Testimonial della Fede.
22 aprile 2010
“Anch’io ho condiviso le loro sofferenze”
21 aprile 2010
“Anch’io ho condiviso le loro sofferenze!”
Queste le parole pronunciate dal Santo Padre, dopo l’incontro con le vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti cattolici.
Il portavoce della Santa Sede, su suggerimento di qualche prelato più accorto che evidenziava una certa ambiguità nella dichiarazione pontificia, è poi dovuto intervenire tempestivamente per smentire categoricamente qualsiasi riferimento, nelle parole del vicario di Cristo, alla sua adolescenza passata in seminario.
Altre secche smentite hanno riguardato le voci, false e tendenziose, secondo le quali il discorso del papa proseguiva con affermazioni come le seguenti: “…per i primi 5 minuti… poi uno può anche prenderci gusto…”; “…e le ho superate grazie alla preghiera, la penitenza e la Pasta di Fissan”; “…ma poi mi hanno segnalato l’HR, che consiglio a tutti voi” e altre infamie destituite di fondamento.
Purtroppo gli attacchi alla chiesa cattolica e all’integrità morale dei suoi rappresentanti si fanno via via più insidiosi e massicci, quindi ci sarà da aspettarsi che nei prossimi giorni vengano messe in giro ben più vergognose falsità di quelle appena smentite.
Ma noi andiamo dritti per la nostra strada, sicuri che niente, non le testimonianze più attendibili, né le prove scientifiche più evidenti, riusciranno ad intaccare la nostra fede.
Affronto.
13 aprile 2010
Scritte sulla casa natale del Papa.
Sono comparse questa mattina, sull’onda delle proteste per l’affaire Chiesa-abusi su minori. A gettare acqua sul fuoco ci hanno pensato un po’ monsignor Babini, decretando che l’attacco a Ratzinger sig. papa è opera di massoni ed ebrei, e il buon vecchio Tarcisio Bertone, che ha fatto un intelligente collegamento fra pedofilia e omosessualità, subordinando la prima alla seconda (e non possiamo pensare che una persona del suo calibro e della sua levatura, oltre che del suo ruolo e della sua confessione, si avventuri in simili diagnosi, senza conoscere perfettamente gli argomenti dei quali sta parlando).
In genere, noi sapevamo che quando si pesta una merda si cerca di pulirsela dalle scarpe (Elio docet). Evidentemente ci sono altri metodi per uscirne, che prima, tuttavia, implicano una bella nuotata – con rischio affogamento – in una piscina olimpionica di letame. Ma il disegno del Signore si sa, è imperscrutabile, quindi è bene che cuociano nel loro brodo (oddio, brodo… bleah!).
Ad ogni modo, le forze dell’ordine si sono già attivate e ora si cerca il misterioso G. che, nottetempo, ha effettuato il raid nella casa natale di Beppe Ratzinger per scrivere delle frasi allusive sui muri dell’austera magione.
La Polizia tende però ad escludere il gesto intimidatorio di uno squilibrato, limitando il tutto ad uno scambio di messaggi tra innamorati.
Attendiamo aggiornamenti.
Appuntamenti d’Aprile
1 aprile 2010
Dal 10 aprile al 23 maggio 2010 nella Cattedrale di Torino avrà luogo la solenne ostensione della SacraSindone®.
Si tratta di un evento eccezionale, straordinario, mistico, di elevata portata spirituale, da non perdere per i milioni di appassionati di vecchi lenzuoli sporchi con disegnata sopra l’immagine di un anonimo uomo barbuto.
Dal 1578 – l’anno in cui la SacraSindone® venne portata a Torino da Chambéry per offrire all’Arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo, la possibilità di venerarla e apparecchiare la tavola nelle occasioni più importanti – il venerato cencio è stato estratto dalla teca che lo custodisce per essere esposto in numerose occasioni, pubblicamente e in privato e anche per fargli prendere un po’ aria, ché puzza di baule.
Nell’antichità la Sindone veniva ostensa ai bab-… ai fedeli soprattutto in occasione di matrimoni e nascite di membri della famiglia reale, oppure in occasioni di grandi festeggiamenti e vittorie, quando militari, quando sportive; tipo allo stadio, nell’ex curva Filadelfia, in occasione degli incontri casalinghi della Juventus. Alcuni esegeti, infatti, analizzando la postura dell’immagine, teorizzano che il misterioso uomo barbuto sia raffigurato in barriera, nell’atto di difendere la porta della propria squadra da un insidioso calcio di punizione.
