Collaborazionisti!

25 settembre 2012

Alla fine è successo.

Quello che in tanti presagivano e che noi stessi temevamo, alla fine è successo.

Dopo anni e anni passati a sperare vanamente che la sinistra che conta si accorgesse finalmente di noi.

Dopo anni e anni a sognare di poter leggere finalmente i nostri nomi almeno nella colonnina delle segate di Repubblica.it, a fianco dei quotidiani aggiornamenti sulle peripezie di Lindsay Lohan, sui monologhi di Crozza, sul culo di Belen e su chiunque facesse una cazzo di vignetta del cazzo su internet, magari notata solo dai suoi parenti di Roma, alla fine abbiamo ceduto e siamo passati al lato oscuro della forza.

Giorni fa siamo stati contattati da un giornalista di Libero (stiamo dicendo Libero, il giornale di Belpietro. Ecco, pensate intensamente a Belpietro e ai suoi interventi ad Annozero) perché voleva scrivere due righe su Nirvana.

E noi cos’abbiamo fatto?

Feriti e vendicativi come una spasimante che si sente ignorata e si concede al primo venuto che le fa un complimento solo per incularsela, abbiamo accettato.

E il pezzo è stato pubblicato domenica scorsa (ve lo diciamo solo ora perché solo ora troviamo il tempo di farlo, non siate maliziosi) nell’inserto satirico LiberoVeleno.

Niente di che, per carità.

Si tratta di una finta intervista a Ramiro, il protagonista della serie, andata in stampa parecchio tagliata rispetto all’originale, ma per motivi di spazio, non certo per censura, credeteci.

Abbiamo provato a inserire, dove potevamo, qualche frecciata e nessuno ha fatto storie.

Quindi: bravo Libero!

Non come quei giornali di sinistra, dove parlano solo degli amici e dei soliti noti dei salotti romani, amici di certi giudici abituati a fare politica con le loro inchieste a orologeria, e i loro calzini turchesi, per sovvertire il voto degl’italiani e non certo degli extracomunitari che ci rubano il lavoro e anche quando rubano, nessuno gli fa niente e costruiscono pure le moschee, mentre noi paghiamo le tasse e il governo Prodi (o Monti, il governo dei poteri forti) ci mette continuamente le mani nelle tasche per rubarci i soldi, insieme a Equitalia e tanto sono tutti uguali e le coop rosse e sì, Fiorito ha rubato ma anche a sinistra, però, Vendola lo piglia nel cu…

Via, diciamolo.

 

 

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Happy Xmas (War is Over)

22 dicembre 2011

Tema: L’intervento Usa in Iraq si è concluso.

Svolgimento.

BAGDAD – La guerra degli Stati Uniti in Iraq è finita. Gli ultimi soldati americani hanno lasciato all’alba il paese alla volta del Kuwait, completando il ritiro a nove anni dall’invasione. Aspetta, aspetta, guerra? Invasione? Ehi, ma non si trattava di una Missione di Pace per esportare la democrazia? No, davvero, controlla un attimo perché per anni ci è stata presentata come tale.

Il 20 marzo 2003 le forze americane erano entrate in Iraq per deporre Saddam Hussein. Sì, ma perché? Devi specificare, contestualizzare, addurre motivazioni plausibili (cit.). Sennò sembra che tu avalli l’ipotesi di uno Stato libero di invadere e bombardare quanto e dove vuole, e si sa che non è possibile.

Secondo l’allora presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, il dittatore iracheno era in possesso di armi di distruzione di massa che avrebbe potuto usare per atti di terrorismo contro l’occidente. Ma no, ma no, dai! Non era vero e lo si sapeva da subito, visto che non è mai stata esibita nessuna prova a supporto di una simile stronzata. Di conseguenza sarebbe stato impossibile che l’opinione generale giustificasse un tale abbaglio, senza la colpevole complicità dei mezzi di informazione.  Da quello che scrivi emerge che un cocainomane alcolizzato fascista può svegliarsi la mattina, inventarsi una puttanata a caso e tanto basta per legittimare l’invasione di uno Stato Sovrano?! Mah!

