Punti di vista.

6 marzo 2011



Questione di punti di vista, no?

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Anteprima dell’anteprima

10 febbraio 2011

Amici, attraverso i nostri contatti con il mondo della prostituzione che per correttezza lasceremo anonimi (le vs. mamme) siamo venuti in possesso di un file con alcune nuove intercettazioni sul caso Rubygate (ma cosa cazzo vuol dire “Rubygate”? Sì, si rifà al Watergate, ma Watergate era il nome dell’albergo in cui furono effettuate le intercettazioni che portarono alle dimissioni di Nixon – un vero signore in confronto al nostro premier – non una parola composta con significati particolari. Mah!… misteri dell’informazione italiana…).

Dopo averne verificato l’attendibilità (è stato semplicissimo: dopo quello che sta succedendo in questi giorni, ogni cosa è possibile e attendibile) abbiamo preso il testo delle intercettazioni e, in perfetto stile AnnoZero, lo abbiamo montato con delle immagini a cazzo di cane, fatto doppiare da dei doppiatori inverosimili e abbiamo deciso di metterlo on line lasciando il giudizio a voi lettori.

Sì, abbiamo superato ogni immaginazione, ogni cosa può essere detta e fatta e quando, tra 30 anni, racconteremo quello che è successo al nostro Paese (di merda) in questo decennio, nessuno ci crederà.

Intanto dal PDL fanno sapere quella che sarà la nuova linea difensiva per l’accusa di favoreggiamento della prostituzione minorile.

Silvio trombava le minorenni aspiranti soubrette nel suo ruolo di Presidente Mediaset. Quindi il tribunale competente è quello di Forum.

P.S. Su Raidue, dove non fanno un film da oltre 10 anni ma solo fiction del cazzo, telefilm di merda e quiz per idioti, ieri sera hanno mandato in onda “Le vite degli altri”.

E questo dopo che per due settimane la Santanchè, Lupi e altre vuvuzelas del padrone lo hanno continuamente portato ad esempio (in perfetta malafede e non capendoci tra l’altro neanche una beata sega) di quello che sta succedendo al premier.

E questa è solo l’anteprima.


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Haiku n.62

8 febbraio 2011

IN DNA VERITAS

la nostra stirpe
discende da Enea
che veniva da…

(Santrine)

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Giornata della Memoria

28 gennaio 2011

Sì, vabbè, era ieri, ma ce ne siamo dimenticati.

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Profeta non sarò…

26 gennaio 2011

Quella sopra (ma anche altre che trovate qui) sono alcune tavole di X-Nerd, fumetto scritto nel dicembre 2009 (pubblicato nel novembre 2010) che prendono spunto da una storia della serie “I Punitori” pubblicata sul Vernacoliere dell’agosto 2001 (chi ne ha una copia, controlli pure).

Questo per dire quanto gli avvenimenti di questi ultimi giorni possano sorprenderci e/o scandalizzarci.

Detto questo, ci siamo già abbondantemente rotti i coglioni dell’affaire zoccolopoli e la finiremmo qui, per cui, a scanso di clamorose novità o rivelazioni, queste saranno le nostre ultime righe sull’argomento.

Non tiriamo fuori i discorsi sull’immagine, l’integrità morale e cazzate simili. All’immagine e alla credibilità dell’Italia comporta maggior danno un eroe Mangano nella stalla che 30 troiette nella sala da pranzo.

Fermo restando che eventuali reati dovranno essere accertati (e magari, nell’eventualità, perseguiti penalmente o civilmente; questa fa ridere, vero? Lo sappiamo), il sultNano è libero di trombarsi e/o incularsi chi gli pare. In casa sua, se ne ha voglia,  è addirittura libero di farsi persino inculare vestito da Zorro, da Itle o da Padre Pio.

Qualcuno puntualizza: ma come?! il leader di un partito araldo dei valori cattolici, della famiglia concepita dal Creatore, del matrimonio, della fecondazione naturale, della difesa della vita e nemico della depravazione e delle coppie gay, in privato fa tutte queste porcherie?

Beh, signori elettori del PDL, se nel 2011 credete ancora a queste fregnacce il problema è tutto vostro.

Anzi, no, il problema siete proprio voi.

