Anteprima dell’anteprima

10 febbraio 2011

Amici, attraverso i nostri contatti con il mondo della prostituzione che per correttezza lasceremo anonimi (le vs. mamme) siamo venuti in possesso di un file con alcune nuove intercettazioni sul caso Rubygate (ma cosa cazzo vuol dire “Rubygate”? Sì, si rifà al Watergate, ma Watergate era il nome dell’albergo in cui furono effettuate le intercettazioni che portarono alle dimissioni di Nixon – un vero signore in confronto al nostro premier – non una parola composta con significati particolari. Mah!… misteri dell’informazione italiana…).

Dopo averne verificato l’attendibilità (è stato semplicissimo: dopo quello che sta succedendo in questi giorni, ogni cosa è possibile e attendibile) abbiamo preso il testo delle intercettazioni e, in perfetto stile AnnoZero, lo abbiamo montato con delle immagini a cazzo di cane, fatto doppiare da dei doppiatori inverosimili e abbiamo deciso di metterlo on line lasciando il giudizio a voi lettori.

Sì, abbiamo superato ogni immaginazione, ogni cosa può essere detta e fatta e quando, tra 30 anni, racconteremo quello che è successo al nostro Paese (di merda) in questo decennio, nessuno ci crederà.

Intanto dal PDL fanno sapere quella che sarà la nuova linea difensiva per l’accusa di favoreggiamento della prostituzione minorile.

Silvio trombava le minorenni aspiranti soubrette nel suo ruolo di Presidente Mediaset. Quindi il tribunale competente è quello di Forum.

P.S. Su Raidue, dove non fanno un film da oltre 10 anni ma solo fiction del cazzo, telefilm di merda e quiz per idioti, ieri sera hanno mandato in onda “Le vite degli altri”.

E questo dopo che per due settimane la Santanchè, Lupi e altre vuvuzelas del padrone lo hanno continuamente portato ad esempio (in perfetta malafede e non capendoci tra l’altro neanche una beata sega) di quello che sta succedendo al premier.

E questa è solo l’anteprima.


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Abbiamo sbagliato tutto.

3 febbraio 2010

“Agli italiani non importa niente dei miei problemi con la giustizia.”

Aveva ragione lui, ha sempre avuto ragione lui. Noi abbiamo sbagliato tutto e, senza rendercene conto, abbiamo portato l’Italia verso la rovina.

Eppure era tutto chiaro, fin da subito.

Lui è entrato in politica con il principale scopo di non farsi processare. Punto.

Far arricchire le sue aziende ai danni dello Stato, controllare tutti i centri nevralgici del Paese, fare favori ai suoi amici e sostenitori a spese nostre, far fare affari ai soliti speculatori e trombare tutte le troie che gli capitano a tiro, ebbene, sono solo effetti collaterali.

Già che c’era – e in assenza di una parvenza di scampolo d’ombra di residuo diafano di un’opposizione – perché non farlo?!

Il fatto è che per non farsi processare ha dovuto non solo sdoganare i fascisti, ma portarli anche al governo.

Ha dovuto legittimare degli ottusi razzisti vestiti da Jack-in-the-green e con lo spessore culturale di un cercopiteco (anzi: una trota) e portare al governo pure loro.

Ha dovuto garantire al papa che avrebbe tutelato gli interessi vaticani, molto, ma molto di più di quanto non avesse fatto la peggior Democrazia Cristiana.

Ha dovuto scendere a patti con la mafia (e questa, per il povero Silvio, è stata una vera umiliazione: il padrone di casa che scende a patti con il proprio stalliere e i suoi amici).

Ha dovuto leccare il culo a Bush e mandare i nostri soldati in Iraq e Afghanistan.

Ha dovuto piazzare assemblaggi di puppe e culi a ricoprire importanti cariche istituzionali, per cercare di tener buono il loro potenziale ricattatorio.

Ha dovuto – forse complice la stessa capigliatura – emulare Sansone e minacciare di morire con tutti i Filistei, smantellando il già traballante sistema giuridico italiano con annessi precedimenti in corso, per evitare i pochi processi a suo carico.

Ha dovuto depenalizzare reati amministrativi e legalizzare l’evasione per recuperare i proventi illeciti sparsi per il mondo.

Ha dovuto sottoporsi ad interventi di plastica facciale, maquillage, riforestazione, verniciatura, truccosetti fino al grottesco, nel tentativo semidisperato di apparire ancora un aitante giovanottino alle masse televisive, incurante delle prese di culo internazionali.

Ha dovuto non solo fare, ma pure estendere a tutti i ministri una legge VERGOGNOSA come il legittimo impedimento, per non rischiare l’incostituzionalità.

Non gli resta che forzare la Costituzione, riproponendo il Lodo Alfano come legge costituzionale, ma per quello non manca molto.

Così, dopo che sarà morto schiantato, qualsiasi pericoloso delinquente riesca a farsi eleggere o nominare ministro avrà pieni poteri, senza nessun timore di venire giudicato per le sue azioni criminali.

Alla luce di tutto ciò ci chiediamo: ma non sarebbe stato meglio annullare tutti i processi, ritirare tutte le accuse, dargli il massimo grado d’impunità, renderlo un semidio ingiudicabile dai comuni mortali e aspettare serenamente che passasse a miglior vita, che le sue carni – almeno quelle non siliconate – si sfaldassero per la decomposizione, e infine dimenticarsene come si fa con una scurreggia appena svanisce l’odore, mantenendo però la nostra Costituzione e le nostre leggi?

Risposta: COL CAZZO.

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