GP2 E G23

26 aprile 2014

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In queste ultime ore, in rete, è tutto un fiorire di commenti e critiche circa la canonizzazione di Papa GP2 – KW e Papa G23 – AGR, anche da parte di nostri amici o di persone che comunque stimiamo.
E altrettanti sono i lettori e i conoscenti che ci invitano ad esprimerci e dire qualcosa contro questa carnevalata che andrà in scena domani, in piazza San Pietro (e su Sky, anche in 3D… a proposito della difficoltà di riuscire a dire qualcosa di grottesco quando la realtà supera la più assurda fantasia…).
Ma noi non diremo una parola contro queste canonizzazioni.
E non tanto perché non ce ne importi una sega, cosa peraltro vera e scolpita nel marmo, ma perché riconosciamo alla Chiesa Cattolica il pieno diritto di nominare santo chi cazzo le pare.
Criticare la canonizzazione di questo o quel personaggio, adducendo come motivazione che era amico dei dittatori fascisti, che non ha fatto niente contro i pedofili, che appiccicava le caccole sotto il davanzale, che era tifoso del Pisa etc… vuol comunque dire accettare di ragionare secondo le loro regole e le loro logiche (o assenza di esse).
Vuol dire farsi dettare, ancora una volta, le regole da questi ridicoli gonnelloni.
Che valore ha, in una società mediamente evoluta e laica, la nomina di santo?
Più o meno la stessa di Stregone, Hobgoblin, Cavaliere dello Zodiaco, X-Men o Jedi.
Certo, un santo andrà sui calendari senza doversi spogliare, ma non ci sembra un grande privilegio. Certo, intorno a alla sua figura fioriranno attività commerciali, come intorno a Prezzemolo è fiorita Gardaland, ma nessuno ci obbliga ad andarci.
Contestare questa o quella nomina, dicendo: “No, quello era una carogna, non è giusto farlo santo” equivale a riconoscere ed accettare un mondo dove esistono santi, madonne che piangono, Padripii e chi più ne ha più ne metta.
Equivale ad accettare di giocare secondo le loro regole.
Ma noi quelle regole non le riconosciamo e non crediamo di essere anticlericali o anti niente, siamo solo persone ragionevoli.
Sono loro che sono anti qualcosa: antiragione, anticritica, antilogica, anticonoscenza, etc…
E finché stanno nel loro mondo di fantasia, nel loro gioco di ruolo, possono fare quello che vogliono, ci mancherebbe altro.
Noi non vogliamo semplicemente giocare, grazie.

Anche per questo, facciamo un nuovo Don Zauker.

 

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18 dicembre 2012

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“Silvio Berlusconi”.

Ecco, questa è l’ultima occasione in cui scriveremo questo nome o faremo riferimento alla sua persona.

A meno che non sia per comunicarne, non senza un brivido lungo la schiena, la cruenta sodomizzazione da parte di un gorilla di montagna, l’omicidio a colpi di cucchiaio per opera di un ginosaji la sua liquefazione in una pozza di sperma o la sua trasformazione in fecaloma a cura della fata Smemorina.

No, non siamo pagati da lui per il silenzio, non siamo neanche (non lo siamo mai stati) tra quelli che necessitano di un avversario in particolare per dare un senso alla propria opera, né tra quelli che hanno bisogno di attaccarlo per sperare di godere di un po’ della sua visibilità.

Potremmo dire che non lo nomineremo anche perché comunque egli trae potere dalla pubblicità, persino da quella negativa, e noi di potere vorremmo lasciargli solo quello di chiamare l’infermiera per farsi cambiare il pannolone; ma non è del tutto vero.

Non lo vorremmo nominare più perché sinceramente non ne abbiamo più voglia. Non abbiamo più voglia di giocare al gioco di commentare, sia in tono ironico che scandalizzato, l’ultima sua sparata, meschinità, offesa, stronzata, menzogna, provocazione o vigliaccata.

Son cose che si commentano da sole, da sempre, e alla lunga ci siamo rotti i coglioni.

