Banana Republic

30 aprile 2014

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Dopo che centinaia di sportivi e personalità pubbliche in tutto il mondo hanno mangiato una banana per solidarizzare con il calciatore Dani Alves, contro il razzismo, ieri centinaia di fascisti e personalità pubbliche hanno applaudito per solidarizzare con gli assassini di Federico Aldrovandi, contro la giustizia.

Siamo davvero un grande Paese.

 

 

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Sentenza

3 agosto 2013

Sentenza

No, non commentiamo la sentenza Mediaset, né le reazioni eversive e grottesche di Berlusconi e della sua muta di botoli ringhiosi. Siamo francamente esausti anche solo a sentir parlare da vent’anni dello stesso criminale – si può dire tranquillamente, ora, vero? Bene, lo si faccia ad ogni occasione, per favore – e per di più senza il benché minimo cambiamento nelle argomentazioni.

Si commenta da sé il video, allo stesso tempo patetico e agghiacciante, dell’esercito di Silvio che esulta senza aver capito un cazzo, proprio come ci si aspetta da un gruppo di cercopitechi che si proclama, appunto, esercito di Silvio.

Che tutto quello che si autodefiniva il centrodestra italiano fosse in gran parte un’associazione di vili affaristi, razzisti ottenebrati, ignoranti raccomandati, squallidi servi, patetici fascisti e chi più ne ha, più ne metta, al servizio di un delinquente con le loro stesse qualità, il cui unico scopo in tutti questi anni era esclusivamente quello di arricchirsi ai danni dell’Italia ed evitare il carcere, usando per questo qualsiasi mezzo senza nessuno scrupolo, lo abbiamo sempre pensato, scritto, detto, sostenuto, ribadito, urlato e motivato.

Siete voi, amici (amici una sega) democratici, che avete sempre fatto finta di niente. Siete voi che avete accolto nelle vostre file altri vili affaristi, razzisti ottenebrati, ignoranti raccomandati, etc… etc… dalle sorprendenti affinità con i presunti avversari politici, ammantandovi però di un’aura da primini della classe del tutto immotivata e ipocrita. Stiamo facendo di tutta l’erba un fascio? No di certo. Ma la questione del banditismo dall’una e dall’altra parte è stata solo una questione di proporzioni: grave da una parte, surreale dall’altra. Sarà per questo che avete aiutato questo spacconcello brianzolo nei momenti difficili, avete fatto di tutto per farlo tornare quando era finito, avete riconosciuto a questo branco di sciacalli della democrazia una dignità da “rispettabile forza politica” e, alla fine, insieme a loro, avete votato il Presidente della Repubblica e fatto un Governo a dir poco terrificante.

Quindi adesso, per favore, se avete un briciolo di dignità: il politicamente corretto ficcatevelo ner culo.

Ma siete bravi a confondere le acque. Perfino Il Financial Times prende (o finge di prendere) un abbaglio clamoroso nello scrivere “i tempi sono maturi per l’emergere di un partito di destra che sia pronto a liberarsi del frenetico populismo di Berlusconi per abbracciare il liberismo economico. Dopo anni di inefficace protagonismo, l’Italia ne beneficerebbe molto”. È del tutto evidente che il partito di destra che abbracci il liberismo economico c’è già, e si chiama PD.

Quello che manca, ormai da anni, è un’alternativa credibile.

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Differenziamoci

12 agosto 2012

A chi, come noi, capita di frequentare spesso e volentieri le scogliere a sud di Livorno può succedere di imbattersi in diversi sacchetti di rifiuti, bric di Estathé, bottigliette di plastica, fazzoletti di carta, cicche e pacchetti di sigarette, bottiglie di birra e/o vino, abbandonate sugli scogli stessi, pazientemente incastonate nelle insenature o lasciate nella vegetazione lungo le discese che portano al mare.

E tutto questo nonostante tutto il litorale sia disseminato di bidoni dell’immondizia e cassonetti, posti proprio in corrispondenza di dette discese.

Ad un osservatore malizioso o a qualcuno che non abbia una vasta conoscenza della psicologia del popolo livornese, potrebbe sembrare che la popolazione labronica sia composta, in gran parte, da stupidi pezzi di merda, figli di puttana, menefreghisti e ignoranti, che pensano di essere dei ribelli a fare il cazzo che gli pare mentre invece sono solo degli inutili stronzi viziati e teste di cazzo.

Ma le cose non stanno così.

No, la colpa è, come sempre, senz’altro della politica, anzi, della Casta, come dicono i rivoluzionari da Facebook e, in particolar modo, del Comune che non ha saputo informare e sensibilizzare la cittadinanza circa i metodi e i criteri della raccolta differenziata.

Ed ecco che, non sapendo dove collocare le varie tipologie di rifiuti, i nostri amati concittadini vanno in confusione e preferiscono lasciarli in giro, piuttosto che sbagliare contenitore e magari inccorrere in una sanzione o, che so, una presa per il culo.

Per questo ci sentiamo in dovere di proporre questo prontuario illustrato a una corretta differenziazione e smaltimento dei rifiuti.

Un aiuto alla cittadinanza e un servizio civile che speriamo venga divulgato il più possibile per educare e sensibilizzare quei pochi che ancora non sapessero come comportarsi.

Altri suggerimenti riguardano le numerose cicche, che vi invitiamo a spegnervi sui coglioni e lasciare nel costume, fino a quando, di ritorno a casa vostra, potrete comodamente collocarle insieme alle ceneri di qualche vostro caro estinto; così come i sacchetti di spazzatura, che vi suggeriamo di portare a vostro padre, a battere sull’Aurelia vestito da brasiliana, che lo smaltirà bruciandolo nel bidone termovalorizzatore, che tiene sempre acceso per riscaldarsi e attirare i militari di Camp Darby.