Le ultime ostensioni sono state nel 1978, nel 1998, nel 2000 (in occasione del Giubileo), nel 2006 (in occasione di Juve-Parma) e nel 2010 (in occasione della partecipazione al Festival di Sanremo del pupillo della casa Reale, Emanuele Filiberto, e i suoi piccoli amici).
Domenica 2 maggio 2010 Papa Benedetto XVI sarà a Torino per venerare la SacraSindone®. Per l’occasione celebrerà una messa in piazza San Carlo, così, alla volé, crepi l’avarizia.
E per l’occasione, nel sacro lenzuolo sarà praticato un foro all’altezza del volto, in modo che ogni fedele possa farsi fotografare con la propria faccia su una delle immagini più famose del mondo!
Un po’ come accade a Gardaland, Mirabilandia, SanGiovanniRotondoland e altri luoghi di pellegrinaggio di massa.
Ora Prono (bis)
25 marzo 2010
Amici mia,
come sapete, qualche giorno fa il gioviale omino vestito di bianco ha mandato una lettera ai suoi amici irlandesi, respingendo con forza ogni coinvolgimento della sua azienda in supposte (mai parola fu più indicata) attenzioni di alcuni dirigenti locali su teneri virgulti. Forse avete sentito di queste dicerie malevole, raccontate in dettaglio nel libro “Il Guinness del Primate”, di prossima pubblicazione.
A proposito di titoli, a quanto pare il working title della missiva del bianconiglio era “I bambini: ma chi se li incula?”, prima che il testo arrivasse tra le mani della divisione Marketing & Comunicazione che ha riformulato il concetto in termini più comprensibili ai puri di cuore.
Poco dopo, l’altrettanto gioviale omino vestito di blu, di solito in doppiopetto e doppiotacco, ha espresso viva* approvazione per le parole del suo omologo, e per come quest’ultimo abbia saputo reagire ad accuse ingiuste e pretenziose. Non a caso gli irlandesi sono perlopiù rossi.
Sulle prime, da ingenuo emigrante, non sapevo come interpretare questa disinteressata admiratio non petita, ma poi ho letto che un pretino (con la c) romano ha mandato una lettera a tutti i partecipanti al suo interessantissimo corso per promessi sposi le istruzioni** di voto per le elezioni regionali, indicandogli il Candidato Giusto®***.
Infine, l’altro giorno su tutte le prime pagine dei quotidiani del Belpaese campeggiava la foto di un bel tenebroso con papalina fucsia e occhiale sbarazzino, al quale si attribuiva una misteriosa associazione di idee tra il voto alle regionali e l’aborto. Purtroppo non era una dura presa di posizione sulla legge elettorale, ma un ragionamento che definire “farraginoso” sarebbe ingiusto verso le peggiori cazzate sentite negli ultimi anni.
Questo sul fronte della stampa italiana.
Però esistono vivaddio****, anche stampe estere. Come questa, questa, questa e questa.
Meno male, va’.
Vs.
Santrine
* la fica!
** “No, lì no! E’ peccato e fa anche male”, “Onshi ‘alla ‘olla ‘occa ‘iena”, “Qua ci vedono”, “Uffa li avevo lavati stasera…”
*** quella che canta le canzoni di Battisti a squarciagola fino all’alba, tanto l’isola (o la piazza) è deserta (op.cit.)
**** ma abbasso San Guisuga Vergine
Scegli il miracolo
5 marzo 2010
Sembra purtroppo subire rallentamenti imprevisti il processo di beatificazione di papa Giampaolo 2.
Secondo alcune fonti, il primo miracolo, quello di una suora francese forse affetta da Parkinson, e miracolosamente guarita semplicemente pensando al caro papa, non sarebbe poi così attendibile.
Sembra, infatti, che da certi tipi di Parkinson si possa guarire, ma soprattutto sembra che la religiosa, durante le sue notti di preghiera, abbia pensato sì al papa ma, anche se in percentuale minore, pure a Johnny Cash, Chuck Norris, Emmanuel Milingo, Lando Buzzanca e Lilian Thuram.
Incerti se attribuire il miracolo all’uno piuttosto che all’altro, i membri della commissione medica del Vaticano hanno optato per accantonare questo eclatante miracolo e passare ad esaminarne uno a caso, tra i 271, dei quali si è reso artefice il rutilante GP II.
Naturalmente questa decisione ha creato parecchio malcontento tra i numerosi fedeli, gli stessi che, col cadavere del buon Karol ancora caldo, si affannavano a invocarne l’immediata beatificazione al grido di SANTO SUBITO.