A noi, i fatti di questi giorni, non cambiano di una virgola l’idea che avevamo di Berlusconi.

Ma a voi?

No, per favore, non venute fuori con la pappardella sulla competenza dei giudici, sul complotto delle toghe rosse, sulle belle serate eleganti in compagnia di graziose ragazze, passate a cantare e raccontare barzellette.

Qui non si parla di reato, si parla di tradimento della vostra (ripetiamo: vostra, non nostra) fiducia, se non avete votato per mero opportunismo. Se vi sentite traditi, abbiate un sussulto di dignità e mandatelo in culo.

In caso contrario, andateci voi.

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Presidents do it better.

19 gennaio 2011

Caro Presidente, perché?

Perché deve esporre, la sua persona e il Paese tutto a simili umiliazioni?

Perché si ostina a rifugiarsi nell’illusione che si è costruito e rifiuta di affrontare la realtà?

Perché ha tralasciato ogni precauzione, affrettandosi a telefonare in questura per far immediatamente rilasciare la minorenne Ruby, spacciandola oltretutto come la nipote di Mubarak?

Perché la stessa Ruby le ha chiesto 5 milioni di euro per tacere?

Cosa voleva assolutamente nascondere agl’italiani?

Che si è inculato, più e più volte una minorenne?

Ah! Ah! Figuriamoci!

I suoi elettori avrebbero esultato a questa notizia. “Lo vedi? Guarda l’uomo forte, l’uomo virile, l’uomo affascinante, nonostante sia così basso e stempiato, oltretutto!”

Dopotutto è anche per questo che l’hanno votata e continuano a votarla, no?

Perché lei faccia tutte le schifezze che loro non hanno (ancora) il coraggio di fare e le faccia in pubblico, spesso vantandosene, in modo da sdoganare qualsiasi cosa.

Se chi dovrebbe dare l’esempio non accetta le regole, sfugge al confronto, incula le bimbette, pensa solo ai cazzi propri, allora tutti sono autorizzati a fare altrettanto.

Tutte merde, nessuna merda è sempre stato questo il gioco, no?

Perché allora tanta paura?

Dalle intercettazioni traspare il quadro desolante di un vecchio abbandonato ormai vittima dell’illusione che ha costruito, quella cioè di essere amato da tutti mentre invece quello che ha creato, con le sue televisioni e con la sua politica è un Paese popolato da gente senza qualità e senza dignità, ignoranti come tafàni, rancorosi e aggressivi il cui unico merito riconosciuto è di non vergognarsi a dare il culo (figuratamente e non) per il padrone, se questo può procurare loro una scorciatoia per un lauto compenso in denaro, incarichi prestigiosi, candidature e apparizioni televisive.

Il risultato è che si è ritrovato vittima di un mondo di avide troie arriviste (e non intendiamo certo solo quelle di sesso femminile) disposte a tutto pur di mantenere i privilegi a cui le ha abituate.

Quindi, Presidente, di fronte a questo quadro, perché tanta paura di quello che potrebbe dire “la nipote di Mubarak”?

Perché tanta paura delle intercettazioni?

Forse perché da esse traspare il ritratto di un anziano puttaniere abbandonato da tutti che paga una ventina di giovani zoccole per poi intrattenerle cantando canzoni di Apicella e raccontando barzellette?

Ma, torniamo a ripetere, che bisogno ha di cantare e cercare di essere divertente? Forse perché così le sembra di tornare giovane, i bei tempi di quando cantante e animatore sulle navi da crociera, affascinava giovani spose per trombarle poi all’interno delle scialuppe di salvataggio, mentre il marito giocava al casinò?

Forse rimpiange ancora quegli anni?

Si figuri noi.

Ma no, non è questo il punto.

Il punto è che adesso lei è il miliardario più potente d’Italia, oltre che Presidente del Consiglio, che paga (o fa pagare da altri) truppe di bagasce perché passino la serata nella sua abitazione.

E il fatto di pagarle la rende padrone delle loro vite, dei loro orifizi e dei loro sfinteri. Non ha bisogno di conquistarle: sono pagate apposta, lo capisce?

Lei è il tronista di Maria DeFilippi e loro sono lì unicamente per lei… e per le telecamere.

