PUM!

15 ottobre 2011

Non c’è niente da fare: noi italiani siamo i più forti del pianeta.

E’ inutile che si gridi all’Apocalisse: è da circa un ventennio che la crisi globale mangia il nostro tenore di vita e che il neoliberismo s’inchiappetta uno a uno i diritti umani e dei lavoratori conquistati in un secolo e passa di lotte, e noi siamo sempre qui, ben saldi. Sì, dicono che fra le vittime siamo fra quelli messi peggio, ma nonostante ciò continuiamo a essere una delle prime 7-8 potenze economiche modiali (nel computo dev’essere incluso, giocoforza, anche il fatturato della ‘Ndrangheta).

Oggi.

Oggi, specialmente dall’estero ci osservano come animali rari e ci sembra di vederli che si guardano fra loro, sudati, increduli: “Ma come cazzo fanno?”. Chi guida il treno Italia – un regionale del 1861 – è una serie di compagini a frattale, che non sembrano minimamente intenzionate a interrompere le proprie divisioni interne e gli scismi che danno vita a compagini nuove e sempre più piccole, benché determinanti. Questo è disdicevole, perché mina seriamente la nostra immagine al di là dei confini nazionali; l’immagine di un’allegra brigata di cazzoni divertenti, allegri e dal grande cuore, uniti dai medesimi sacri, incrollabili valori: la famiglia, la Chiesa, l’evasione fiscale, Cassano, il cellulare, gli spaghetti, il digitale terrestre, le sopracciglia depilate.

Quello che occorre, e al più presto, è ripensare il nostro sistema di Governo, o perlomeno le alleanze che uniscono sensibilità diverse. Bisogna urgentemente trovarne una che raccolga il maggior numero di parlamentari per un governo di larghe intese, fuori dalle vecchie logiche stantie e solida a tal punto da garantirci la stabilità per molti, molti anni.

E’ qui che vorremmo umilmente dare il nostro contributo intellettuale. Proponiamo, oggi, la fondazione del PUM, il Partito degli Uomini di Merda.

Nel PUM, per statuto, dovranno trovare posto solo ed esclusivamente gli scarti non già della politica, quanto piuttosto della società. Al PUM approderanno i leccaculo nel DNA, i traditori, le bandieruole, quelli a libro paga, i ricattatori, gli accumulatori di ricchezze personali a scapito del bene pubblico, gli arroganti ma imbecilli e ignoranti come culi di carogne di cani, i collezionatori di fallimenti tuttavia abbarbicati al loro posto, quelli che dovevano andare in Africa, le scimmie urlatrici, i senzapalle interessati.

Nel PUM dovranno per forza di cose riconoscersi la maggioranza degli italiani che, invece di votare ogni volta per qualche lista impresentabile solo per tifo calcistico (al solo scopo di non far vincere gli avversari per evitare di essere presi per il culo la mattina dopo, al bar), potranno far confluire i loro voti in un’unica, grande lista. Una lista che racchiuda tutti i valori che vogliamo vedere rappresentati in Parlamento e che sapranno portarci sulla strade delle riforme (che non vuol dire un cazzo, ma ogni discorso politico deve obbligatoriamente chiudersi con “sulla strada delle riforme”).

A questo punto, prima di partire, ci manca solo uno slogan vincente.

Ma siccome siamo ancora, purtroppo, in democrazia, vorremmo chiedere l’aiuto di tutti i nostri lettori (e futuri elettori) per trovare lo slogan del PUM in tempo per la prossima campagna elettorale.

PUM! ché siamo tantissimi…

PUM! Uomini di Merda, per un futuro migliore.

PUM! l’Italia siamo noi.

PUM! Uomini di Merda, ma moderati nel cuore.

PUM! Dalla tradizione, la forza del futuro.

Altre proposte?

 

 

 

Share

17 Commenti »

API

5 agosto 2010

E così il buon Caliendo non è stato sfiduciato.

Grazie ai cosiddetti finiani, che si sono astenuti.

D’altra parte, da chi fino a ieri è stato parte integrante e protagonista di tutti i governi Berlusconi non c’era certo da aspettarsi qualcosa di diverso.

Grazie anche allUDC, che si è astenuto.

Vabbè, l’UDC. C’è ancora qualcuno che ha voglia di spendere parole sull’UDC? Dai, su.

Ma – e qui vogliamo posare la nostra attenzione – anche grazie all’astensione di quei giuggioloni dell’API di Francesco Rutelli.

Cioè, grazie all’astensione del partiticchio di quello che era stato scelto come candidato premier per il centrosinistra, nelle elezioni del 2001. Quello che per tre anni ha tirato la carretta, mangiando pane e cicoria, ma soprattutto rompendo parecchio, ma parecchio i coglioni!

Bene, ora che ha potuto fondare il suo movimento con tanto di inno ufficiale, il mite Cicoria, alla prima occasione, ha potuto portare il suo aiuto all’amico Silvio. Sperando che questo un giorno ricambi, magari prendendolo con sé.

Magari…

Share

17 Commenti »

L’isola che non c’è.

3 maggio 2010

La Sardegna affonda.

E questo nonostante il governatore Cappellacci – figlio di un commercialista di Berlusconi e da Berlusconi fortemente voluto alla guida della regione – abbia mantenuto la sua promessa di abolire la tassa sul lusso voluta dal precedente governatore Soru.

Ma, si sa, c’è stata la crisi mondiale, il crac della Lehman Brothers, l’undici settembre, le gufate dei Maya, il vulcano islandese, i mondiali di calcio, le profezie di Nostradamus, il blocco del traffico, i moti carbonari, calciopoli, il terremoto in Abruzzo, i processi del premier, Avatar e, per di più, domenica ha messo pioggia.

Sinceramente, in queste condizioni, più di così, cosa avrebbero potuto fare?

Sì, oddio, forse qualcosa, a pensarci bene, qualcosa verrebbe in mente, però non sarebbe carino scriverlo, ecco.

Tutto qui.

Share

18 Commenti »