Per evitare che il diffondersi delle polemiche, unite ad un sentimento di attese deluse, possa allontanare i fedeli e portarli verso altre confessioni, la Santa Sede, in ossequio alla linea politica denominata Believers Care, ha indetto un sondaggio per scegliere quale miracolo sottoporre alla rigidissima commissione medica vaticana per la doverosa beatificazione di John Paul 2 (we luv U).
Ed ecco che donzauker.it in collaborazione con Chiesa Cattolica™, propone ai suoi lettori una cernita dei più famosi e comprovati miracoli di papa Wojtyla, affinché tramite uno strumento democratico come il voto telematico, possano decidere quale miracolo debba essere portato a testimonianza del potere sovrannaturale del compianto pastore polacco.
Ecco, in ordine sparso, i miracoli:
- Miracolo n° 134: Il Santo Padre, sentendo un languorino, pensa che sarà quasi l’ora di cena e… MIRACOLO! …consultando l’orologio si accorge che sono effettivamente le 18;15 (le persone anziane cenano presto).
- Miracolo n° 9: Un provetto sciatore della Val Senales, incurante del pericolo valanghe preannunciato dal TG 1, si avventura sulle piste del noto comprensorio. Ma trova per terra un santino di papa Wojtyla con scritto “Vai piano” e decide così di evitare i fuoripista, rinunciare ai dodici grappini post-prandiali, sciare a spazzaneve e solo su piste blu. Ed è così che… MIRACOLO! pur rompendosi un pochino i coglioni, evita il pericolo valanghe salvandosi da morte certa.
- Miracolo n° 21: Un contadino polacco sostiene di aver visto papa Wojtyla alla televisione, una sera di novembre. MIRACOLO di bilocazione! Proprio quella sera, infatti, il papa era invece a Roma, quindi non poteva di certo essere dentro un televisore in Polonia.
- Miracolo n° 167: Un asfaltatore di Induno Bisuschio riceve in sogno la visita di Giampy 2nd che gli consiglia di svegliarsi, se non vuole far tardi al lavoro e… MIRACOLO! Grazie all’intervento del papa l’asfaltatore si desta, curiosamente anche in concomitanza col suono della sveglia (si pensi quindi anche al tempismo eccezionale del Santo Padre).
- Miracolo n° 238: In Moldavia, una spalatrice di merda di majale prega fortissimo il Wojtyla pont. Karol affinché realizzi le sue aspirazioni di un lavoro di più alto rango. MIRACOLO! La donna viene spostata a spalare merda di leone, animale tradizionalmente più nobile ed esotico.
- Miracolo n° 49: Un norcino di Peccioli, tale Riccardone B. si era scordato di dare da mangiare alla sua gattina. Episodio che, se ripetuto, avrebbe sicuramente esposto a serio rischio la sopravvivenza del mite animale domestico. Ma per fortuna, il pio Riccardone, il giorno seguente, ha preso un santino di Karol Wojtyla, detto “Il Papa”, e lo ha impreziosito della scritta: “Croccantini gatto!” proprio all’altezza della fronte. MIRACOLO, da quel giorno, il gatto non è più rimasto senza cibo.
- Miracolo n° 85: Alcuni fedeli sostengono di aver visto il papa stringere la mano e congratularsi coi più grandi e feroci dittatori del pianeta e – MIRACOLO – trasformarli, con questo semplice gesto, in grandi politici e illustri capi di stato.
Perché tanto odio?
24 gennaio 2010
“Il Papa si è rivolto anche ai giovani cattolici per esortarli a portare nel mondo digitale la testimonianza della loro fede. “Carissimi – scrive ancora nel messaggio – sentitevi impegnati ad introdurre nella cultura di questo nuovo ambiente comunicativo e informativo i valori su cui poggia la vostra vita”. E l’annuncio di Cristo nel mondo delle nuove tecnologie, aggiunge Benedetto XVI, “suppone una loro approfondita conoscenza per un conseguente adeguato utilizzo.”
Ore 11;30 – Il buon Sepp Ratzinger (altrimenti noto come “Papa”) aveva appena finito di impartite le nuove istruzioni per l’uso delle loro vite ai suoi fedeli che, immediatamente, un solerte soldato della fede e della verità sentiva il bisogno di allontanarsi dal televisore dove si stava gustando una nuova avvincente puntata della Santa Messa e, dopo aver riposto con cura la fava nelle mutande, correre a sedersi al computer per oscurare il nostro sito, vero e proprio coacervo di peccatori impenitenti.
