Il lato oscuro della bontà

9 settembre 2014

DZTS-2014

Viviamo giorni difficili, giorni dove la bontà, il perbenismo interessato (la dignità fatta di vuoto, l’ipocrisia di chi sta sempre… sì, insomma la canzone la sapete, vero?) e il politicamente corretto regnano incontrastati nei media, nella politica e in gran parte dell’opinione pubblica.

C’è Renzi, c’è Peppa Pig e c’è Papa Francesco, il papa con il 30% di bontà in più rispetto agli altri papi della stessa fascia.

In molti, dopo l’elezione di Ciccio il buono, ci hanno chiesto, non senza una punta di malizioso compiacimento: “Facile attaccare la Chiesa Cattolica quando c’era Ratzinger, vero? Dove siete ora, con i vostri fumetti, con i vostri articoli,  i vostri spettacoli? Dove siete, ora che c’è papa Francesco?”

Ecco dove siamo: dove siamo sempre stati.

Sabato, ad esempio, saremo a Signa, al Renai Comics, con un’anteprima del NUOVO SPETTACOLO: DON ZAUKER TALK SHOW – BONTÀ A CUOR LEGGERO.

Sì, torniamo finalmente in pista.

Sarà un autunno caldissimo, cari cosi.

Intanto, se sabato sera siete dalle parti di Signa e non avete niente di meglio da fare (e siamo sicuri che sarà così), venite a godervi l’anteprima.

 

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Etnacomics

4 giugno 2014

Poster-Etna-Comics-2014

Ciao a tutti, come state?

Noi tutto bene, via non ci lamentiamo… a parte il fatto di aver scoperto da poco che ci hanno inculato diversi soldi dal conto Bancoposta che abbiamo in comune.

Ma, dopo file interminabili alle poste e dai carabinieri, siamo fiduciosi in una risoluzione positiva del problema. O almeno, questo speriamo sia quello che ci diranno domattina, alla polizia postale, dove siamo stati rimapallati.

Ma a parte queste volgarità non consone a dei signori come noi e come voi, cari e stimati lettori, torniamo a parlare di fumetti (e qui ci sarà una fuga di almeno il 50% dei lettori di questo sito, lo sappiamo. Benché si sia principalmente due autori di fumetti, i nostri lettori vogliono che si parli di tutt’altro. Chissà perché… a volte ce lo chiediamo seriamente).

Dicevamo?… ah, sì: fumetti.

No, dove andate, aspettate a chiudere la pagina… dopo parliamo anche di Renzi del papa, di Beppe Grillo, dei mondiali in Brasile, e del culo di Rihanna, giuro!!

Comunque, tornando ai fum… ehm a quelle cose lì, insomma…  ammettiamo di essere stati un po’ assenti negli ultimi tempi, ma questo unicamente perché impegnati a preparare alcune gustosissime novità solo per i vostri palati finissimi.

Cominciamo dalla nostra massiccia e ingombrante presenza a Catania, per Etnacomics, da venerdì 6 giugno, fino a domenica 8.

Siamo particolarmente contenti di essere stati invitati in qualità di ospiti (cosa che ci capita raramente, persino alle fiere più misere e sconosciute: evidentemente non abbiamo pettinature abbastanza alla moda) e lo siamo a maggior ragione che l’invito sia venuto da Etnacomics.

Amiamo la Sicilia e il sud in generale (non immaginate quanto abbiamo patito nell’aver dovuto disertare Napoli), siamo stati a Catania due anni fa ci è rimasta veramente nel cuore (ovvio che queste cose le diremmo di qualsiasi altra città dovesse invitarci, persino Pisa, ma in questo caso siamo sinceri) oltre che sui fianchi, sulla pancia e sul culo, da quanto abbiamo mangiato, bevuto e rimangiato per poi ribére.

E qui veniamo al punto: a Etnacomics saremo impegnati in una serie di incontri e iniziative che, crediamo, potrete consultare direttamente sul loro sito. Ma la cosa principale è che tutto il resto del tempo saremo in giro a bere, mangiare, cantare e molestare i passanti.

