Primarie.

27 novembre 2012

Scusate ma davvero voi che avete fatto la fila per votare alle primarie vi sentite tanto superiori, rispetto a chi non ha votato?

Sì, lo sappiamo che c’è in atto tutta una campagna stampa per convincervi di questo, ma la domanda è un’altra: voi ci credete davvero?

Davvero pensate che chi non è uscito di casa per votare – non già alle politiche, ma a elezioni a pagamento (euri 2 x 3.000.000 e rotti senza scontrino o ricevuta: Eppela puppaci la fava) per decidere chi candidare alle stesse in una ristretta rosa di personaggi – non abbia poi, a elezioni politiche avvenute, il diritto di lamentarsi o di protestare?

No, diciamo sul serio: davvero davvero siete convinti che chi non ha votato abbia fatto questa scelta perché indifferente, pigro, disilluso, vigliacco, venduto, vuoto, ignorante, cinico, anacronistico, nostalgico, etc?

Provate a posarvi un attimo. Fate un respirone, accendete un po’ di buona musica, versatevi un bicchiere – non importa che sia Cardinal Mendoza, va bene anche l’acqua tonica – ma: rilassatevi. Che so, guardate fuori dalla finestra, apprezzate il mélange fra il blu cobalto del cielo e il fucsia dei nembi al tramonto; guardate quel passante di grigio vestito che si tira su il colletto per riparare la gola dal vento e dai malanni; fissatevi sul riflesso dei rami del platano su quella pozzanghera fra il marciapiede e il furgoncino delle Poste. Su quella bici. Su quella crepa nel muro.

Ora: non vi sfiora nemmeno, così, per caso, il pensiero che esista gente di sinistra, e nemmeno necessariamente, che non si riconosce né in Papa Giovanni, né nel Cardinal Martini?

No, perché se fosse davvero così sarebbe proprio un bel problema, sapete? Ma un problemone grosso grosso grosso.

E questo detto con tutto il rispetto per quelli che hanno votato e per quelli che sono stati, da mattina fino a notte fonda, ai seggi a controllare, scrivere e scrutinare.

 

Share

48 Commenti »