« Articoli precedenti 13 maggio 2012

“Ogni vero uomo deve sentire sulla propria guancia lo schiaffo dato a qualunque altro uomo, foss’anche in posti in culo ar mondo, tipo Sansepolcro.” (Ernesto Guevara).
Ecco, così noi sentiamo sul nostro bel visino, lo schiaffo dato sulle pavonazze gote dell’oste Arcangelo, dell’oste Guido, dello chef Francesco, di Linda, di Cecilia, di Ottorino, di Vavvo, di Michele, di Emanuele, dei fratelli Magi e di tutti i nostri amici di Sansepolcro che oggi, domenica 13 maggio 2012, si troveranno a dover sopportare non il funesto arrivo di una vecchia zia rompicoglioni, come succede di solito la domenica, bensì l’avvento di quello che, per portata di sfibrante pedanteria, equivale a diecimila vecchie zie rompicoglioni.
Sì, oggi Papa Benedetto XVI farà visita a Sansepolcro, circondato come sempre dal suo circo di gonnelloni, baciapile, opportunisti, armigeri, figuranti, segaioli vari e giovani sedicenti verginelle, per la gioia de’ biturgensi.
In questo momento difficile, siamo con voi, ragazzi.
Fatevi onore come solo voi sapete.
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5 aprile 2012

He wants to break free;
He wants to break free from your lies;
He’s not self satisfied, he doesn’t need God;
He wants to break free;
God knows, God knows he wants to break freee!
No, leggete queste pagine, di un papa che lava i piatti e guarda le fiction, come una normale casalinga, e pensate all’immagine e alla canzone sopra.
Il sogno, e il lamento, di un uomo intrappolato in un ruolo non suo e in una vita molto diversa da quella che vorrebbe vivere.
Una sorta di Desperate Popelife, ecco.
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31 dicembre 2011
Abbiamo cominciato nel 2010, con il calendario del Papa.
Nel 2011 abbiamo bissato con il calendario dei Papi dove, ad alternarsi sulla scena, insieme al nostro caro Beppe 16, c’era anche l’ormai ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi (tastata di palle obbligatoria).
Nel 2012, visto il successo dei due calendari precedenti e le numerose richieste da parte di torme di rompicogl affezionati lettori, ci siamo decisi a replicare, anche quest’anno con la preziosa collaborazione del rapinosissimo Lopo.
Il fatto è che mancava un personaggio. Il Papa è ormai abusato e, anche se la sua immagine evoca comunque ilarità e grasse risate, era sinceramente difficile creare 366 eventi, uno per ogni giorno dell’anno, evitando ripetizioni con quelli degli anni passati.
Quanto a Berlusconi, beh… Berlusconi ha fatto il suo tempo e, in tutta onestà, ha rotto anche i coglioni.
Quindi?
I Professori del nuovo governo, per quanto terribili, sono ancora sinceramente troppo anonimi per meritare un calendario. Verrà il loro tempo.
Ma no, no, serviva qualcosa di veramente grottesco, surreale e penosamente ridicolo, una ventata di squallore desolante.
Un vento diverso, fresco e travolgente.
Il vento del Nord.
È con grande orgoglio, e con compassione per l’inchiostro verde delle vostre cartucce di stampa, che vi presentiamo il Calendario Padano 2012, scaricabile gratuitamente da qui.
Pota pota a tutti.

***
Visto l’anno che ci aspetta, siamo solidali con chi reagisce a colpi di cric all’augurio “Felice anno nuovo”. Sì, è vero, le consuetudini, la tradizione e tutte quelle cose lì fanno sì che ad alcuni appuntamenti si dicano cose senza pensarci, solo perché “è un modo di dire”, “lo fanno tutti”, e via dicendo.
Ma a tutto c’è un limite, e in questo 31 dicembre sembra davvero fuori luogo. Ecco che allora proponiamo alcune varianti all’augurio di San Silvestro.
- Speriamo che i responsabili di questa crisi mòiano tutti
- In culo alla Goldman Sachs
- Occhio alla dogana fra Como e Chiasso
- Viva il riso all’olio!
- Buona insurrezione
- Cominciamo a dare una bella sfoltita
- In culo a chi ci vuol male
- Speriamo che continui a rizzassi
- Pentìtevi, stronzoli!
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24 dicembre 2011

