Alla nostra sinistra.

19 aprile 2013

PD

Non partito coraggioso, non partito progressista, ma partito antico
in nazione morente, in nazione europea:
e cosa sei? Rifugio di burocrati, raccomandati, supponenti,
governanti tristi pavidi e ignavi, prefetti codini,
cantanti attori e comici unti di brillantina con la pancia piena,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una commedia banale, un sudario!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case del popolo scrostate ormai come chiese.
Se mai tu sei esistito, ora non esisti,
Se mai fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei moderato, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo nostro bel mare, libera il mondo.

 

P.S. Chiediamo umilmente scusa a Pasolini.

 

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Non scendo.

8 marzo 2012

“Negli anni ’49, ’50 i cortei erano cose serie. Allora non c’erano le orchestrine: c’era gente che scendeva in piazza arrabbiata perché reclamava la terra e il lavoro. E poi in parlamento  i partiti di sinistra cercavano di tradurre politicamente tutta quella energia popolare per ottenere risualti concreti, avanzamenti tangibili delle condizioni materiali delle classi che rappresentavano.”

Così parlava Mario Monicelli, in una meravigliosa intervista di pochi anni fa.

Ma erano altri tempi.

Oggi non pretendiamo neanche più degli avanzamenti tangibili delle condizioni di vita e di lavoro, ci basterebbe non dover tornare indietro, ecco.

Ma oggi abbiamo il PD.

Il PD che non scende in piazza né con i metalmeccanici, né con i No-Tav, come non è mai sceso in piazza in molte altre occasioni.

Ecco, se un partito di sinistra, il più grande partito di sinistra, prende sempre le distanze, si chiama sempre fuori per paura di chissà che cosa, di fronte alle innumerevoli manifestazioni di scontento che ci sono state nel Paese in tutti questi anni,  diventa più inutile di un libro di Veltroni.

Quindi, la domanda che ci facciamo, seriamente, è questa: a cosa serve il PD?

Il PD serve a…

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Della maturità.

11 dicembre 2010


Crescere, a volte, vuol dire anche prender coscienza di alcune cose, per lo più spiacevoli, ed imparare ad accettarle o a chiamarle con il loro nome.

Babbo Natale non esiste, per esempio.

Tantomeno Dio.

Neanche la Befana esiste. Quella brutta vecchiaccia che vi pare di ricordare mettesse i suoi doni in una calza, quando eravate bambini, era vostra madre. Con rispetto parlando.

L’oroscopo è una cazzata. Sì, anche certe caratteristiche caratteriali dei vari segni lo sono. Basta, smettetela con queste minchiate, siamo nel 2010, cazzo. No, non vogliamo sentire altro, ora ci tappiamo le orecchie… blablablablabla… lallallallallallallà… parlate, parlate, tanto non sentiamo.

Il Governo non cadrà.

Ma davvero credete che una banda di sguatteri, che ha sempre seguito fedelmente il capo in tutti questi anni, che ne ha sempre sostenuto le più vergognose leggi e sortite, improvvisamente si sia ravveduta e senta il dovere di battersi per la legalità? Dai, siamo grandi, ormai, e crescere, a volte, vuol dire anche prender coscienza di alcune cose, per lo più etc… etc…

Quindi, di fronte a una manica di inetti senza qualità e senza ideali, altrimenti destinati al massimo alla carica di parcheggiatori abusivi, e invece sollevati da una vita di favoritismi, leccate di culo, piccoli traffici e prepotenze in modo da poter campare di rendita in parlamento con l’unico interesse di restarci il più possibile; ebbene credete che questa manica di inetti sia così difficile da comprare, corrompere, ricattare?

(Eppure abbiamo sperimentato Mastella, e non trent’anni fa).

Ma davvero sperate che il Partito Democratico possa costituire un’alternativa a questa maggioranza?

Ma davvero lo spettacolo offerto in questi mesi (in questi anni) dalla nostra classe politica, compreso la chiusura di Montecitorio per la campagna acquisti di questi giorni, non vi fa schifo?

E basta, dai, a quest’ora dovremmo essere cresciuti abbastanza. Almeno per chiamare le cose con il loro nome.

Per esempio: l’Italia, senza se e senza ma, è diventato ma un bel Paese di merda, lascia fare.

Madonna put#§**#na.

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Haiku n.52

16 novembre 2010

IL FUTURO PD

e finalmente
torna quello che era:
una bestemmia

(Santrine)

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