Se vi va, unitevi a noi.

Seguirà, per la prima volta, un dettagliato reportage fotografico della fiera e del nostro soggiorno catanese.

Poi di fumetti e delle importanti novità per i prossimi mesi (il nuovo Don Zauker, Nirvana, altre cose) ne parleremo in un’altra occasione, eh?

Abbiamo detto tutto?

Ah, no… Renzi, il papa, Grillo, i mondiali e il culo di Rihanna

Vabbè, leggete Repubblica.it, tanto non parleranno di altro per mesi.

 

 

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Unità d’intenti.

3 maggio 2014

UnitàOra, a noi #cimportaunasegadiPelù, credeteci: ci importa veramente una sega e non vi immaginate che popo’ di sega, davvero.

Però un atteggiamento del genere, in difesa di Renzi, neanche Il Giornale quando difende Berlusconi.

E quando si usano gli stessi mezzi del nemico va a finire che risulta difficile vedere le differenze.

Ammesso che ci siano.

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Huff… che palle!

30 aprile 2014

Anche l’Huffington Post (perdonateci) non sfugge alla tentazione maliziosa di sfoggiare una bella colonna di insopportabili stronzate, fra il cosiddetto (dagli stronzi, appunto) infotainment, e la più bieca teoria di pettegolezzi da portinaie.

Stronzate utili solo ad accalappiare i tanti rincoglioniti che preferiscono sapere cos’hanno fatto di sbarazzino Lindsay Lohan o Justin Bieber, piuttosto che dedicarsi ad attività più costruttive, tipo pestare le merde di cane sui marciapiedi, o cose simili.

I clic, servono i clic per le inserzioni pubblicitarie, cribbio! Questo è il giornalismo nell’era di internet: un insieme di merdosissime stronzate utili solo a far guadagnare clic e likes. E allora vai con titoli a effetto, “Temi caldi”, ammiccamenti a cose pruriginose (che rimandano tuttavia a pagine da oratorio dei gesuiti) e compagnia bella. E questo è così solo perché lo vogliono i lettori. Infatti se andiamo a controllare quali pagine sono più cliccate ci troviamo davanti ad un simile repertorio di minchiate da far impallidire Alfonso Signorini.

Ma tutto questo può diventare un gioco divertentissimo: basta NON cliccare sulla pagina-stronzata e immaginare quale sia il contenuto a cui rimanda.

Ad esempio, all’annosa domanda posta nel riquadro qua sotto, quale potrà mai essere la risposta?

Donne

– Forse tu’ madre!

– Magari!

– Donne?

– Intendi ghigne a culo che leggono stronzate?

 

Oppure, cosa si sarà mai buttata alle spalle Lorena Bobbit, a parte il cazzo del marito (che comunque hanno ritrovato)?

Bobbit

O, per la rubrica “Scienza”, si badi bene, “SCIENZA” e NON SUPERSTIZIONE O CREDULITA’, un bell’articolo sul vero volto di Gesù, vestito come il fante di fiori, apparso sopra un sasso.

Gesoo

E infine, per il fandom del Primo Ministro, vero e proprio idolo di casa De Benedetti, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Da Renzi che promette qualcosa o altrimenti se ne va, a Renzi che non gioca la partita del cuore, a Renzi che telefona alla mamma di Aldrovandi, a Renzi che non va ad Amici, fino a quella che è stata la nostra selezione odierna.

Schermata 2014-04-30 alle 13.21.12

Ecco quali potrebbero essere le risposte più plausibili all’insidiosa domanda “E dopo la politica farò…”

– il norcino
– i cazzi miei
– la spia di questura
– l’insegnante di religione
– le valigie per scappare a Antigua
– ancora più caà

Ad libitum…

 

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Riforme mestruali

28 febbraio 2014

Matteo-Renzi

– “Aveva promesso una riforma al mese, come le mestruazioni. Mi sembra che febbraio sia già saltato. Forse conviene prendere un test di gravidanza?”