Unisciti a noi e aiutaci a tenere Livorno pulita. O anche solo un po’ meno merdosa, via…

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Prendi e porta in Serbia!

6 gennaio 2012

Il nostro contributo alla campagna.

E i nostri auguri alle operaie della Omsa di Faenza, licenziate via fax per poter trasferire gli stabilimenti in Serbia.

***

AVVERTENZA: Il terzo episodio di Mircone, previsto su Il Male attualmente in edicola, verrà invece pubblicato sul prossimo numero, in uscita venerdì 13 (!) gennajo.

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Difesa del Territorio

8 aprile 2011

Villa Morazzana, il luogo in cui la Regione Toscana ha deciso di alloggiare temporaneamente alcuni tunisini provenienti da Lampedusa, si trova a circa 200 metri da casa di Paguri A.

Domenica scorsa, camminando in giro con il cane (il mio e quello di Gesù. Sì, faccio il dogsitter per divinità) sono stato avvicinato da una macchina. Dal finestrino, un cronista di una tv locale mi ha chiesto se abitassi nei paraggi e se fossi a conoscenza del fatto che, a breve, a Villa Morazzana sarebbero arrivati un bel po’ di extracomunitari.

Io ho risposto, laconicamente e testualmente, che non ne sapevo una sega.

Mi ha chiesto comunque cosa ne pensassi e gli ho replicato che da qualche parte dovranno pur andare.

Ha chiuso il finestrino e se ne è andato.

Forse aveva fretta, forse non ero pettinato adeguatamente o forse, maliziosamente, viene da pensare che possa esser rimasto deluso e sconcertato dall’assenza di polemiche.

La mia è malizia, in realtà non lo so, davvero.

Però nella zona, una zona residenziale fatta di villette popolate per lo più da famiglie e persone anziane, nessuno ha aperto bocca. Nessuno ha protestato, nessuno ha messo striscioni, nessuno si è riunito in comitati e soprattutto nessun pezzo di merda vigliacco ha danneggiato le strutture deputate all’accoglienza imbrattandole con scritte idiote.

Forse qualcuno non sarà rimasto contento, ma nessuno ha strumentalizzato la cosa. Ecco, di questo non si è parlato sui mezzi di informazione.

E a pensarci bene si capisce il perché.

Questa dovrebbe essere la normalità e la normalità non fa notizia.

Ma ci viene da pensare che i motivi per cui nessuno ha sottolineato la cosa siano in realtà diversi.

Ci viene da pensare che non se ne sia parlato perché non c’è modo di sfruttare la cosa creando, cavalcando e spettacolarizzando il malcontento.

Ci viene da pensare che le feste e i sorrisi con i quali le navi cariche di immigrati sono state accolte all’attracco nel porto di Livorno facciano molto meno rumore delle urla e dei fischi di altra gente, in altri luoghi.

Ci viene da pensare che, forse, nonostante MIRIADI di cose negative, siamo fortunati ad essere nati in questa città plebea.

E cercare di mantenerci aperti, tolleranti, accoglienti e cazzoni è il nostro modo di difendere il territorio dalla barbarie dilagante.

 

P.S. Quando stigmatizziamo la formazione di comitati anti-migranti etc… non parliamo certo dei lampedusani che, al contrario, hanno tutto il nostro rispetto avendo fatto moltissimo in una situazione oggettivamente di merda.

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Della maturità.

11 dicembre 2010


Crescere, a volte, vuol dire anche prender coscienza di alcune cose, per lo più spiacevoli, ed imparare ad accettarle o a chiamarle con il loro nome.

Babbo Natale non esiste, per esempio.

Tantomeno Dio.

Neanche la Befana esiste. Quella brutta vecchiaccia che vi pare di ricordare mettesse i suoi doni in una calza, quando eravate bambini, era vostra madre. Con rispetto parlando.

L’oroscopo è una cazzata. Sì, anche certe caratteristiche caratteriali dei vari segni lo sono. Basta, smettetela con queste minchiate, siamo nel 2010, cazzo. No, non vogliamo sentire altro, ora ci tappiamo le orecchie… blablablablabla… lallallallallallallà… parlate, parlate, tanto non sentiamo.

Il Governo non cadrà.

Ma davvero credete che una banda di sguatteri, che ha sempre seguito fedelmente il capo in tutti questi anni, che ne ha sempre sostenuto le più vergognose leggi e sortite, improvvisamente si sia ravveduta e senta il dovere di battersi per la legalità? Dai, siamo grandi, ormai, e crescere, a volte, vuol dire anche prender coscienza di alcune cose, per lo più etc… etc…

Quindi, di fronte a una manica di inetti senza qualità e senza ideali, altrimenti destinati al massimo alla carica di parcheggiatori abusivi, e invece sollevati da una vita di favoritismi, leccate di culo, piccoli traffici e prepotenze in modo da poter campare di rendita in parlamento con l’unico interesse di restarci il più possibile; ebbene credete che questa manica di inetti sia così difficile da comprare, corrompere, ricattare?

(Eppure abbiamo sperimentato Mastella, e non trent’anni fa).

Ma davvero sperate che il Partito Democratico possa costituire un’alternativa a questa maggioranza?

Ma davvero lo spettacolo offerto in questi mesi (in questi anni) dalla nostra classe politica, compreso la chiusura di Montecitorio per la campagna acquisti di questi giorni, non vi fa schifo?

E basta, dai, a quest’ora dovremmo essere cresciuti abbastanza. Almeno per chiamare le cose con il loro nome.

Per esempio: l’Italia, senza se e senza ma, è diventato ma un bel Paese di merda, lascia fare.

Madonna put#§**#na.

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Scelte obbligate.

6 ottobre 2010

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