Renzetti.

9 dicembre 2013

Renzetti

Scusate se non commentiamo salacemente, con fulminanti doppi sensi o mirabolanti giochi di parole, la vittoria di Renzi alle primarie del PD, ma ne abbiamo veramente pieni i coglioni (di Renzi, dei mirabolanti giochi di parole, delle primarie e del PD).

Anzi, più che la vittoria di Renzi, si parli della vittoria di Repubblica.it, di Huffington Post e di tutti quegli organi d’informazione (eh?) che hanno dato il massimo contributo a costruire scientemente il carrozzone Renzi, riportando fedelmente, ogni giorno e con ogni modalità, ogni singola scurreggina il farfucchione fiorentino faccia da due o tre anni a questa parte (alternandoli con altri due idoli di casa Rep: Lindsay Lohan e Maurizio Crozza) in spregio al buon senso e alle nostre borse scrotali.

Renzi ha un debito enorme con un sistema che ha fatto regredire il livello della comunicazione allo stadio delle scimmie ragno (o del centrodestra, nuovo o vecchio che sia). Certo questo sistema non lo ha costruito lui, c’era già da prima; ma lui se ne è abbondantemente servito e in esso sguazza felice come un bimbo convinto di essere speciale.

L’amarissima verità, largamente prevedibile, è che siamo passati da un criminale messo sul trono dalle sue tv e dai suoi mezzi di comunicazione ad un venditore di fumo, messo sul trono da altre tv e da altri mezzi di comunicazione.

Cos’altro c’è da aggiungere?

Ah, sì: prcmdnn!

 

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