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Haiku n.33

26 luglio 2010

PAPA PARADE

“prego per loro”
ritorno d’immagine
a poco prezzo

(Santrine)

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Haiku n.27

12 luglio 2010

POLPO O PAPA?

Infallibile,
viene dalla Germania,
ha tentacoli.

(Tino Bombarda)

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Testimonial della Fede.

22 aprile 2010

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“Anch’io ho condiviso le loro sofferenze”

21 aprile 2010

“Anch’io ho condiviso le loro sofferenze!”

Queste le parole pronunciate dal Santo Padre, dopo l’incontro con le vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti cattolici.

Il portavoce della Santa Sede, su suggerimento di qualche prelato più accorto che evidenziava una certa ambiguità nella dichiarazione pontificia, è poi dovuto intervenire tempestivamente per smentire categoricamente qualsiasi riferimento, nelle parole del vicario di Cristo, alla sua adolescenza passata in seminario.

Altre secche smentite hanno riguardato le voci, false e tendenziose, secondo le quali il discorso del papa proseguiva con affermazioni come le seguenti: “…per i primi 5 minuti… poi uno può anche prenderci gusto…”; “…e le ho superate grazie alla preghiera, la penitenza e la Pasta di Fissan”; “…ma poi mi hanno segnalato l’HR, che consiglio a tutti voi” e altre infamie destituite di fondamento.

Purtroppo gli attacchi alla chiesa cattolica e all’integrità morale dei suoi rappresentanti si fanno via via più insidiosi e massicci, quindi ci sarà da aspettarsi che nei prossimi giorni vengano messe in giro ben più vergognose falsità di quelle appena smentite.

Ma noi andiamo dritti per la nostra strada, sicuri che niente, non le testimonianze più attendibili, né le prove scientifiche più evidenti, riusciranno ad intaccare la nostra fede.

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Affronto.

13 aprile 2010

Scritte sulla casa natale del Papa.

Sono comparse questa mattina, sull’onda delle proteste per l’affaire Chiesa-abusi su minori. A gettare acqua sul fuoco ci hanno pensato un po’ monsignor Babini, decretando che l’attacco a Ratzinger sig. papa è opera di massoni ed ebrei, e il buon vecchio Tarcisio Bertone, che ha fatto un intelligente collegamento fra pedofilia e omosessualità, subordinando la prima alla seconda (e non possiamo pensare che una persona del suo calibro e della sua levatura, oltre che del suo ruolo e della sua confessione,  si avventuri in simili diagnosi, senza conoscere perfettamente gli argomenti dei quali sta parlando).

In genere, noi sapevamo che quando si pesta una merda si cerca di pulirsela dalle scarpe (Elio docet). Evidentemente ci sono altri metodi per uscirne, che prima, tuttavia, implicano una bella nuotata – con rischio affogamento – in una piscina olimpionica di letame. Ma il disegno del Signore si sa, è imperscrutabile, quindi è bene che cuociano nel loro brodo (oddio, brodo… bleah!).

Ad ogni modo, le forze dell’ordine si sono già attivate e ora si cerca il misterioso G. che, nottetempo, ha effettuato il raid nella casa natale di Beppe Ratzinger per scrivere delle frasi allusive sui muri dell’austera magione.

La Polizia tende però ad escludere il gesto intimidatorio di uno squilibrato, limitando il tutto ad uno scambio di messaggi tra innamorati.

Attendiamo aggiornamenti.

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Ora Prono (bis)

25 marzo 2010

Amici mia,

come sapete, qualche giorno fa il gioviale omino vestito di bianco ha mandato una lettera ai suoi amici irlandesi, respingendo con forza ogni coinvolgimento della sua azienda in supposte (mai parola fu più indicata) attenzioni di alcuni dirigenti locali su teneri virgulti. Forse avete sentito di queste dicerie malevole, raccontate in dettaglio nel libro “Il Guinness del Primate”, di prossima pubblicazione.

A proposito di titoli, a quanto pare il working title della missiva del bianconiglio era “I bambini: ma chi se li incula?”, prima che il testo arrivasse tra le mani della divisione Marketing & Comunicazione che ha riformulato il concetto in termini più comprensibili ai puri di cuore.

Poco dopo, l’altrettanto gioviale omino vestito di blu, di solito in doppiopetto e doppiotacco, ha espresso viva* approvazione per le parole del suo omologo, e per come quest’ultimo abbia saputo reagire ad accuse ingiuste e pretenziose. Non a caso gli irlandesi sono perlopiù rossi.

Sulle prime, da ingenuo emigrante, non sapevo come interpretare questa disinteressata admiratio non petita, ma poi ho letto che un pretino (con la c) romano ha mandato una lettera a tutti i partecipanti al suo interessantissimo corso per promessi sposi le istruzioni** di voto per le elezioni regionali, indicandogli il Candidato Giusto®***.

