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O tempora, o mores!

15 marzo 2013

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Eppure anche un evento sgomentevole, com’è l’elezione di uno sciamano alla presenza di centinaia di migliaia di appassionati del fantasy, è solo in parte  un’offesa alla civiltà e alla storia. In realtà appuntamenti di questo genere possono rivelare molto sul passaggio del tempo e sulla modernità.

Si osservi quest’immagine. È un romanticissimo tappeto di smartphone, telefonini, macchine digitali e tablet quello che ha accolto l’elezione del nuovo pontefice Francesco da Buenos Aires.

Uno scenario distante solo otto anni dal Conclave precedente ma che in questo fotoconfronto appaiono secoli.

Se nel 2005  infatti solo alcuni dei fedeli in attesa apparivano impegnati ad immortalare il momento, nel 2013 è difficile trovarne qualcuno che non abbia in mano qualche device (Repubblica.it).

Forti del confronto con i funerale di GP2, ci immaginiamo a stento quale tempesta magnetica potrebbe scatenarsi al momento della dipartita di questo papa, tanto più che il suo predecessore ha avuto il cattivo gusto di privare i propri fedeli di un così bel momento di comunione.

Qui sotto, un’immagine tratta dal Don Zauker Show, “Testimoni dello Spirito” Tour 2007, quando paragonava le scene tratte dai funerali di GP2, alla – allora famosissima – pubblicità della Vodafone. In sala scendeva il gelo. Qualcuno rideva, qualcuno applaudiva e qualcuno si alzava e se ne andava, indignato. Ah, bei tempi!

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Diti e lune.

15 marzo 2013

Evoluzione Diti e lune.

Passata l’emozione e la comprensibile soddisfazione, per Papa Francesco I è già l’ora di mettersi al lavoro.

Sono tante le sfide che aspettano questo pontefice, come gli scandali che dovrà gestire e – se possibile – far rientrare, così come sono tante le riflessioni che dovrà cercare di fornire alle domande dei propri fedeli e del mondo intero.

Tutti si aspettano risposte concrete allo scandalo della pedofilia, a quelli sollevati da Vatileaks, alle lotte di potere all’interno del Vaticano, al riciclaggio di denaro ad opera dello IOR, alla negazione di svariati diritti fondamentali, alle proprietà immobiliari, alle strutture sanitarie, etc…

Ma questi sono dettagli da niente, se comparati con lo scandalo maggiore che accompagna la Chiesa dall’alba dei tempi, pur essendo sotto gli occhi di tutti: stiamo parlando del fatto che non esiste nessun dio e che questi gonnelloni sono 1980 anni che vi prendono per il culo.

Il vero scandalo non è tanto che questo o quel papa siano stati sostenitori di Pinochet, lupetti nella Hitlerjugend, simpatizzanti di Videla o amici di MariaDeFilippi; lo scandalo più grosso è l’esistenza stessa di uno sciamano che viene creduto rappresentante di Dio in terra, come i faraoni, oggi, 15 marzo 2013.

Punto. C’è altro da aggiungere?

 ***

P.S. Aspettate, aspettate, lo diciamo prima noi: “Ecco, ma se noi siamo contenti a farci prendere per il culo, come dite voi, che fastidio vi diamo? Contenti noi… dovete per forza criticare!”

Risposta: liberissimi di farvi prendere per il culo, di devolvere il vostro tempo, le vostre vite, i vostri sfinteri e i vostri soldi a tutti gli stregoni con la gonna svolazzante che volete, ci mancherebbe altro. Il problema viene quando vi chiederanno di marciare, appoggiare decisioni acriticamente, discriminare, rubare, votare leggi, negare diritti, chiudere gli occhi, censurare, condannare e pettinarvi in nome del loro dio, e voi, come tante pecore quali siete e quali vi ritengono, seguirete il vostro pastore fino al macello.

Dei nostri coglioni e non solo.

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Dopo la checca, Checco

14 marzo 2013

Papa Amico I Dopo la checca, Checco

Ci hanno scritto in diversi perché scrivessimo qualcosa sul nuovo supplente. Ma come, proprio voi, autori del prete più onesto in circolazione, non vi pronunciate?

Perdindirindina, ma non bastano i fiumi d’inchiostro e onde sonore che hanno cominciato a danzarci appassionati giri di flamenco sulle sacche scrotali prima ancora del conclave, e durante, e dopo, per chissà quanto tempo ancora? Tutti i media, tutti gli opinion leaders, i commentatori, le veline, tutti si sono affrettati a commentare, a dire la propria, in un rituale che, in fondo, è un altro modo per andare a baciare il cu l’anello del pontefice (e va bene, facciamolo anche noi).