Ore 13;00 - Paguri A, di ritorno dal campo dove sia lui che il suo cane vanno a pisciare, accendeva il pc e trovava un messaggio di errore al posto del sito Donzauker.it
Ore13;05 - Paguri A spegneva e riaccendeva il computer, tra mille moccoli, ma la situazione non cambiava.
Ore 13;15 - Paguri A mangiava.
Ore 14;15 – Paguri A ripisciava. Successivamente riprovava con il computer, ma niente. Seguivano altri moccoli.
Ore 14;20 – Paguri A apriva la posta di donzauker.it e trovava il seguente, simpatico messaggio: “Oggetto: sito. Messaggio: Il sito è down, modificato, alterato, FOTTUTO!
“.
Ore 14; 25 - Paguri A chiamava Paguri 1 (interrompendone la consueta sessione domenicale di abluzioni intime) ed entrambi chiamavano Paguri X.
Ore 14;30 - Paguri X diceva che avrebbe dato un’occhiata al problema, subito dopo essersi recato a dar da mangiare ai piccioni di piazza della Repubblica.
Ore 14;35 - Il problema era risolto ed il sito poteva tornare attivo.
Questo il freddo resoconto degli eventi. Ma i nostri eroi non ci vedono chiaro e vogliono capire che cosa sia successo, ché la situazione non è chiara. Interrogatisi sul triste evento, i Paguri tutti formulano le seguenti ipotesi sull’identità del misterioso epigono di Goebbels geom. Joseph Paul:
- - un fascistello di quartiere con nozioni informatiche da 4ª ITI;
- - un focolarino innamorato del proprio parroco, ma da egli inspiegabilmente rifiutato;
- - un papaboy socialista;
- - una camicia verde-bile in grado anche di digitare;
- - Maurizio Lupi;
- - un numerario dell’Opus Dei;
- - un pettinato dei Circoli della Libertà;
- - un segajolo qualunque, in atroce astinenza da consumo di topa/cazzo (categoria, questa, che, se vogliamo, può riassumere tutte le precedenti).
Oppure potrebbe essere stato un semplice, comunissimo, virus.
Chi lo sa.
Nel caso però di un intervento da parte di un individuo, cogliamo l’occasione per rilevare che chiunque sia, comunque sia andata e qualunque sia il motore di tale azione – a parte la drammatica assenza di una serena attività sessuale – lo stile è sempre il solito, ed è facilmente riconducibile alla diffusa schiera degli eroici difensori della fede e della libertà del popolo (o del Popolo della Libertà), il cui marchio distintivo è sempre uno: la vigliaccheria.
Tutti i contestatori, tutti quelli che dissentono (magari neanche capiscono) da quello che facciamo/scriviamo/disegniamo, manifestano sì il loro pensiero, ma solo con offese o addirittura minacce, e soprattutto sempre e rigorosamente da anonimi, oltre che, in molti casi, anche sgrammaticati.
Ma vabbè, son ragazzi.
Chiedere loro di mettere, come noi, la faccia ed il nome in quello che scrivono probabilmente è troppo; magari oltre alla già efficace barriera del monitor hanno bisogno di proteggersi anche con l’assenza di volto e nome, giustamente, verrebbe da dire, considerato quello che scrivono e come lo fanno.
Tirano il sasso e nascondono la mano.
Tirano maledizioni e poi pregano il Signore
Tirano le seghe e vanno a confessarsi.
Ecco, davanti a una tale manifestazione di simpatia, quello che ci sentiamo di fare, è rivolgere un solo, pacato appello, al misterioso attentatore, sia esso una persona o una delle due figure nominate in precedenza:
Coso, succhiaci il cazzo, per favore.
E solo DOPO torna a baciare i tuoi santini.
Lo chiamavano Trinità
8 giugno 2009

«L’essere umano porta nel proprio genoma la traccia profonda della Trinità [...] Nella nostra terra, nei pianeti, nelle stelle, nelle galassie, nel micro-universo, nelle cellule, negli atomi, nelle particelle elementari: in tutto ciò che esiste, è impresso il nome della Santissima Trinità».
