, molto bene i media, alla stregua di un PR navigato, e grazie a questo riuscirà a far riavvicinare molte persone, soprattutto molti giovani, scappati dalle grinfie della Chiesa Cattolica come da un lazzaretto di appestati.

E questo, per come la vediamo noi, è sicuramente un male. Per i giovani in questione, prima di tutto, ma anche per tutti gli altri, di riflesso.

Sin dalle prime battute, il papa-che-viene-dalla-fine-del-mondo, come ci ripeteranno nei prossimi tre secoli, è stato subito paragonato al defunto Giovanni Paolo II.

Lo stesso appeal (di quando era in vita, intendiamo), la stessa popolarità, lo stesso sorriso bonario, la stessa presenza disinvolta sui media. E tutti, anche i non credenti, hanno festeggiato e tirato un bel sospiro di sollievo: oooh, ora sì che si ragiona!

Sì, il rispetto pel santo padre, la guida spirituale e tutto il resto, ma basta con il teutonico Raztinger, troppo chiuso, troppo dogmatico, troppo rigido, e poi con quella ghigna da tagliola per orsi… dopo GP2 stonava troppo, via, mentre questo sembra davvero essere Papa Frank ‘n’ furter: sarà l’accento alla Batistuta, sarà che gli piace il tango (mica Mozart, come Sepp), sarà che da giovane trombava le spose, ahr ahr, insomma, ora sì che prima no.

Ma, e sottolineiamo ma: accento tedesco e rigidità a parte, siamo sicurisicuri che Ratzinger fosse davvero così peggiore di Wojtyla?

No, perché GP2, con le sue smorfie, con il suo dolore spettacolarizzato in mondovisione (altro che Barbara D’Urso), con la sua bonarietà e con le sue gotone rubizze ha sdoganato la potentissima Opus Dei (perché il Vaticano aveva bisogno dei loro soldi) beatificando Escrivà de Balaguer, ha affossato la Teoria della Liberazione in America Latina, avallando – di fatto – le dittature di estrema destra, ha incontrato e festeggiato Pinochet, ha beatificato il cardinale Stepinac, tra i più fedeli sostenitori del sanguinario regime fascista di Ante Pavelic e altre svariate marachelle, tra le quali spicca con particolare gravità l’aver lanciato la moda dei PapaBoys.

Ecco, se queste sono le cose che deve fare un papa bonario e simpatico, che abbraccia la gente, molto meglio una faccia di culo.

 

Nota: il titolo del post è stato ispirato dal miglior programma satirico della televisione italiana: BLOB.

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O tempora, o mores!

15 marzo 2013

Confronto

Eppure anche un evento sgomentevole, com’è l’elezione di uno sciamano alla presenza di centinaia di migliaia di appassionati del fantasy, è solo in parte  un’offesa alla civiltà e alla storia. In realtà appuntamenti di questo genere possono rivelare molto sul passaggio del tempo e sulla modernità.

Si osservi quest’immagine. È un romanticissimo tappeto di smartphone, telefonini, macchine digitali e tablet quello che ha accolto l’elezione del nuovo pontefice Francesco da Buenos Aires.

Uno scenario distante solo otto anni dal Conclave precedente ma che in questo fotoconfronto appaiono secoli.

Se nel 2005  infatti solo alcuni dei fedeli in attesa apparivano impegnati ad immortalare il momento, nel 2013 è difficile trovarne qualcuno che non abbia in mano qualche device (Repubblica.it).

Forti del confronto con i funerale di GP2, ci immaginiamo a stento quale tempesta magnetica potrebbe scatenarsi al momento della dipartita di questo papa, tanto più che il suo predecessore ha avuto il cattivo gusto di privare i propri fedeli di un così bel momento di comunione.

Qui sotto, un’immagine tratta dal Don Zauker Show, “Testimoni dello Spirito” Tour 2007, quando paragonava le scene tratte dai funerali di GP2, alla – allora famosissima – pubblicità della Vodafone. In sala scendeva il gelo. Qualcuno rideva, qualcuno applaudiva e qualcuno si alzava e se ne andava, indignato. Ah, bei tempi!

032 - Life is Now

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Padre nostro, nell’alto di Sky.

1 marzo 2013

Sky

Finalmente rivelato cosa farà il papa dopo aver appeso le scarpette rosse al chiodo.

Sarà a fianco di Fabio Caressa per il commento tecnico dell’Angelus della domenica mattina, in diretta su Sky HD.