Infine, l’altro giorno su tutte le prime pagine dei quotidiani del Belpaese campeggiava la foto di un bel tenebroso con papalina fucsia e occhiale sbarazzino, al quale si attribuiva una misteriosa associazione di idee tra il voto alle regionali e l’aborto. Purtroppo non era una dura presa di posizione sulla legge elettorale, ma un ragionamento che definire “farraginoso” sarebbe ingiusto verso le peggiori cazzate sentite negli ultimi anni.

Questo sul fronte della stampa italiana.

Però esistono vivaddio****, anche stampe estere. Come questa, questa, questa e questa.

Meno male, va’.

Vs.

Santrine

* la fica!

** “No, lì no! E’ peccato e fa anche male”, “Onshi ‘alla ‘olla ‘occa ‘iena”, “Qua ci vedono”, “Uffa li avevo lavati stasera…”

*** quella che canta le canzoni di Battisti a squarciagola fino all’alba, tanto l’isola (o la piazza) è deserta (op.cit.)

**** ma abbasso San Guisuga Vergine

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Papi

12 luglio 2009

papi

Dopo la grande festa del G8 l’estate mondana del nostro Caro Leader si anima di mille altri eccitanti incontri e mirabolanti iniziative.

Innanzitutto il Bel Silvio ha annunciato di voler prendere casa a L’Aquila, e questa senza ombra di dubbio è una decisione che, anche se presa con evidente ritardo, non può che farci piacere e riempire il cuore di una rinnovata speranza.

Ma l’evento clou dell’estate 2009 rischia, con nostro grande rammarico, di saltare.

Il Santo Padre, infatti, sembra non volerne sapere di incontrare il Luminoso Premier per un colloquio privato.

Anche il giornale dei vescovi si è dichiarato fermamente contrario a che questo rendez-vous abbia luogo.

E questo ci rattrista e ci lascia perplessi.

Perplessi dal fatto che anche un’istituzione ferocemente reazionaria, oscurantista e capitalista come Santa Romana Chiesa si sia adagiata sulle vergognose posizioni di certa stampa di sinistra, che descrive il Fascinoso Premier come un anziano puttaniere, interessato solo ai propri affari e in culo alle leggi dello Stato e della Costituzione della Repubblica.

Un’istituzione come la Chiesa Cattolica, sempre pronta a stringersi attorno ai peggiori dittatori fascisti, un’istituzione che non ha mai aperto bocca quando sono state varate leggi vergognose ad personam e con forti dubbi di incostituzionalità e neanche quando esponenti di partiti cattolici si sono dimostrati collusi con la mafia, si permette adesso di criticare l’Esuberante Primo Ministro solo per il fatto che ama passare il suo tempo libero in compagnia di avvenenti budelli.

E con quale sospetta puntualità, poi!

Sarebbe bastato aspettare qualche mese e le stesse signorine sarebbero diventate, con ogni probabilità, deputate, senatrici o addirittura Ministre della Repubblica.

E allora non ci sarebbe stato più niente da criticare, no?

Eh, no, qui c’è evidentemente della malafede e questo noi non possiamo accettarlo!

Né tantomeno lo può accettare lo staff del nostro Sincero Premier che si è detto sì dispiaciuto del fatto che non sia possibile avere un incontro con il Santo Padre, ma ha anche tenuto a precisare che tutti i precedenti incontri tra i due sono sempre avvenuti alla presenza dei genitori del sig. Ratzinger e si sono sempre svolti in un clima di cordialità, con il nostro Amabile Leader amava farsi chiamare Papi, mentre il sig. Ratzinger preferiva farsi chiamare Papa, passando il tempo a cantare al karaoke le canzoni di Apicella o della colonna sonora di “Tommy”, che il Vicario di Cristo conosce a menadito.

A riprova dei buoni rapporti tra i due, il nostro Lodevole Premier, durante il loro ultimo incontro, ha generosamente donato al Santo Padre, sig. Ratzinger, una collana con un ciondolo d’oro che il nostro vezzosetto pontefice ci mostra in esclusiva per i nostri lettori.

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Ci auguriamo che la Santa Sede torni sui suoi passi in modo che questo incredibile incontro di anime possa avvenire quanto prima, magari nella quiete di un paesino di montagna come, ad esempio, San Carlos de Bariloche.

