Renzetti.

9 dicembre 2013

Renzetti

Scusate se non commentiamo salacemente, con fulminanti doppi sensi o mirabolanti giochi di parole, la vittoria di Renzi alle primarie del PD, ma ne abbiamo veramente pieni i coglioni (di Renzi, dei mirabolanti giochi di parole, delle primarie e del PD).

Anzi, più che la vittoria di Renzi, si parli della vittoria di Repubblica.it, di Huffington Post e di tutti quegli organi d’informazione (eh?) che hanno dato il massimo contributo a costruire scientemente il carrozzone Renzi, riportando fedelmente, ogni giorno e con ogni modalità, ogni singola scurreggina il farfucchione fiorentino faccia da due o tre anni a questa parte (alternandoli con altri due idoli di casa Rep: Lindsay Lohan e Maurizio Crozza) in spregio al buon senso e alle nostre borse scrotali.

Renzi ha un debito enorme con un sistema che ha fatto regredire il livello della comunicazione allo stadio delle scimmie ragno (o del centrodestra, nuovo o vecchio che sia). Certo questo sistema non lo ha costruito lui, c’era già da prima; ma lui se ne è abbondantemente servito e in esso sguazza felice come un bimbo convinto di essere speciale.

L’amarissima verità, largamente prevedibile, è che siamo passati da un criminale messo sul trono dalle sue tv e dai suoi mezzi di comunicazione ad un venditore di fumo, messo sul trono da altre tv e da altri mezzi di comunicazione.

Cos’altro c’è da aggiungere?

Ah, sì: prcmdnn!

 

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Ancora primarie

29 novembre 2012

 

Quello delle primarie si sta rivelando un evento mediatico di enorme successo, come e forse più di grandi manifestazioni, quali le Olimpiadi, gli Europei, l’Angelus, i funerali di agenti delle forze dell’ordine caduti sul campo/militari caduti in missioni di guerra, etc…

È inevitabile che ne siano coinvolti anche personaggi illustri, anche se non sempre di condotta adamantina.

Ecco il nostro scoop.

Tnx to Lopo Sr.

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Si parte benino, vai.

14 ottobre 2012

 

In genere, quando si parte per un viaggio, si fa il pieno. Se si tratta di un viaggio fisico lo si fa di carburante, birre e canestrini da sgranocchiare a Roncobilaccio. Se invece è metaforico, il pieno lo si fa di entusiasmo, iniziative, buoni propositi e un sacco di altra roba (inclusi i canestrini da sgranocchiare a Roncobilaccio).

Pierluigi Bersani ha scelto di intraprenderli entrambi.

Il lungo – purtroppo per noi – viaggio per primeggiare in una tenzone fra residuati d’un’altra epoca, lo vedrà percorrere kilometri e kilometri su e giù per lo stivale, e per gl’indici di gradimento (eh?) di una base elettorale che ormai da tempo cammina sulle proprie sacche scrotali.

Gigi sa che, nel momento di fare le scorte, l’entusiasmo nello zainetto non gli c’è mai entrato; sa anche che questi son tempi bui, devastati da truffe ed evasione monstre, tempi di scandalacci miserabili che un popolo di coglioni finto-scafati e opportunisti come il nostro ha sempre conosciuto bene, e che ha finora accettato a patto che venissero almeno tenuti ben nascosti.

Nel vano tentativo di ostentare le proprie origini modeste, specchio di una umiltà di facciata, Bersani ha ben pensato di iniziare questa sua zingarata partendo dal distributore del su’ babbo. Cazzo, Giggi è uno de noi!

Ha fatto il pieno al Califfone, ha imbracciato lo zaino (da cui è cascato l’entusiasmo che era riuscito a pigiarci a fatica, sbriciolando un paio di canestrini) ha concesso un’intervista a Lucia Annunziata ed è sfrecciato via, verso l’avventura.

Peccato che il distributore di Bersani babbo presenti un problemino da prima elementare, come si vede nell’immagine.

PROBLEMA:

Pierino – anzi: Pierluigino – va a fare il pieno al Califfone. Al distributore di su’ padre il carburante costa €1,687 al litro. Pierluigino ha €10,00, estorti a nonna Vinicio. Quanti litri di carburante ci può acquistare?

***

RISPOSTA:

No, non 5,67 litri.

Un grazie particolare a Abi Battocchi per la segnalazione e per la vista da falco pellegrino.

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