Sì, perché anche in questi giorni di festa è bene non abbassare mai la guardia e continuare a porsi alcuni interrogativi che potrebbero aiutarci a capire meglio la realtà del nostro Paese.
Ad esempio:
Cosa prepareranno gli italiani per il cenone della vigilia?
E per il pranzo di natale quali saranno le pietanze che faranno bella mostra di sé sulle nostre tavole?
La crisi ha in qualche modo influito sulla preparazione del pranzo di natale?
Quali nuovi personaggi sono andati ad arricchire i presepi di San Gregorio Armeno, a Napoli?
Panettone o Pandoro?
La crisi ha in qualche modo influito sui regali?
La crisi ha in qualche modo influito sugli italiani che erano abituati a passare le vacanze in una località di mare?
La crisi ha in qualche modo influito sugli italiani che erano abituati a passare le vacanze in una località di montagna?
Come arriverà babbo Natale, nei vari Paesi del mondo?
Ci saranno dei presepi fatti di ghiaccio o immersi nelle profondità degli abissi o nel cratere di un vulcano che alla sera della vigilia vedranno palesarsi qualche babbèo con tanto di moccolo acceso?
Per il pranzo di natale meglio pesce o carne?
Come si può fare per riciclare un regalo?
Esiste qualche idea divertente e accattivante per i fanatici del regalo all’ultimo minuto?
Come lo festeggeranno il natale gli animali dei più famosi zoo del mondo?
E i reali, dove vanno i reali – di qualsiasi Paese, con particolare attenzione per quegli inglesi – per natale?
E l’ultimo dell’anno?
Come si festeggerà l’ultimo dell’anno a: New York, Parigi, Singapore, Londra, Roma, Sydney (lo sapete? Gli australiani e i giapponesi festeggiano quasi un giorno prima di noi) e Ponsacco?
Qual è stato l’evento del 2011?
E il personaggio dell’anno, chi sarà mai stato?
Ma il 2012 sarà un anno di novità, o rimarrà tutto uguale?
Per il cenone dell’ultimo dell’anno, meglio carne o pesce?
Quante vittime ci saranno a Napoli, per i fuochi d’artificio?
Quanti bòtti illegali, quasi tutti made in China, sequestrerà la GdF?
Quanto cibo avariato sequestreranno i Nas?
Dove passerà le feste… (inserire un vip a caso, dal Papa a Belèn a Balotelli)?
Come fare per rimettersi in forma dopo le abbuffate delle feste?
Chi conosce la risposta a qualcuna di queste domande, per favore, ce la scriva qui sotto o la invii ai più importanti TG nazionali, così la faranno finita di vaporizzarci i coglioni, da anni e anni, sempre con gli stessi servizi.
Grazie.
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12 dicembre 2011

È bello sentirsi a casa in qualunque posto del mondo si vada.
Così, potete immaginare come si sia sentito il mio cuore di viaggiatore quando, in una piccola chiesetta nello sperduto paesino di Orcha, ho notato questa splendida e commovente immagine.
Anche nelle lontane Indie, dunque, non ci si è dimenticati di colui che tanto ha fatto per riunire il mondo sotto un’unica fede e un’unica croce, anche se uncinata.
Con questo piccolo montaggio voglio sperare che il Santo Padre colga al volo l’allettante occasione e possa decidere di recarsi presto in visita ecumenica nello stato del Madhya Pradesh e, magari, possa anche restarci.
Le strutture atte ad accogliere ed ospitare il nostro buon pontefice per un viaggio pastorale sono già pronte e all’avanguardia nella tecnica e nel design.

Così come lo sono le infrastrutture e i mezzi di trasporto.

È dunque più che auspicabile un prossimo pellegrinaggio in India da parte del Santo padre e delle più alte cariche vaticane, in segno di ecumenismo e di riunione tra le fedi e i popoli, in culo a quelli che restano in Italia e pagano l’ICI.
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10 dicembre 2011