Se ne è elogiata l’umiltà, la semplicità, l’aria bonaria, da alcuni prima ancora di sapere chi cazzo fosse; si è sottolineato con premura il fatto che preferisse spostarsi in bici o in metropolitana (ci ripenserà, visto che ora ha preso residenza a Roma), si è notata la croce di ferro invece che d’oro massiccio, il nome del poverello d’Assisi e tutte queste stronzate qui.

Per contro, un secondo dopo l’apparizione sul terrazzo, in rete circolava già la notizia delle connivenze con la dittatura argentina attribuitegli da uno dei più importanti giornalisti del paese sudamericano; così come l’osservazione che era prevedibile (ma sempre a posteriori) l’elezione di un papa proveniente da quel continente per arginare una colossale emorragia di fedeli in direzione di altre realtà più affascinanti: Evangelisti, Pentecostali, Avventisti del Settimo Giorno, Raeliani, Marauder, Alpha Flight, Ninja Turtles e chissà cos’altro.

Stronzate.

C’è un motivo preciso per cui non ci siamo buttati a capofitto nel mare magnum del primo commento salace a tutti i costi. Ed è lo stesso motivo per cui, alla fine di chi abbiano eletto al Soglio, francamente, c’importa una sega. Ed è dovuto al senso di desolazione profonda misto a sgomento, nel vedere la massa impressionante di persone, provenienti da tutto il mondo, che hanno invaso tutta piazza S. Pietro compreso viale della Conciliazione, che hanno stazionato per due giorni, flagellati dalla pioggia e dal freddo, per vedere uno che li salutava. Si badi bene, non una persona in particolare: bastava che uscisse uno qualunque.

Funziona come per la sindone, per fare solo un esempio: lo sa anche il gatto che trattasi di un falso storico conclamato, e le prove fornite a supporto di ciò sono prove scientifiche, inoppugnabili. Eppure milioni di persone, pur sapendo la verità, prendono voli transoceanici per andare a venerarla. Il simbolo che rappresenta, come per le reliquie, ha travalicato l’essenza stessa dell’oggetto (si dirà: vabbe’, se si considera che gabellano il fondo dei Ricciarelli come il reale corpo di Cristo…).

Così anche per l’inquilino della Santa Sede. Da quel terrazzo sarebbe potuto uscire anche un gorilla, una Winx o C1-P8 e non sarebbe cambiato nulla. Un attimo di smarrimento (come fu per Sepp) e poi due paroline dal tono dolce sulla Vergine Maria, una preghierina tremula e un salutino cordiale avrebbero sistemato tutto, dando l’avvio al boato di felicità.

Lo sappiamo, saremo scemi e tutto il resto, ma questa, signori, è la cosa che ci spaventa di più.

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Haiku n.158

13 marzo 2013

PAVONEGGIAMENTI

Viva il Papa!
col popopopopopo
pomodo-o-ro

(Santrine)

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Haiku n.157

12 marzo 2013

FUMATA NERA, FUMATA BIANCA

La porta chiusa.
E se sigillassimo
il comignolo?

(Paguri)

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Via crucis

7 marzo 2013

Fervono i preparativi in attesa del conclave che dovrà decidere chi sarà il prossimo pontefice di Santa Romana Chiesa, dopo che la sede è stata lasciata – con gesto teatrale, degno d’una primadonna del “Folies Bergère” – dal papa emerito, Beppino Ratzinger.

In effetti, come molti degl’intervistati dai principali tg in questi giorni, non riusciamo a immaginare cosa sarebbe un mondo senza papa.

Senza nessuno, cioè, che ci raccomandasse di non ingobbirci dalle seghe; di non concedere diritti alle coppie omosessuali (“cencio dice male di straccio”, si dice da queste parti); di fare le partenze intelligenti quando si va in vacanza; di pregare perché piova, come ai tempi di Cavallo Pazzo; di vestire eleganti; di non usare il preservativo; di essere parchi nell’uso del prezzemolo in cucina e mille altri prodigiosi consigli, senza i quali vagheremmo nel mondo spersi come naufraghi senza stelle.