BENEDETTO XVI, 7 giugno 2009
È bello venire a sapere tutto ciò, il giorno 7 giugno dell’anno 2009, perché altrimenti saremmo rimasti nell’errata opinione che la Trinità – termine e concetto filosofico che non si ritrova in nessuna parte della Bibbia – fosse una caotica e incoerente invenzione umana perfezionata a suon di concilî rissosi e scomuniche violente, a partire dall’anno 325 dell’era volgare. Ma, grazie al Santo Padre, veniamo invece a scoprire proprio oggi, all’inizio del terzo millennio, che la Trinità, oltre al merito di avere ispirato un personaggio molto fortunato della carriera attoriale di Terence Hill, è addirittura inscritta nel genoma umano. Ora – è vero – gli studî sul genoma sono ancora agli esordî, e dunque non siamo in grado di escludere scientificamente che tra gli oltre 30.000 geni di cui si compone il patrimonio cromosomico vi sia anche quello della divina Trinità. Ma questo è solo un limite della scienza; bisogna dunque al momento fidarci di ciò che ci dice il Vicario di Cristo, al quale il Signore degli Eserciti avrà di sicuro insufflato, per vie misteriose, questa importantissima e indubitabile verità scientifica.
Sbagliano dunque tutti coloro che credono che la Trinità sia stato un faticoso compromesso dialettico-filosofico ottenuto attraverso le risse delle varie sètte cristiane primitive. Da oggi, grazie alla chiarificazione del Papa, non c’è più bisogno di sapere che al Concilio di Nicea del 325 i buoni pastori si sputarono addosso per decidere se Gesù fosse creato o increato e, nel caso, se fosse consustanziale al Padre; non dovremo più nemmeno restar sorpresi se al tempo di quello stesso concilio lo Spirito Santo non avesse ancora nessuna qualità, né sapesse di «procedere dal Padre e dal Figlio»; non faremo più fatica a comprendere la decisione del Concilio di Rimini del 359, nel quale i reverendi padri tolsero a Gesù la sua consustanzialità; non dovremo più affannarci per far quadrare le tesi del Concilio di Efeso del 431, che condannò tanto severamente i nestoriani perché sostenevano che Gesù era Dio ma sua madre non era la madre di Dio; non ci sarà poi più d’imbarazzo leggere i resoconti del secondo concilio di Efeso del 449, dove a Gesù fu assegnata un’unica natura, secondo la dottrina dei monofisiti di Eutiche; né saremo più confusi nel sapere che al concilio di Calcedonia del 451, i monofisiti furono presi a legnate e Gesù poté così riavere due nature; infine, non dovremo più temere la logica quando rileggeremo la storia del II concilio di Costantinopoli, dove si decise che Gesù, se aveva due nature, doveva avere anche due volontà. E così avanti di concilio in concilio, fino a definire il contraddittorio, raffazzonato e traballane concetto di Trinità.
Dobbiamo allora ringraziare di cuore il Santo Padre per aver sgombrato la nostra mente da queste storie confuse e incoerenti ed averci rivelato una verità finora ignota: che il Signore, il Dio dell’Universo, ha voluto inscrivere nell’atomo, nel genoma e nel firmamento il resoconto stenografico di due secoli di faide, risse e svarioni logici dei padri conciliari protocristiani. In un periodo in cui Baget Bozzo passa per un intellettuale, anche Giuseppe Ratzinger può sembrare Tommaso d’Aquino. Grazie, o Santo Padre.
FEDERICO MARIA SARDELLI
Ancora dal M.o Sardelli
26 aprile 2009

Caro Amyco mia,
non ti sarà certo sfuggita la simpatica notizia. Il Papa ha affermato che
«L’insegnamento della religione cattolica contribuisce ad una sana laicità».
Un po’ come dire che la ritenzione urinaria fa pisciare o che la vernice rossa tinge di verde.
Il Papa Elegante ha altresì aggiunto che
«l’insegnante di religione costituisce una figura molto importante nel collegio dei docenti»,
quando invece ciascuno potrà rammentare almeno dieci episodi della sua esperienza scolastica in cui il prete o l’insegnante di religione è stato preso a ruti e pernacchie, mentre nella mente di qualsiasi studente l’ora di religione è sempre inequivocabilmente equivalsa all’ora per fare casino, l’ora per non fare un cazzo o i compiti per le altre materie importanti, oppure l’ora della rottura di coglioni persa ad ascoltare le baggianate di qualche prete ignorante.
Ma bisogna ricordare che il Vicario di Cristo è infallibile anche quando nega la logica o racconta cazzate.
Percristo-concristo-incristo,
Tuo
Federico
***
Pubblichiamo questa missiva nella sua integrità, solo per dovere di cronaca e per l’amicizia e la stima che ci legano al Maestro.