Anche se il pubblico, conservatore come sempre, tende a premiare il tormentone e gode nel sentire le battute dei comici a riguardo, noi non ne possiamo più.

Certo, almeno con lui (e di lui) si può ridere un po’ in spensieratezza, al contrario dei cosiddetti tecnici che sono solo tanto tristi, vero?

Vero. Ma, come dice Antonio Rezza: “La spensieratezza è una piaga sociale”.

Il Cavaliere, Il Banana, Papi, lo Psiconano, B. con tutti gli altri titoli (alcuni, i migliori, irripetibili per evitare di incorrere in denunce penali) ormai appartiene al passato, su di lui è stato già detto tutto e quello che non è stato detto è stato dimostrato dai fatti.

La Storia lo ha liquidato, non esiste più.

Certo, c’è ancora qualcuno disposto a seguirlo nel baratro: nullità interessate al mantenimento del posto in Parlamento, qualche troiotta attirata dai lustrini come le mosche dalla merda, un discreto numero di falliti che, un po’ per riconoscenza un po’ per ricatto e un po’ elemosinare un posto in Parlamento o su Canale 5 continuano a difenderlo. Soprattutto c’è ancora qualche centinaio di migliaia d’italiani che lo seguono senza se e senza ma come i tarponi del pifferaio di Hamelin, e casomai è su loro che dovremmo tutti concentrarci. Ma il numero di obnubilati, lentamente e progressivamente, scema (verbo).

Dovremmo sopportare ancora una robusta razione dei suoi stomatopeti e delle sue licenze in un colpo di coda che lo vedrà invadere tutti i palinsensti possibili per risalire nei sondaggi. E purtroppo ci riuscirà, in qualche misura.

Ma, nel confronto con il recente passato, è destinato a fare ciao ciao con la manina alle folle oceaniche di comparse plaudenti. E non perché gl’italiani siano diventati più intelligenti, attenti o preparati, sia chiaro, ma semplicemente perché non va più di moda.

È passato, superato, non usa più. Dovrebbe reinventare qualcosa di nuovo ma, ahilui (e buon per noi) è talmente vecchio e ottuso che uno sforzo simile rischierebbe di produrre solamente una bel rigonfiamento nei pantaloni. Nella parte di dietro, dei pantaloni.

Fanno pena quanti ancora si aggrappano alla sua giacca, e al suo portafogli e alle sue aziende, nella speranza di un posto al sole nell’immediato futuro elettorale, ma fanno ancora più pena quanti cercano di conferirgli nuovamente un’aura da avversario credibile perché non hanno argomenti migliori per convincere elettori, lettori, spettatori e fan su Facebook. A loro, tutti loro, nessuno escluso, vada il nostro compassionevole disprezzo.

 

 

Naturalmente questo post perderà ogni valore nel caso venga nuovamente nominato Presidente del Consiglio.

Ma non è un problema che ci riguarda, perché in quel caso stiamo organizzando un bel suicidio di massa.

 

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Haiku n.59

20 gennaio 2011

CHI SPALERA’?

un’alluvione:
fiumi di melma dai
Ruby(mi)netti

(Santrine)

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365 Papi.

1 gennaio 2011

Che anno sarà il 2011?

SAPPIAMOUNCAZZONOI!

Ma, senza essere indovini, senza consultare gli astri, i frati scazzoni, i maghi frustoni, i Maya e Nostradamus, possiamo prevedere che sarà un anno di merda, come il 2010.

Per questo vogliamo regalarvi un nuovo calendario con 12 splendide immagini e 365 perle dei due Papi putativi di questo nostro amato Paese.

Scaricatelo gratis e diffondetelo più che potete.

Buon anno, stronzoli.

Daniele – Emiliano – Lopo

Scarica il Calendario Papi 2011


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Haiku n.11

4 giugno 2010

Letizia non Casta

fiore di beltà?
perla del gineceo?
Noemi. Gnotta.