Circa 4500 soldati americani e decine di migliaia di iracheni sono morti nel corso del conflitto… Sì, ma quanti iracheni? Quanti non solo soldati, ma soprattutto civili iracheni sono stati ammazzati, bombardati e torturati in questi anni? Voglio dire: vai ad invadere un Paese, lo bombardi e ne distruggi case, ospedali e sistemi idrico ed elettrico per impossessarti delle sue risorse e poi, se gli abitanti di quel Paese ti sparano addosso, vorresti passare anche da vittima? Vedi che non torna?

Saddam è stato deposto e giustiziato, ma i suoi armamenti non sono mai stati trovati. Pazienza, eh? Sarà per la prossima volta, vero?

Oggi restano nel paese 157 militari Usa per addestrare le truppe irachene e un contingente di marines per difendere l’ambasciata a Bagdad. L’Iraq del dopo Saddam è una fragile democrazia continuamente alle prese con lotte intestine e attentati. Cioè esattamente come era prima. Solo con migliaia di morti in più e con le multinazionali americane a farla da padrone al posto di Saddam.

No, via, non ci siamo. Questo tema non va bene: 4–

Per fortuna  non lo abbiamo scritto noi, ma Repubblica.

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Madonna Coraggio.

16 ottobre 2011

MIRACOLO!!!

Nonostante i colpi ricevuti, nonostante i moccoli che li hanno accompagnati e ispirati, nonostante il fumo e i lacrimogeni, non una lacrima è uscita a solcare il volto della Beata Vergine.

Questo per smentire che quelle delle madonnine sono statue dalla lacrima facile.

Grazie a Repubblica.it per la fondamentale segnalazione.

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Up patriots to arms

17 agosto 2010

Passate le ferie, torna la lotta.

La lotta per i diritti fondamentali, quali la Serie A la domenica pomeriggio, l’Enalotto, il lavoretto senza fattura, la raccomandazione del bimbo, il fritto di paranza e il diritto ad un’informazione libera, matura e approfondita, contro la vergognosa legge bavaglio che minaccia la libertà di stampa.

Con questa legge ignobile e antidemocratica si impedirebbe di fatto ai giornali di pubblicare informazioni giudiziarie prima delle udienze preliminari. Vorrebbe dire, a tutti gli effetti, venire a conoscenza dei fatti, degli scandali, delle imputazioni, delle accuse e dei possibili reati, solo dopo anni e anni.

Con una legge del genere, ad esempio, non avremmo mai potuto essere aggiornati in real time su tutti – diciamo: tutti – i più piccoli accadimenti ruotati intorno ad una delle vere e proprie protagoniste di quel coacervo di insopportabili stronzate che è la colonnina a destra di repubblica.it. No, questa volta non ci riferiamo a Sua Santità Benedetto 16, ma alla famosissima Lindsay Lohan.

E quindi non saremmo mai venuti a sapere che Lindsay Lohan, giovane tro attricetta zompettante tra party e tribunali, è stata accantonata dall’industria di Hollywood a favore di attrici quarantenni meno cret più affidabili.

Oppure che, sempre Lindsay Lohan va fiera del suo bracciale che monitorizza il tasso alcolico del sudore, al punto da averlo esibito a Cannes.

Ma anche che, Lindsay Lohan ha avuto la casa svaligiata dai membri di una famosa gang, chiamata “Bling Ring”.

E cosa dire del fatto che Lindsay Lohan ha dovuto far ricorso alle cure di uno specialista per guarire dalla sua mania per lo shopping?

Tutte queste fondamentali notizie, e le altre innumerevoli che potrete trovare digitando il nome “Lindsay Lohan” sul motore di ricerca di Repubblica.it, sarebbero a rischio censura se venisse approvata la famigerata Legge Bavaglio.

Ecco allora che, prima che venga promulgata, dobbiamo con forza porre le ultime domande scomode:

  • perché tutta questa insistenza, da parte di repubblica.it, con Lindsay Lohan?
  • perché Lindsay Lohan e non, per esempio, Eva Longoria, Evangeline Lilly, o Jesse Jane?
  • cos’ha di particolare, rispetto alle altre, Lindsay Lohan?
  • l’agenzia di Lindsay Lohan foraggia a valigiate di dollari (o libri di Vincenzo Cerami) repubblica.it?

E, cosa ancora più importante ai fini della nostra inchiesta: CHI STRACAZZO È LINDSAY LOHAN?

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