Cari, carissimi, affezionati lettori…cosa volevo dire?…ah, sì, ecco: ci scusiamo se in questi ultimi periodi non siamo tanto presenti ma il fatto è che, come avevamo scritto qualche post fa, il nostro caro Benedetto 4×4 latita, Berlusconi è caduto e noi, come tanti altri autori di satira, non sappiamo più cosa dire.
Eh, sì, avevano ragione tutti quelli che sostenevano che gli autori di satira avrebbero dovuto ringraziare il governo Berlusconi, perché dava loro modo di lavorare, farsi belli alle spalle degl’infelici (com’è facile attaccare la Santanchè, oppure i vari Bondi, Gasparri, Straquadanio, Brunetta e compagnia bella, vero?) e, allo stesso tempo, passare da eroi del libero pensiero e da martiri della libertà.
Ora che Berlusconi non c’è più, non sappiamo davvero più cosa dire.
Sì, perché, come già molti, anche noi ci limitavamo a dire “Berlusconi è un nano pelato”; oppure “Berlusconi fa il Bunga Bunga”; “Berlusconi porta la bandana” (anche nella variabile “a mezz’asta”) o anche “Il papa parla come le Sturmtruppen” e tutto questo ci bastava per essere considerati (e sentirci) affermati e stimati autori di satira di sinistra.
E ora?
Cosa faremo ora?
Ci toccherà forse tornare a lavorare, come in molti tra i nostri detrattori ci invitavano a fare, ignorando però, tra le altre, tre cosettine fondamentali:
1) Fare fumetti e fare satira è un lavoro.
2) Noi, comunque, a lavorare ci andiamo davvero e quello che facciamo sul sito lo facciamo nel nostro tempo libero
3) Sono cazzi nostri.
Ma tant’è.
In verità stiamo solo prendendo tempo perché Daniele – come da avviso – è al Salerno Comicon e Emiliano è appena tornato da un paio di settimane in India, senza sapere un cazzo nulla di quanto stava succedendo in Italia e in Europa.
Il tempo di riorganizzarci e torniamo.
Intanto, dopo Mircone, sul Male di oggi, il secondo episodio di SOS Tato.
Namaste.
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1 dicembre 2011

Lo ammettiamo, ci manca.
Benedetto Semicroma è un po’ sparito dalla circolazione, tiene un bassissimo profilo e, per attaccare a testa bassa la società, ha delegato alcuni suoi giannizzeri scelti. Ma lui non esterna più.
BEPPE, CHE FINE HAI FATTO?
Sì, lo sappiamo ormai (ormai?) è un uomo anzianissimo, avrà le cascate di sonno e qualche amnesia che lo renderà nervoso, si fisserà sulle cose piccandosi e battendo i piedi in terra, ma, in nome di Coso, dove sono finite le sue encicliche sull’uncinetto, sull’oggettistica Biedermeier, sulla giusta acconciatura per recarsi all’INPDAP e altre perle? Dove sono, ci chiediamo, i suoi interventi – originalissimi e faro di saggezza – sul bisogno di non abbandonarsi alla violenza, sull’aiuto da dare ai Paesi poveri, sulle preghiere da fare per i terremotati e via dicendo? E soprattutto: dove sono le gigantesche zotte, pestate a mezzagamba, tipo quella di esternare in Uganda che uno dei più grossi problemi di quella nazione fosse l’uso del preservativo?
Sì, lo sappiamo, ancorché ostinato e rapace, il Pastore Tedesco sa ascoltare i suoi uomini fidati (magari sotto minaccia di una Guardia Svizzera, o un caffè corretto), i quali potrebbero avergli suggerito di riporsi per qualche tempo, onde evitare ulteriori, drammatiche, sovrapposizioni di bucchiette. E sappiamo anche che detti uomini sono gli stessi che avranno giocato un ruolo determinante per la composizione del Governo Monti, che hanno salutato con grande compiacimento, come verginelle di fronte a Justin Timberlake.
Ma questi generali in gonnella non hanno lo stesso appeal, via. Non si mostrano in pubblico sfoggiando sciarpette, mantelline e cappelli da mariachi, non parlano come sergenti delle Sturmtruppen, non ci regalano neanche quel briciolo di buonumore. Questi mirano al sodo e basta.
E allora tocca confortarsi cercando il buonumore altrove. Tipo, che so, in eventi miracolosi come la statua della Madonna e su’ madre, ritrovata intatta sotto le macerie dell’Aquila.
O altri eventi miracolosi, come quello che vede protagonista assoluto Mircone, ne “Il Male” di domani.