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Lo chiamavano Trinità

8 giugno 2009

trinita1

«L’essere umano porta nel proprio genoma la traccia profonda della Trinità […] Nella nostra terra, nei pianeti, nelle stelle, nelle galassie, nel micro-universo, nelle cellule, negli atomi, nelle particelle elementari: in tutto ciò che esiste, è impresso il nome della Santissima Trinità».
BENEDETTO XVI, 7 giugno 2009

È bello venire a sapere tutto ciò, il giorno 7 giugno dell’anno 2009, perché altrimenti saremmo rimasti nell’errata opinione che la Trinità – termine e concetto filosofico che non si ritrova in nessuna parte della Bibbia – fosse una caotica e incoerente invenzione umana perfezionata a suon di concilî rissosi e scomuniche violente, a partire dall’anno 325 dell’era volgare. Ma, grazie al Santo Padre, veniamo invece a scoprire proprio oggi, all’inizio del terzo millennio, che la Trinità, oltre al merito di avere ispirato un personaggio molto fortunato della carriera attoriale di Terence Hill, è addirittura inscritta nel genoma umano. Ora – è vero – gli studî sul genoma sono ancora agli esordî, e dunque non siamo in grado di escludere scientificamente che tra gli oltre 30.000 geni di cui si compone il patrimonio cromosomico vi sia anche quello della divina Trinità. Ma questo è solo un limite della scienza; bisogna dunque al momento fidarci di ciò che ci dice il Vicario di Cristo, al quale il Signore degli Eserciti avrà di sicuro insufflato, per vie misteriose, questa importantissima e indubitabile verità scientifica.
Sbagliano dunque tutti coloro che credono che la Trinità sia stato un faticoso compromesso dialettico-filosofico ottenuto attraverso le risse delle varie sètte cristiane primitive. Da oggi, grazie alla chiarificazione del Papa, non c’è più bisogno di sapere che al Concilio di Nicea del 325 i buoni pastori si sputarono addosso per decidere se Gesù fosse creato o increato e, nel caso, se fosse consustanziale al Padre; non dovremo più nemmeno restar sorpresi se al tempo di quello stesso concilio lo Spirito Santo non avesse ancora nessuna qualità, né sapesse di «procedere dal Padre e dal Figlio»; non faremo più fatica a comprendere la decisione del Concilio di Rimini del 359, nel quale i reverendi padri tolsero a Gesù la sua consustanzialità; non dovremo più affannarci per far quadrare le tesi del Concilio di Efeso del 431, che condannò tanto severamente i nestoriani perché sostenevano che Gesù era Dio ma sua madre non era la madre di Dio; non ci sarà poi più d’imbarazzo leggere i resoconti del secondo concilio di Efeso del 449, dove a Gesù fu assegnata un’unica natura, secondo la dottrina dei monofisiti di Eutiche; né saremo più confusi nel sapere che al concilio di Calcedonia del 451, i monofisiti furono presi a legnate e Gesù poté così riavere due nature; infine, non dovremo più temere la logica quando rileggeremo la storia del II concilio di Costantinopoli, dove si decise che Gesù, se aveva due nature, doveva avere anche due volontà. E così avanti di concilio in concilio, fino a definire il contraddittorio, raffazzonato e traballane concetto di Trinità.
Dobbiamo allora ringraziare di cuore il Santo Padre per aver sgombrato la nostra mente da queste storie confuse e incoerenti ed averci rivelato una verità finora ignota: che il Signore, il Dio dell’Universo, ha voluto inscrivere nell’atomo, nel genoma e nel firmamento il resoconto stenografico di due secoli di faide, risse e svarioni logici dei padri conciliari protocristiani. In un periodo in cui Baget Bozzo passa per un intellettuale, anche Giuseppe Ratzinger può sembrare Tommaso d’Aquino. Grazie, o Santo Padre.

FEDERICO MARIA SARDELLI

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Ancora dal M.o Sardelli

26 aprile 2009

ora-religione

Caro Amyco mia,

non ti sarà certo sfuggita la simpatica notizia. Il Papa ha affermato che
«L’insegnamento della religione cattolica contribuisce ad una sana laicità».

Un po’ come dire che la ritenzione urinaria fa pisciare o che la vernice rossa tinge di verde.

Il Papa Elegante ha altresì aggiunto che
«l’insegnante di religione costituisce una figura molto importante nel collegio dei docenti»,

quando invece ciascuno potrà rammentare almeno dieci episodi della sua esperienza scolastica in cui il prete o l’insegnante di religione è stato preso a ruti e pernacchie, mentre nella mente di qualsiasi studente l’ora di religione è sempre inequivocabilmente equivalsa all’ora per fare casino, l’ora per non fare un cazzo o i compiti per le altre materie importanti, oppure l’ora della rottura di coglioni persa ad ascoltare le baggianate di qualche prete ignorante.