Con loro, ad arricchire la squadra di Sky, anche Oscar Giannino (nella foto) il grande esperto di cori dello zecchino d’oro, valuterà e commenterà i migliori canti dei papaboys.

Da non perdere!

 

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Hit the road, Sepp…

28 febbraio 2013

Commiato

… and don’t you come back no more, no more, no more, no more!

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Cattività.

3 febbraio 2013

La Francia dice sì alle nozze gay.

Avignone

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Fantasy

20 novembre 2012

Presentato a Francoforte il libro  “L’infanzia di Gesù“, terzo volume della trilogia del Cristo, scritta per la collana “I gialli Mondadori” da Joseph Ratzinger, con lo pseudonimo di Benedetto XVI.

Con questa nuova opera il famoso ricercatore in segate si conferma come uno dei nomi di riferimento per tutti gli amanti del fantasy. Quelli che tra voi hanno amato la trilogia della versione cinematografica del Signore degli anelli, troveranno interessanti riferimenti all’interno di questa nuova trilogia del fantastico, già soprannominata Il Signore delle croci. Basti pensare ai titoli che la comporranno: La compagnia della croce (Gesù che se ne va in giro con i suoi apostoli); Le due torri (Il potere di Caifa contrapposto a quello di Pilato) e il capitolo conclusivo Il ritorno del Re (Gesù che torna, dopo la crocifissione, e porta lui le birre).

Ma non è tutto. Altri riferimenti ai temi del fantastico e del soprannaturale – da Twilight, a Star Wars, alla trilogia della Torre nera di Stephen King – sono facilmente riscontrabili all’interno del testo, che si preannuncia già come uno dei titoli più venduti per le prossime feste di Natale.

Ma le sorprese non finiscono qui. Sembra infatti che il Santo Padre, da qualche tempo meno sottoposto all’attenzione servile dei media e nel tentativo di rilancio della propria immagine, stia lavorando ad una nuova trilogia sulla sua esperienza religiosa, scritta a quattro mani con un altro grande nome della letteratura contemporanea: Federico Moccia.

Per adesso sono ipotizzabili solo i titoli dei vari volumi: Tre metri sopra il Regno dei cieli, Scusa ma ti chiamo Signore e l’ultimo, dedicato a padre Georg, Scusa ma ti voglio sposare.

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Dei delitti e delle pene.

29 maggio 2012

Dopo le polemiche di questi giorni siamo entrati in possesso di uno stralcio del Codice Penale Vaticano che ci mostra come, secondo la legge di Dio asservita e modulata su quella degli uomini, al giusto reato sia sempre commisurata la giusta pena.

Vi mostriamo alcuni esempi per una maggiore comprensione.

Trafugamento di lettere private di Sua Santità: arresto immediato.

Inculatio di bambini/e: occhiataccia.

Omicidio colposo e inquinamento ambientale con le radiazioni di Radio Vaticana: vite all’orecchio.

Riciclaggio di denaro: severa rampogna.

Ineleganza o non corretto abbinamento mantello/ parure/ scarpe/ calze: ergastolo.

Evasione fiscale: privazione del saluto per gg.10.

Crack finanziario: pazienza.

Crimini contro l’umanità e genocidio: a letto senza cena.

Spaiamento delle scarpette rosse di Sua Santità: impiccagione.

Concorso esterno in associazione mafiosa: sbuffo di disapprovazione e “tsk, tsk”.

Complicità con bande criminali, rapimento e occultamento di cadavere: sepoltura in Sant’Apollinare, ma cambiando l’acqua ai fiori solo un giorno alla settimana.

Apertura non autorizzata del pacchetto di Oro Saiwa di Sua Santità: garrota.

Circonvenzione d’incapace e abuso della credulità popolare: scappellotto.

Tavoletta del water alzata: bastonate sui coglioni.

Speculazione edilizia: niente gelato.

Cambio di canale durante il programma preferito del Papa (Tabatha mani di forbice): rogo.

Far seccare lo smalto di Sua Santità: crocifissione.

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When I’m with you, it’s Paradise…

17 maggio 2011

Oggi è la giornata mondiale contro l’omofobia.

Tanti si sono lamentati dell’imbarazzante silenzio della Chiesa sull’argomento.

Ma uno sguardo vale più di mille parole.

 

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Sarà un hentai?

4 aprile 2011

Il Papa, eroe manga – Durante la GMG verrà distribuito un fumetto dedicato a Benedetto XVI

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