Allarme + terrorismo = allarmismo.

12 gennaio 2011

Sì, purtroppo l’ombra scura del terrorismo di sinistra torna ad oscurare minacciosamente la democrazia del nostro Paese.

Un Paese che deve reagire e trovare la forza di opporsi al ricatto della violenza e alla strategia del terrore.

Purtroppo, a pochi giorni dal referendum di Mirafiori, dove migliaia di lavoratori dovranno scegliere se restare senza lavoro o perdere i propri diritti, la minaccia terrorista infiamma il clima già di per sé arroventato, come il culo dei lavoratori Fiat.

Misteriose scritte sono apparse sui muri di Torino e di altre città; scritte oscene, drammatiche e minacciose che sembrano voler far precipitare il Paese ancora una volta nell’incubo degli anni di piombo.

Scritte firmate con simboli diversi e che fanno propendere gli inquirenti per l’ipotesi di più gruppi terroristi uniti per destabilizzare la democrazia italiana, colpendone uno dei suoi più illustri rappresentanti e divulgatori: Sergio Marchionne.

Queste le scritte ritenute più pericolose e firmate con alcuni dei simboli tipici di certo terrorismo:

Una stella a cinque punte, chiaramente riconducibile a gruppi dell’estrema sinistra, o anche a gruppi satanisti (foto sopra).

Una mezza luna, palesemente simbolo del terrorismo islamico e di gruppi amanti del battuto per il soffritto.

Un Saturno rosso, evidentemente collegato a gruppi extraterrestri e a finocchi amanti del cinema di Ozpetek.

Ebbene, questi terroristi, questi criminali, questi vigliacchi non possono mettere in pericolo la nostra democrazia. Proprio per questo motivo è necessario che tutti gli italiani condannino queste manifestazioni e agiscano per isolare il dissenso, preferendo stare dalla parte di chi dialoga (sarebbe meglio dire: ascolta muto e obbedisce) piuttosto di chi scrive sui muri parole di inaudita violenza.

Ma l’Italia è un grande Paese e noi abbiamo una smisurata fiducia nei nostri connazionali.

Per questo siamo sicuri che queste scritte non avranno nessuna conseguenza.

Se non quella di distrarre l’attenzione dalle clausole di un accordo vergognoso e ricattatorio, dall’abbandono dei lavoratori da parte delle istituzioni e dal fatto che il nostro Paese, sotto innumerevoli aspetti, sta regredendo un centinaio d’anni.

Viva la democrazia, viva la Fiat.

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Haiku n.50

25 ottobre 2010

FIAT IVSTITIA

Vai pure Sergio,
ma una sola cosa:
portati Lapo

(Santrine)

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