Budelli.

21 giugno 2009

budelle

Tornati a casa dopo due giorni di assoluto distacco dalla realtà, il Maestro Federico Marusca Sardelli ci ha aggiornato su un bell’avvenimento, sui cui ha espresso un pensiero che ci pregiamo riportare qui di séguito.

Il resoconto (imperdibile) della trasferta a Montepulciano lo posteremo nei prossimi giorni.

«Il Papa ha pregato per qualche minuto dinanzi a un reliquiario che contiene tutti i frammenti del muscolo cardiaco di Padre pio trovati tra i resti del corpo quando il 2 marzo 2008, fu aperta la triplice bara di metallo, legno e zinco contenente le spoglie del santo».
Corriere della Sera, 21 giugno 2009

Ecco qua una bella notizia fatta per allargare il cuore ai fedeli e spezzarlo agli increduli. In verità, lo spezza anche ai santi, perché la Chiesa Cattolica non sa resistere, a distanza di secoli dal Medioevo, al piacere di mettere le mani sui cadaveri per farli a pezzi e vedere un po’ come son fatti i santi dal dentro. Lodevole intento scientifico, non c’è dubbio, tantopiù se i brandelli vengono poi conservati con cura in vasi tempestati d’oro e fatti oggetto di una idolatria tanto sacrilega quanto ripugnante. Una macelleria così minuziosa si riscontra solo nella moderna pratica dell’autopsia, che serve però ad illuminare le cause delle patologie e far progredire la conoscenza. I fratacchioni di S. Giovanni Rotondo l’hanno invece praticata nel 2008 per tener vivi quegli istinti tribali che la maturità umana non ha saputo ancora sopire: l’attrazione morbosa per la morte, il sangue, la corruzione dei corpi. Ma bisogna anche riconoscergli un grande talento per gli affari, visto che dalla stimolazione di questi istinti essi riescono a totalizzare un fatturato da capogiro. Le chiese di tutto il mondo civile sono zeppe di migliaia cadaveri rinsecchiti, cuori (interi o a fette), dita, lingue, mammelle, clavicole, piedi, occhi, tratti intestinali di varia lunghezza ed altre delizie della cucina delle frattaglie.
S. Tommaso d’Aquino, l’impareggiabile autore della Summa theologica, era detto «il bue muto» per via della sua eccezionale pinguedine e per la sua indole taciturna. La grande stima dei suoi confratelli per il suo valore filosofico li spinse, alla sua morte, a farlo a pezzi e bollirlo affinché il suo grasso venisse conservato come la parte più degna di questo grande filosofo. Ma non bisogna dimenticare che le due braccia del santo presero una la via di Parigi, l’altra di Roma, per abbracciare meglio l’Europa con la sua filosofia. Poiché si riteneva che l’eccezionale talento oratorio di S. Antonio da Padova fosse direttamente ispirato dallo Spirito Santo, alla sua morte si pensò bene di mozzargli la lingua ed infilzarla su uno spunzone affinché fosse offerta alla venerazione delle masse; ancor oggi il pio visitatore può godere questo spettacolo divino in una cappella della Basilica di Padova.
Di S. Lorenzo martire, che, com’è noto, fu arrostito in gratella senza nemmeno il conforto di qualche pennellata di rosmarino, qualche solerte protonecrofilo pensò bene di raccogliere il sangue, che oggi si conserva in un’ampollina vitrea nella Collegiata di S. Maria in Amaseno: la descrizione che la Chiesa stessa dà del contenuto della preziosissima ampolla è: «una massa sanguigna, mista a grasso, a ceneri e ad un brano di pelle», ricetta questa molto apprezzata anche da alcune tribù del centr’Africa dèdite all’antropofagia.
Ma queste ed altre migliaia di storie, si dirà, avvenivano in quei secoli bui in cui l’individuo era dominato dall’ignoranza e dalla paura, quando la Chiesa poteva dominare incontrastata e la scienza era ancora lontana dal rischiarare le menti. Eh no, cari i miei taddèi: il Preziosissimo Cuore Affettato di Padre Pio è opera recentissima, contemporanea alla Santa Maschera di Silicone realizzata dal Gems Studio di Londra. Ma la grandezza della Chiesa è anche questa: riuscire a far finta che non ci sia stata la rivoluzione scientifica e continuare a rivendere la stessa paccottiglia marcia con uguale successo. Lo conferma il fatto che lo show del cadavere di Padre Pio ha fruttato circa 900.000 prenotazioni e che ieri, quando il papa fingeva di pregare davanti alla coratella in scatola del santo, c’erano 50.000 persone a plaudirlo.
Lo spezzatino di pericardio di Padre Pio è dunque davvero miracoloso, almeno per il fatturato della Chiesa; chissà se pregandolo con sincerità non otterremo anche noi la nostra grazia: che queste pie genti la finiscano di tenerci zavorrati all’infanzia dell’umanità.

FEDERICO MARIA SARDELLI

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