(Santrine)

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Papi

12 luglio 2009

papi

Dopo la grande festa del G8 l’estate mondana del nostro Caro Leader si anima di mille altri eccitanti incontri e mirabolanti iniziative.

Innanzitutto il Bel Silvio ha annunciato di voler prendere casa a L’Aquila, e questa senza ombra di dubbio è una decisione che, anche se presa con evidente ritardo, non può che farci piacere e riempire il cuore di una rinnovata speranza.

Ma l’evento clou dell’estate 2009 rischia, con nostro grande rammarico, di saltare.

Il Santo Padre, infatti, sembra non volerne sapere di incontrare il Luminoso Premier per un colloquio privato.

Anche il giornale dei vescovi si è dichiarato fermamente contrario a che questo rendez-vous abbia luogo.

E questo ci rattrista e ci lascia perplessi.

Perplessi dal fatto che anche un’istituzione ferocemente reazionaria, oscurantista e capitalista come Santa Romana Chiesa si sia adagiata sulle vergognose posizioni di certa stampa di sinistra, che descrive il Fascinoso Premier come un anziano puttaniere, interessato solo ai propri affari e in culo alle leggi dello Stato e della Costituzione della Repubblica.

Un’istituzione come la Chiesa Cattolica, sempre pronta a stringersi attorno ai peggiori dittatori fascisti, un’istituzione che non ha mai aperto bocca quando sono state varate leggi vergognose ad personam e con forti dubbi di incostituzionalità e neanche quando esponenti di partiti cattolici si sono dimostrati collusi con la mafia, si permette adesso di criticare l’Esuberante Primo Ministro solo per il fatto che ama passare il suo tempo libero in compagnia di avvenenti budelli.

E con quale sospetta puntualità, poi!

Sarebbe bastato aspettare qualche mese e le stesse signorine sarebbero diventate, con ogni probabilità, deputate, senatrici o addirittura Ministre della Repubblica.

E allora non ci sarebbe stato più niente da criticare, no?

Eh, no, qui c’è evidentemente della malafede e questo noi non possiamo accettarlo!

Né tantomeno lo può accettare lo staff del nostro Sincero Premier che si è detto sì dispiaciuto del fatto che non sia possibile avere un incontro con il Santo Padre, ma ha anche tenuto a precisare che tutti i precedenti incontri tra i due sono sempre avvenuti alla presenza dei genitori del sig. Ratzinger e si sono sempre svolti in un clima di cordialità, con il nostro Amabile Leader amava farsi chiamare Papi, mentre il sig. Ratzinger preferiva farsi chiamare Papa, passando il tempo a cantare al karaoke le canzoni di Apicella o della colonna sonora di “Tommy”, che il Vicario di Cristo conosce a menadito.

A riprova dei buoni rapporti tra i due, il nostro Lodevole Premier, durante il loro ultimo incontro, ha generosamente donato al Santo Padre, sig. Ratzinger, una collana con un ciondolo d’oro che il nostro vezzosetto pontefice ci mostra in esclusiva per i nostri lettori.

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Ci auguriamo che la Santa Sede torni sui suoi passi in modo che questo incredibile incontro di anime possa avvenire quanto prima, magari nella quiete di un paesino di montagna come, ad esempio, San Carlos de Bariloche.

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Puttanate.

6 luglio 2009

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L’estate si presenta tradizionalmente come la stagione vacanziera e del divertimento, quella in cui ci si abbandona al benessere, al relax e allo svago con gli amici. Purtroppo però è anche quella con il più alto tasso di disgrazie, che si palesano nell’ampio ventaglio di incidenti stradali, malori sotto il sole, affogamenti, frane, bestie di merda, suocere e via discorrendo. Fra tutte, forse la peggiore avviene quando, frugando fra una borsa frigo e un materassino gonfiabile, capiti in mano il terrificante, spaventevole, temutisssssimo SETTIMANALE DI GOSSIP.

E così – nostro malgrado – siamo venuti a sapere che in questi giorni il principale organo di informazione del governo, il settimanale “CHI”, ha lanciato un interessante sondaggio.