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22 agosto 2011

Conclusasi trionfalmente la XXVI edizione delle Giornate Mondiali della Gioventù, il Santo Padre annuncia che l’edizione 2013 si terrà a Rio de Janeiro.
Nell’occasione, l’anziano ma ancor baldanzoso Sepp, avrà modo non solo di mettere in ginocchio la forte economia di un Paese emergente, ma anche di sfoggiare il suo nuovo vestito ornato di sopraffini pizzi e vezzosi ricami e puntare così al grande slam, conquistando i prestigiosissimi titoli di Rappresentante di dio in terra e Reginetta del Carnevale di Rio.
Già allertate le squadre del Bope per eseguire rastrellamenti nelle favelas, come in occasione della precedente visita pontificia di GPII, e le ancor più agguerrite squadre di tegami per eseguire rastrellamenti negli alberghi dei Papaboys e cercare di salvarne qualcuno dal triste martirio delle seghe.
L’ufficio stampa del vaticano, non appena diffusasi la notizia, si è affrettato a smentire le voci secondo le quali il papa, ormai stanco, ingrassato e a fine carriera, avesse intenzione di firmare per il Corinthians, come Adriano.
Dura, intanto, la reazione del governo brasiliano che ha interpretato il futuro viaggio (e soggiorno) del papa in terra carioca come una ritorsione del Governo italiano per la mancata estradizione di Cesare Battisti.
In attesa di conoscere tutto il programma della bella kermesse, ci permettiamo di sollevare un piccolo dubbio: ma non è che la scelta del Brasile da parte del Papa sia solo una scusa per poter andare a salutare alcuni vecchi amici tedeschi, nella vicina Argentina?
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25 luglio 2011

Dopo il dolore per i fatti di Oslo è il momento delle polemiche e delle speculazioni.
L’attentato e la strage programmati e portati avanti con inaudita crudeltà dal fondamentalista cristiano Breivik adesso servono da scusa a numerosi razzisti e conservatori nostrani e internazionali per soffiare sul fuoco dell’intolleranza religiosa.
È per questo che come prima cosa, un Paese civile e una democrazia moderna devono rifiutare a prescindere il binomio cristiano=terrorista.
Non è facile per nessuno, soprattutto in momenti come questo, ma è soprattutto adesso che dobbiamo combattere per difendere il nostro diritto a rimanere arretrati e schiavi di vecchie superstizioni.
Non tutti quelli che credono in Cristo sono dei pazzi esaltati, pronti a morire, uccidere e votare leggi assurde in parlamento. Non vorremmo mai arrivare, sull’onda dello choc per i fatti di Oslo, a vedere persone, esseri umani, evitati, discriminati e additati come pazzi terroristi solo perché magari se ne vanno in giro con il crocifisso al collo.
Non vorremmo vedere, nelle nostre città, scene di madri che fuggono e nascondono i bambini in presenza di religiosi cristiani, riconoscibili dai loro strani, anacronistici e lunghi gonnelloni neri.
Non vorremmo mai vedere proporre nel nostro Paese leggi illiberali che mettano in discussione la scelta di certe donne di rinunciare ai propri diritti e alla propria femminilità per chiudersi in misteriosi conventi, senza contatti col mondo esterno o, al limite, andarsene in giro con umilianti costumi da pinguine, i capelli corti, lo sguardo basso, i baffi alla Virdis e un pesante crocifisso al collo.
Non vorremmo mai che ai leader e ai capi spirituali del mondo cristiano fosse impedito di poter esprimere le loro opinioni e propagandare la loro arretrata e oscurantista visione del mondo su tutti i mezzi di informazione nazionali.
Non vorremmo mai che si decidesse di far pagare le tasse anche agli istituti cattolici, apparentemente registrati come chiese, ma che invece fungono da alberghi, residence e villaggi turistici.
Non vorremmo mai che il nostro Stato togliesse i finanziamenti alle scuole religiose, dove s’insegnano i princìpi base del cristianesimo, tipo: il nostro dio è l’unico dio, il sole gira intorno alla terra, l’aborto è un omicidio e le seghe sono peccato.
Non vorremmo mai che i simboli della religione cattolica cessassero di essere imposti in tutti gli uffici pubblici, gli ospedali, i capanni di caccia, i campi di calcetto e le piste di bowling.
Non vorremmo mai, insomma, che sull’onda emotiva dei fatti di Oslo, il nostro Paese diventasse un Paese migliore, ecco.
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25 giugno 2011

E così anche lo Stato di New York si aggiunge a quelli che dicono sì alle unioni per le coppie omosessuali.
Si dirà “queste sì che sono nazioni civili”; “questa sì che è difesa dei diritti umani e libertà” etc… etc… e ci si sgomenterà nel constatare la distanza che aumenta, fra queste nazioni e la nostra.
Ma oggi, permetteteci, il nostro sgomento è originato da tutt’altra considerazione.
Una legge che permette agli omosessuali di sposarsi, senza neanche l’obbligo di residenza.
Il governatore che l’ha promossa, Cuomo, di origini evidentemente terrone.
Un presidente, che l’ha avallata, non solo negro, ma di ascendenze musulmane.
Un sindaco, nella città in cui i festeggiamenti sono più gioiosi, ebreo.
Bimbi, se il papa sopravvive a questa, abbiamo a che fare con Highlander.
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