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Haiku n.150

28 novembre 2012

SINDACQUO

Renzi bagnato
è Renzi fortunato.
L’Italia teme.

(Le 3 fie)

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Haiku n.149

27 novembre 2012

GIUSTIFICAZIONI DI TURNO

Quelle di Elio
in “Servi della Gleba”
non s’accettano.

(Le 3 fie)

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I Sacrificabili

12 novembre 2012

Dopo questa, perché non questa?

Tanto, figura di merda più, figura di merda meno… diamo il via ad una gara di format, no?

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F4

6 giugno 2012

L’altra sera, come tutti i lunedì, il buon Mentana ci ha ammorbato con l’ennesimo sondaggio per dare un’idea di cosa succederebbe se si votasse oggi.

Peccato che non si voti oggi, né domani ma solo quando il PD avrà dato modo al PDL di riprendersi e di tornare forte come un tempo.

Perché nei duelli d’onore la lealtà è tutto.

Comunque…

A parte il fatto che non sappiamo spiegarci come, da una settimana all’altra, possano cambiare così tanto gli orientamenti di voto. Come se uno cambiasse idea tutte le settimane, in base… boh?… al meteo, alle quotazioni Snai o ai discorsi del papa (sì, questo avviene davvero, purtroppo).

Ma quello che ci colpisce è un altro aspetto del sondaggio.

Dalla fine del Governo Berlusconi, il PDL non ha fatto altro che calare clamorosamente al punto che adesso è al 18% e sembra dover scendere ancora.

Ecco, alla luce di tutto ciò, noi ci chiediamo: ma cos’avranno fatto mai di tanto schifoso, che non abbiamo già fatto prima, da quando non sono più al governo, per far allontanare così tanti dei loro elettori?

Davvero, davanti a queste considerazioni rimaniamo basiti.

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Non scendo.

8 marzo 2012

“Negli anni ’49, ’50 i cortei erano cose serie. Allora non c’erano le orchestrine: c’era gente che scendeva in piazza arrabbiata perché reclamava la terra e il lavoro. E poi in parlamento  i partiti di sinistra cercavano di tradurre politicamente tutta quella energia popolare per ottenere risualti concreti, avanzamenti tangibili delle condizioni materiali delle classi che rappresentavano.”

Così parlava Mario Monicelli, in una meravigliosa intervista di pochi anni fa.

Ma erano altri tempi.

Oggi non pretendiamo neanche più degli avanzamenti tangibili delle condizioni di vita e di lavoro, ci basterebbe non dover tornare indietro, ecco.

Ma oggi abbiamo il PD.

Il PD che non scende in piazza né con i metalmeccanici, né con i No-Tav, come non è mai sceso in piazza in molte altre occasioni.

Ecco, se un partito di sinistra, il più grande partito di sinistra, prende sempre le distanze, si chiama sempre fuori per paura di chissà che cosa, di fronte alle innumerevoli manifestazioni di scontento che ci sono state nel Paese in tutti questi anni,  diventa più inutile di un libro di Veltroni.

Quindi, la domanda che ci facciamo, seriamente, è questa: a cosa serve il PD?

Il PD serve a…

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Haiku n.130

1 febbraio 2012

LA L DI LUSI

ciò che mancava
per trasformare pd
in pidielle

(Santrine)

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Haiku n.97

27 luglio 2011

FANGO SUL PD

probabilmente
basta sputarci sopra
e prende vita

(Santrine)

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Haiku n.94

6 luglio 2011

PERCHE’ LE TENIAMO

con le province
ci si può comportare
da provinciali

(Santrine)

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Fatevi avanti…

13 giugno 2011

A tutti quelli che hanno deriso i comitati promotori.

A tutti quelli che hanno osteggiato i referendum fin dall’inizio.

A tutti quelli che li hanno cavalcati solo dopo, man mano che il consenso cresceva.

A tutti quelli che non li hanno voluti accorpare alle elezioni amministrative, facendo sprecare milioni di euro.

A tutti quelli che si sono affrettati a varare (e votare) un decreto omnibus per invalidare il referendum.

A tutti quelli che non hanno informato sui quesiti, sulle date e sugli orari.

A tutti quelli che hanno suggerito di andare al mare.

A tutti quelli che hanno cercato di depotenziare i quesiti su acqua e nucleare.

A tutti quei TG che hanno sbagliato le date dei referendum durante i loro servizi.

A tutti quei TG che non hanno mostrato il Presidente della Repubblica (non Jimmy il Fenomeno) che andava a votare.

A tutti quei rappresentanti delle istituzioni che hanno detto che il quorum era stato raggiunto ben prima della chiusura delle urne, per dissuadere i ritardatari ad andare a votare.

A tutti quei rappresentanti delle istituzioni che si sono vantati del fatto che non sarebbero andati a votare.

A tutti quelli che hanno sempre detto che non sarebbero andati perché tanto il quorum non sarebbe mai stato raggiunto.

A tutti quelli che hanno sempre detto che non sarebbero andati a votare, perché tanto il quorum sarebbe stato raggiunto lo stesso.

A tutti quei “professori” che si sono affannati in televisione a raccontare cazzate sul fatto che le centrali nucleari non provocano morti.

A tutti quelli che hanno cercato di convincerci che privatizzare, dando l’acqua in pasto a sciacalli che cercano solo il profitto, sarebbe stata la soluzione per i disservizi pubblici.

A tutti quelli che pensano che il Presidente del Consiglio – chiunque sia – possa essere immune dalla legge.

A tutti quelli che si sono autodefiniti Responsabili.

A tutti quelli che si sono venduti per un posto di sottosegretario.

A tutti quelli che, in barba alla volontà e ai movimenti popolari, hanno sempre cercato alleanze di comodo.

A tutti quelli che sono da 15 anni al Governo ma parlano come se fossero all’opposizione.

A tutti quelli che abbaiano e poi corrono sempre scondinzolanti in soccorso del padrone.

 

Signori, per favore, INIZIATE PURE A PUPPARCI LA FAVA!

Dopo, ma solo dopo, potete anche andare a pigliarvelo nel culo!

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Latorre di guardia.

30 maggio 2011

Il senatore e vice capogruppo del PD al Senato,  Nicola Latorre, ospite di Mentana su La7, ha appena pronunciato queste parole: “Dal voto emerge un segnale di cambiamento che non può più essere affidato a giochi di Palazzo!”

Sì, è lo stesso Nicola Latorre che fu sorpreso, sempre ospite di La7, a passare un pizzino contenente suggerimenti in aiuto di un imbarazzato Italo Bocchino (quando era ancora orgoglioso vice capogruppo del PDL, alla Camera) messo in difficoltà dalle domande di Massimo Donadi, capogruppo dell’ IDV alla Camera e quindi, in teoria, alleato di Latorre.

Ecco, secondo Latorre il voto di questi giorni sta a significare “la richiesta di un segnale di cambiamento che non può essere affidato a giochi di Palazzo.”

Secondo noi invece sta a significare che lui e tutti quelli come lui dovrebbero finalmente levarsi dai coglioni!

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