Ed è proprio in forza di questi sentimenti che ci permettiamo di correggere quanto dice, e lo facciamo pubblicamente, non per superbia ma piuttosto per dare il via ad un dibattito che potrebbe arricchirci tutti quanti.
Il Papa ha ragione, quando afferma che: «l’insegnante di religione costituisce una figura molto importante nel collegio dei docenti».
Dai felici giorni dell’ITI ricordo che, pochi giorni prima degli scrutini, il mio insegnante di religione cercò di convincere noi giovani svagati dalla primavera, dalle seghe e dall’odor di topa (poca, all’ ITI, e per questo più preziosa e anelata) ad una maggiore attenzione ai misteri del Wonderful Cristo-Re, con queste precise parole: “Sì, ridete, ridete… ma tanto in sede di giudizio, il mio voto conta come quello di qualsiasi altro professore, sapete?”
I fatti – purtroppo – gli hanno dato ragione.
E la mi’ mamma ci piange ancora.
Il dibattito è aperto.
ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO!
24 marzo 2009

Ce lo immaginiamo, il buon cardinal Bagnasco: picchia oggi, picchia domani, a un certo punto ha perso la pazienza ed è sbottato. Cioè, va bene via via qualche innocua domandina; va bene fingere di accettare punti di vista differenti per un dialogo costruttivo; va bene perfino tollerare il disappunto, da parte dei cittadini, verso quei sacerdoti dediti all’inserimento del pene nell’ano di adolescenti; ma addirittura la critica e l’irrisione verso alcune dichiarazioni del papa no. C’è un limite a tutto, eccheccazzo.
Ed ecco che allora il severo Bagnasco, giusto ieri, ha fatto sentire la sua voce roboante.
Poi ha rimesso il tappo alla bottiglia di Perrier, e si è scagliato contro tutti coloro che hanno osato mettere in ridicolo le ultime esternazioni papali: “di certo si è prolungato, oltre ogni buon senso”, a causa di “un lavorio di critica dall’Italia e soprattutto dall’estero nei riguardi del nostro amatissimo Papa” (dal SUO amatissimo papa, è bene mettere le cose in chiaro).
Nodi della vicenda sono stati il caso Englaro, sul quale la Chiesa si è dichiarata a difesa della vita e contro la sofferenza; la revoca della scomunica ai vescovi negazionisti, tuttavia richiamati duramente dalla Santa Sede; le dichiarazioni del pontefice circa l’inutilità del preservativo come aiuto a contrastare la piaga dell’AIDS.
Questi i principali punti che hanno attirato critiche spesso feroci da parte della società e che hanno fatto perdere le staffe al buon cardinale, di cui si legge: “Sul vescovo negazionista, ricorda Bagnasco, “ci siamo già espressi”, in termini di severa condanna. “Nessuno, tuttavia, poteva aspettarsi che le polemiche sarebbero proseguite, e – nota il presidente Cei – in maniera tanto pretestuosa”.
E allora ci viene il sospetto che il buon Bagny sia all’oscuro del fatto che se fra dichiarazioni e opere c’è una netta discrepanza si rischia di perdere un tantino di credibilità, e passare da farfucchioni. Oltre al fatto che, all’Occidente illuminista, in pieno Terzo millennio, alcune esternazioni, come quella sul preservativo, a qualcuno possono sembrare TERRIFICANTI E PERICOLOSISSIME STRONZATE.
Ma la parte più bella dell’invettiva del nostro buon Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano deve ancora arrivare: “Con ferma e concreta convinzione facciamo nostro l’appello alla riconciliazione genuina e disarmata cui la Lettera papale sollecita all’intera Chiesa”
Disarmata?
DISARMATA?
E nessuno in Italia che abbia fatto sentire la sua, di voce roboante, anche senza l’ausilio di Perrier?
Il fatto è che per il presidente della CEI è stato un duro colpo vedere il santo padre amareggiato per questi immotivati attacchi alla sua persona e alla sua sanità mentale. Qualcuno vocifera che, di ritorno dall’afosa Africa, per il dispiacere il pontefice abbia perfino saltato la sua lezione settimanale di salsa e merengue, e questo per l’arcivescovo metropolita di Genova (per gli amici U Metropolitan) è stato davvero troppo. Per questo ha concluso: “Ma “vorremmo anche dire, sommessamente e con energia che non accetteremo che il Papa sui media o altrove venga irriso e offeso…”.
Altrimenti?