Ogni giorno, grazie al completo e sacrosanto asservimento di tutti i media del Paese, siamo costantemente informati sull’arrivo a Roma dei cardinali elettori, quelli cioè che dovranno rinchiudersi in conclave per eleggere il prossimo supplente di Cristo.

Ci sono quasi tutti, l’unico che manca all’appello è il cardinale vietnamita Jean Baptiste Pham Minn-Man, il cui arrivo era atteso per stamani in Vaticano ma che, misteriosamente, sembra essere in ritardo.

Bene, con la preziosa collaborazione di Sua Maestà Dotto I dell’Isola d’Elba, noi di Don Zauker.it siamo in grado di svelare i retroscena del ritardo di sua eminenza: un lieve contrattempo ai danni dello chaffeur, il quale, invocando più volte il supporto morale di Nostro Signore, è riuscito a ritrovare la retta via.

Perché non si dica che l’Onnipotente non ascolti sempre le invocazioni dei propri figli.

Ecco a voi il documento esclusivo, ripreso dall’Iphone del cardinale.

 

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Haiku n.155

11 febbraio 2013

BENNYLESS

ci mancherai
dolce vecchio nazista
effeminato

(Santrine)

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Esodati

11 febbraio 2013

esodato Esodati

Il papa si dimette il 28 febbraio.

Si accettano ipotesi sui motivi dell’incredibile decisione.

  • È stato sfiduciato.
  • Si sposa.
  • Ha perso la fede e gli altri anelli d’oro.
  • Ha ricevuto un’offerta per allenare l’inter.
  • Va a vivere in Francia, con padre Georg… ah, no,questa è uguale alla n°2.
  • Parteciperà alle prossime elezioni con una sua lista civica.
  • Alla fine ha aperto gli occhi.
  • Andrà in tour con Mamma mia, il musical!
  • Farà il quinto giudice alla prossima edizione di X-Factor.
  • Ha trovato lavoro.
  • Si sposa con Moira Orfei.
  • Ha portato la fede e gli altri anelli ad un compro oro.
  • È semplicemente finito il carnevale.
  • Impersonerà Varys nella terza edizione di Game of Thrones.
  • Abdica, come Edoardo VIII… ah, no, anche questa è uguale alla n°2.
  • Si dimette perché il suo brano è stato scartato a Sanremo.
  • Da quando ha scoperto twitter e facebook non ce la fa a pensare ad altro.

Qualunque sia il motivo: ora è davvero il momento di Don Zauker!!!

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I gay facciano una sana autocritica.

27 dicembre 2012

ganswein I gay facciano una sana autocritica.

“L’omofobia?

Sì, ma spesso sono i gay a provocare.

Facciano sana autocritica. Quante volte vediamo ragazzi, ma anche uomini maturi circolare per strada in vestiti provocanti e succinti? Quanti tradimenti si consumano nelle palestre, nei luoghi di lavoro, nei cinema, eccetera?

Potrebbero farne a meno.

Costoro provocano gli istinti peggiori e se poi si arriva anche alla violenza o all’abuso sessuale (lo ribadiamo: roba da mascalzoni), facciano un sano esame di coscienza: “forse questo ce lo siamo cercato anche noi”?

Basterebbe, per esempio, proibire o limitare ai negozi di intimo maschile di esporre la loro mercanzia per la via pubblica per attutire certi impulsi, oppure vietare ai maschi l’uso di certi gonnelloni che lasciano immaginare chissà quali tesori nascosti e basta un filo di vento a sollevare o proibire l’uso di mantelline di visone o anelli d’oro alle dita.”

Ecco questo è il testo affisso da Don Zauker nella bacheca della sua cappella (…) in risposta a quei libertini e progressisti sconsiderati di Pontifex, oltre che al moderato e moderno parroco di Lerici. Sicuro di interpretare il vero spirito della Chiesa Cattolica, oggi, alle soglie del 2013, e di essere in piena sintonia con Sua Santità Benedetto Semicroma, che ha definito le unioni gay una minaccia per la pace, Don Zauker ricorda che non esistono solo le donne e i finocchi, ma ci sono anche i negri e i pisani, ad esempio.

Perché ancora nessuna dichiarazione o semplice presa di posizione contro i negri, magari sotto i dieci-dodici anni?

Avanti, non abbiate paura di spararla grossa: DIO È CON NOI!

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Fai una domanda al Papa.

5 dicembre 2012

papa twitter 430x285 Fai una domanda al Papa.

“Santità, obluraschi?”

E, già che ci sei, dagli anche la risposta.

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