– “Ma dai, non fare lo stronzo, a febbraio era impossibile che facesse qualche riforma, c’era troppo poco tempo.

– “In effetti… però lo aveva detto. Va bene, allora aspettiamo il ciclo di marzo. Cosa dovrebbe essere, il lavoro?”

– “Sì, ma non stare a fissarti con le date, quello era uno slogan elettorale…”

– “Elettorale?! Ma se non c’è stata nessuna elezione?!”

– “Sì, insomma, uno slogan pubblicitario per fare presa sulla gente distratta che ascolta solo i titoli delle notizie, senza approfondire.”

– “Ah, un po’ come: Meno tasse per tutti o Un milione di posti di lavoro.

– “Sì, ma ecco, cioè… via, Renzi è diverso, non vorrai mica paragonare Renzi a Berlusconi.”

– “Sarà anche diverso, però usa gli stessi metodi di costruzione del consenso e in certi ambienti la forma è anche la sostanza.”

– “…”

– “E, a questo proposito, mi piacerebbe vedere anche la stostanza. Perché a fare le riforme a cazzo son buoni tutti, guarda la Gelmini o la Fornero, per esempio.”

– “Ma non dirai mica che erano meglio D’Alema, Veltroni, Bersani?…”

– “Ci mancherebbe altro! Se adesso ci ritroviamo Renzi è principalmente colpa loro!”

– “Quindi?”

– “Aspettiamo di vedere cosa succede il prossimo mese. E nell’attesa, usiamo le protezioni.”

 

 

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Haiku n.149

27 novembre 2012

GIUSTIFICAZIONI DI TURNO

Quelle di Elio
in “Servi della Gleba”
non s’accettano.

(Le 3 fie)

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Primarie.

27 novembre 2012

Scusate ma davvero voi che avete fatto la fila per votare alle primarie vi sentite tanto superiori, rispetto a chi non ha votato?

Sì, lo sappiamo che c’è in atto tutta una campagna stampa per convincervi di questo, ma la domanda è un’altra: voi ci credete davvero?

Davvero pensate che chi non è uscito di casa per votare – non già alle politiche, ma a elezioni a pagamento (euri 2 x 3.000.000 e rotti senza scontrino o ricevuta: Eppela puppaci la fava) per decidere chi candidare alle stesse in una ristretta rosa di personaggi – non abbia poi, a elezioni politiche avvenute, il diritto di lamentarsi o di protestare?

No, diciamo sul serio: davvero davvero siete convinti che chi non ha votato abbia fatto questa scelta perché indifferente, pigro, disilluso, vigliacco, venduto, vuoto, ignorante, cinico, anacronistico, nostalgico, etc?

Provate a posarvi un attimo. Fate un respirone, accendete un po’ di buona musica, versatevi un bicchiere – non importa che sia Cardinal Mendoza, va bene anche l’acqua tonica – ma: rilassatevi. Che so, guardate fuori dalla finestra, apprezzate il mélange fra il blu cobalto del cielo e il fucsia dei nembi al tramonto; guardate quel passante di grigio vestito che si tira su il colletto per riparare la gola dal vento e dai malanni; fissatevi sul riflesso dei rami del platano su quella pozzanghera fra il marciapiede e il furgoncino delle Poste. Su quella bici. Su quella crepa nel muro.

Ora: non vi sfiora nemmeno, così, per caso, il pensiero che esista gente di sinistra, e nemmeno necessariamente, che non si riconosce né in Papa Giovanni, né nel Cardinal Martini?

No, perché se fosse davvero così sarebbe proprio un bel problema, sapete? Ma un problemone grosso grosso grosso.

E questo detto con tutto il rispetto per quelli che hanno votato e per quelli che sono stati, da mattina fino a notte fonda, ai seggi a controllare, scrivere e scrutinare.

 

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