In mezzo a decine di pagine dedicate a tegami (ora si dice escort, ma sempre tegami sono) più o meno illustri, a future parlamentari o ministre della Repubblica, ai soliti fascisti e ai consueti quattro finocchi di regime, senza contare, in chiusura, la rubrica della posta tenuta da Carlo Rossella e dall’eloquente titolo di “Signora mia”, ebbene abbiamo scovato ben quattro pagine dedicate ad un tema di scottante attualità. Un tema che tiene col fiato sospeso milioni di italiani e, in particolar modo, migliaia di abruzzesi.

Da chi si farà accompagnare alle cerimonie e alle cene del prossimo G8, in nostro caro leader Silvio?

La risposta più immediata è anche la più improbabile, in quanto la signora Rosa è prematuramente scomparsa nel 2008.

Accantonata per ovvie ragioni questa ipotesi, viene da chiedersi quale fortunata avrà l’onore di far compagnia (dietro lauto compenso, come sempre) al nostro amato premier e di sedersi al suo fianco allo stesso tavolo con Obama, Sarkozy, Brown, Merkel e rispettive metà.

C’è fortissimo il rischio che si verifichi uno degli archetipi letterari più antichi e al contempo affascinanti: quello dell’uomo che accumula ricchezze e potere smisurati, e giunto all’apice si brucia tutto in troie e scandali. Ma noi siamo sicuri che il nostro anziano giovanottino farà di tutto per non fare la figura del vecchio puttaniere imbottito di pillole che si ritrova da solo, a settant’anni passati, per aver speso tutto il suo tempo (e i suoi soldi) in farde, night club e sale Snai.

Ed ecco allora il fedele amico tunisino, Tarek Ben Ammar, che propone una serie di nomi di donne che non sfigurerebbero accanto al bel Silvio.

Si comincia con Carolina di Monaco, passando a Sharon Stone, Afef, Simona Ventura, Monica Bellucci, Rossella e tante altre.

La scelta viene poi lasciata ai lettori, i quali hanno decretato che la più indicata a stare al fianco del nostro giovanile premier è l’italianissima Monica Bellucci.

Ora, a parte che, con ogni probabilità, Monica Bellucci si sottoporrebbe all’infibulazione piuttosto che farsi anche solo sfiorare dal nostro agguerrito condottiero, a noi sembra che all’elenco proposto dal solerte Ben Ammar mancasse una candidata d’eccellenza.

LEI.

lorena

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Party con Papi!

7 maggio 2009

papi

Per il compleanno di tua figlia, pensa che bella festa con Papi!

Immagina un’atmosfera di luci brillanti, jingles orecchiabili, voci festose, canzoni di Apicella e la compagnia di tutti gli amici di Papi a sua disposizione (quelli non condannati all’ergastolo per associazione mafiosa) oltre a tante cose mosce, tutte da gustare!

Alle nostre feste di compleanno le bambine si divertono moltissimo e ancora di più quando c’è Papi!

Papi fa divertire le bambine facendole giocare alla Ministra delle Pari Opportunità, ma non è tutto!

Contribuisce anche alla loro educazione, trasmettendo, oltre a fluidi corporei di varia natura, anche numerosi messaggi positivi che si capiscono facile facile e favori ai genitori.

Papi è ormai conosciuto da grandi e piccini e tutti sanno che non è un personaggio di fantasia, ma esiste veramente, anche se all’estero si stenta ancora a crederlo possibile!

Papi è simpatico, divertente, allegro, ottimista. Quando c’è lui, le bambine sorridono e interagiscono con una persona che sa parlare (esclusivamente) il loro linguaggio.

E poi Papi insegna tante cose importanti, per questo le bambine si affezionano a lui.

Mentre le stupisce con i suoi famosi giochi di prestigio (ègrosso/èpiccino; ègrosso/èpiccino) le educa all’obbedienza, alla condiscendenza e alla pecorina.

Dai, vieni a festeggiare il compleanno di tua figlia, con Papi!

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