E allora perché tutte quelle dichiarazioni sul fatto che nonostante tutte queste signorine discinte e pronte a tutto, lei si sia solo limitato a cantare e raccontare barzellette, senza neanche abboccarglielo un pochino?

Forse era questo che Ruby e le altre non dovevano dire?

Presidente, ci permetta, con il cuore in mano di darle un consiglio.

Chi non ha mai avuto un problema sessuale?

Capita a tutti, soprattutto alle persone anziane e piene di impegni e preoccupazioni, tanto più se operate alla prostata.

Sì, spesso siamo presi dal panico, dai sudorini freddi, dalla vergogna e non sappiamo come reagire.

E allora cominciamo con le scuse che, spesso, portano a situazioni più grottesche del trovarsi con il cazzo moscio davanti a una consigliere regionale vestita da infermiera..

“No, siamo qui solo per cantare le canzoni di Apicella”; “Sai, tesoro, ero preoccupato per l’Abruzzo”; “Accidenti, non riesco a evitare di pensare al pareggio con l’Udinese”; “No, non ce la faccio, dev’essere il vestito da poliziotta che mi ricorda i processi” etc…

Lo ammetta, Presidente, lo ammetta e troverà immediatamente tutto l’affetto e la solidarietà che in questi giorni le stanno venendo a mancare.

Oggi ci sono decine di farmaci contro le disfunzioni erettili e l’impotenza, ne ordini un paio, magari cliccando sulle pubblicità qui accanto, sulla colonna di sinistra del nostro sito (magari anche con un bel kit “Enlarge your penis”) e vedrà che non dovrà più fare queste figure di merda.

E anche le suddette ragazze la ringrazieranno, si fidi.

In fondo, prenderlo nel culo da un vecchio è comunque un’umiliazione minore che non dover cantare tutte in coro “Meno male che Silvio c’è!” o ridere alle sue barzellette del cazzo.

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Romanzo Criminale

10 novembre 2010

Infami e vendette.

Per la banda è l’ultimo atto.

Da non perdere il finale della serie nera più amata dagli italiani.

Ci siamo, è l’ora dell’epilogo. I tradimenti, gli “infami”, i regolamenti dei conti. Che tutto sia diverso si capisce dalla prima puntata. Cambiano i tempi, il contesto sociale ed economico. Dagli anni Novanta – spiega il regista – si passa al nuovo millennio – più scintillante e superficiale, girano un sacco di soldi e proprio i soldi sono una della ragioni del cambiamento: prima erano il collante del gruppo, ora diventano motivo di scontro, insieme al potere. Papi cadrà ma il suo posto dovrà essere occupato da qualcuno in grado di tenere unita la banda e comprare il rispetto di tutti.

C’è il Bufalo, padre del Trota (misteri della genetica) il duro al quale a fatica si riescono a far rispettare le regole e la sintassi, figurarsi senza più il capo. C’è  il Freddo che fino a un attimo prima era pronto a passare dall’altra parte, dopo aver contribuito per anni a rafforzare il potere di Papi. C’è il Dandi e gli altri. Ma tutti dubitano di tutti. Le crepe sono profonde, gli stati d’animo inconciliabili.

Chiunque avrebbe potuto tradire.

E soprattutto: adesso, chi comanda?

Al centro di questa serie c’è proprio la messa in scena dei meccanismi di controllo del potere, come si costruisce e come si organizza, e la dimostrazione di quanto sia simile il potere del Palazzo a quello della strada, e come alla fine tutti i poteri, da quelli globali a quello di una piccola organizzazione, siano accomunati nei loro aspetti più distorti e criminali.

Non mancano i momenti di ironia, anche se si fanno più rari, come quando Papi, incastrato a trombare tegami minorenni, dirà che si tratta di una vendetta della mafia.

Ma le risate, si diceva, sono poche. Arriva l’atto conclusivo. Tutto finirà con l’ennesimo tradimento. Qualcuno sparirà. Qualcuno volerà lontano. Qualcuno marcirà in prigione, ma i più riusciranno a sfuggire alla legge e torneranno più forti di prima.

E alla fine non ci saranno vincitori. Perché, come diceva Papi: “Ho troppa stima per gli italiani da pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che voteranno contro i loro interessi”.


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