Ma bisogna ricordare che il Vicario di Cristo è infallibile anche quando nega la logica o racconta cazzate.
Percristo-concristo-incristo,
Tuo

Federico

***

Pubblichiamo questa missiva nella sua integrità, solo per dovere di cronaca e per l’amicizia e la stima che ci legano al Maestro.

Ed è proprio in forza di questi sentimenti che ci permettiamo di correggere quanto dice, e lo facciamo pubblicamente, non per superbia ma piuttosto per dare il via ad un dibattito che potrebbe arricchirci tutti quanti.

Il Papa ha ragione, quando afferma che: «l’insegnante di religione costituisce una figura molto importante nel collegio dei docenti».

Dai felici giorni dell’ITI ricordo che, pochi giorni prima degli scrutini, il mio insegnante di religione cercò di convincere noi giovani svagati dalla primavera, dalle seghe e dall’odor di topa (poca, all’ ITI, e per questo più preziosa e anelata) ad una maggiore attenzione ai misteri del Wonderful Cristo-Re, con queste precise parole: “Sì, ridete, ridete… ma tanto in sede di giudizio, il mio voto conta come quello di qualsiasi altro professore, sapete?”

I fatti – purtroppo – gli hanno dato ragione.

E la mi’ mamma ci piange ancora.

Il dibattito è aperto.

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ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO!

24 marzo 2009

altrimenti3

Ce lo immaginiamo, il buon cardinal Bagnasco: picchia oggi, picchia domani, a un certo punto ha perso la pazienza ed è sbottato. Cioè, va bene via via qualche innocua domandina; va bene fingere di accettare punti di vista differenti per un dialogo costruttivo; va bene perfino tollerare il disappunto, da parte dei cittadini, verso quei sacerdoti dediti all’inserimento del pene nell’ano di adolescenti; ma addirittura la critica e l’irrisione verso alcune dichiarazioni del papa no. C’è un limite a tutto, eccheccazzo.

Ed ecco che allora il severo Bagnasco, giusto ieri, ha fatto sentire la sua voce roboante.

Poi ha rimesso il tappo alla bottiglia di Perrier, e si è scagliato contro tutti coloro che hanno osato mettere in ridicolo le ultime esternazioni papali: “di certo si è prolungato, oltre ogni buon senso”, a causa di “un lavorio di critica dall’Italia e soprattutto dall’estero nei riguardi del nostro amatissimo Papa” (dal SUO amatissimo papa, è bene mettere le cose in chiaro).

Nodi della vicenda sono stati il caso Englaro, sul quale la Chiesa si è dichiarata a difesa della vita e contro la sofferenza; la revoca della scomunica ai vescovi negazionisti, tuttavia richiamati duramente dalla Santa Sede; le dichiarazioni del pontefice circa l’inutilità del preservativo come aiuto a contrastare la piaga dell’AIDS.

Questi i principali punti che hanno attirato critiche spesso feroci da parte della società e che hanno fatto perdere le staffe al buon cardinale, di cui si legge: “Sul vescovo negazionista, ricorda Bagnasco, “ci siamo già espressi”, in termini di severa condanna. “Nessuno, tuttavia, poteva aspettarsi che le polemiche sarebbero proseguite, e – nota il presidente Cei – in maniera tanto pretestuosa”.

E allora ci viene il sospetto che il buon Bagny sia all’oscuro del fatto che se fra dichiarazioni e opere c’è una netta discrepanza si rischia di perdere un tantino di credibilità, e passare da farfucchioni. Oltre al fatto che, all’Occidente illuminista, in pieno Terzo millennio, alcune esternazioni, come quella sul preservativo, a qualcuno possono sembrare TERRIFICANTI E PERICOLOSISSIME STRONZATE.

Ma la parte più bella dell’invettiva del nostro buon Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano deve ancora arrivare: “Con ferma e concreta convinzione facciamo nostro l’appello alla riconciliazione genuina e disarmata cui la Lettera papale sollecita all’intera Chiesa”

Disarmata?

DISARMATA?

E nessuno in Italia che abbia fatto sentire la sua, di voce roboante, anche senza l’ausilio di Perrier?

Il fatto è che per il presidente della CEI è stato un duro colpo vedere il santo padre amareggiato per questi immotivati attacchi alla sua persona e alla sua sanità mentale. Qualcuno vocifera che, di ritorno dall’afosa Africa, per il dispiacere il pontefice abbia perfino saltato la sua lezione settimanale di salsa e merengue, e questo per l’arcivescovo metropolita di Genova (per gli amici U Metropolitan) è stato davvero troppo. Per questo ha concluso: Ma “vorremmo anche dire, sommessamente e con energia che non accetteremo che il Papa sui media o altrove venga irriso e offeso…”.

Altrimenti?


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