Haiku n.156

1 marzo 2013

DALLA – DE GREGORIO

grandi cantori
di questa repubblica
delle banane

(Santrine)

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Haiku n.152

21 dicembre 2012

Preghiera al Dio Maya

Dio Maya, le
fini del mondo ok, ma
Berlusconi no.

(Segolas)

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Empty Space.

18 dicembre 2012

Empty-Spaces

“Silvio Berlusconi”.

Ecco, questa è l’ultima occasione in cui scriveremo questo nome o faremo riferimento alla sua persona.

A meno che non sia per comunicarne, non senza un brivido lungo la schiena, la cruenta sodomizzazione da parte di un gorilla di montagna, l’omicidio a colpi di cucchiaio per opera di un ginosaji la sua liquefazione in una pozza di sperma o la sua trasformazione in fecaloma a cura della fata Smemorina.

No, non siamo pagati da lui per il silenzio, non siamo neanche (non lo siamo mai stati) tra quelli che necessitano di un avversario in particolare per dare un senso alla propria opera, né tra quelli che hanno bisogno di attaccarlo per sperare di godere di un po’ della sua visibilità.

Potremmo dire che non lo nomineremo anche perché comunque egli trae potere dalla pubblicità, persino da quella negativa, e noi di potere vorremmo lasciargli solo quello di chiamare l’infermiera per farsi cambiare il pannolone; ma non è del tutto vero.

Non lo vorremmo nominare più perché sinceramente non ne abbiamo più voglia. Non abbiamo più voglia di giocare al gioco di commentare, sia in tono ironico che scandalizzato, l’ultima sua sparata, meschinità, offesa, stronzata, menzogna, provocazione o vigliaccata.

Son cose che si commentano da sole, da sempre, e alla lunga ci siamo rotti i coglioni.

Anche se il pubblico, conservatore come sempre, tende a premiare il tormentone e gode nel sentire le battute dei comici a riguardo, noi non ne possiamo più.

Certo, almeno con lui (e di lui) si può ridere un po’ in spensieratezza, al contrario dei cosiddetti tecnici che sono solo tanto tristi, vero?

Vero. Ma, come dice Antonio Rezza: “La spensieratezza è una piaga sociale”.

Il Cavaliere, Il Banana, Papi, lo Psiconano, B. con tutti gli altri titoli (alcuni, i migliori, irripetibili per evitare di incorrere in denunce penali) ormai appartiene al passato, su di lui è stato già detto tutto e quello che non è stato detto è stato dimostrato dai fatti.

La Storia lo ha liquidato, non esiste più.

Certo, c’è ancora qualcuno disposto a seguirlo nel baratro: nullità interessate al mantenimento del posto in Parlamento, qualche troiotta attirata dai lustrini come le mosche dalla merda, un discreto numero di falliti che, un po’ per riconoscenza un po’ per ricatto e un po’ elemosinare un posto in Parlamento o su Canale 5 continuano a difenderlo. Soprattutto c’è ancora qualche centinaio di migliaia d’italiani che lo seguono senza se e senza ma come i tarponi del pifferaio di Hamelin, e casomai è su loro che dovremmo tutti concentrarci. Ma il numero di obnubilati, lentamente e progressivamente, scema (verbo).

Dovremmo sopportare ancora una robusta razione dei suoi stomatopeti e delle sue licenze in un colpo di coda che lo vedrà invadere tutti i palinsensti possibili per risalire nei sondaggi. E purtroppo ci riuscirà, in qualche misura.

Ma, nel confronto con il recente passato, è destinato a fare ciao ciao con la manina alle folle oceaniche di comparse plaudenti. E non perché gl’italiani siano diventati più intelligenti, attenti o preparati, sia chiaro, ma semplicemente perché non va più di moda.

È passato, superato, non usa più. Dovrebbe reinventare qualcosa di nuovo ma, ahilui (e buon per noi) è talmente vecchio e ottuso che uno sforzo simile rischierebbe di produrre solamente una bel rigonfiamento nei pantaloni. Nella parte di dietro, dei pantaloni.

Fanno pena quanti ancora si aggrappano alla sua giacca, e al suo portafogli e alle sue aziende, nella speranza di un posto al sole nell’immediato futuro elettorale, ma fanno ancora più pena quanti cercano di conferirgli nuovamente un’aura da avversario credibile perché non hanno argomenti migliori per convincere elettori, lettori, spettatori e fan su Facebook. A loro, tutti loro, nessuno escluso, vada il nostro compassionevole disprezzo.

 

 

Naturalmente questo post perderà ogni valore nel caso venga nuovamente nominato Presidente del Consiglio.

Ma non è un problema che ci riguarda, perché in quel caso stiamo organizzando un bel suicidio di massa.

 

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Haiku n.151

13 dicembre 2012

Necrologio Elettorale

Scende in CAMPO
ancora una volta
speriamo SANTO.

(AleBocca)

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GIUDICI MALEDETTI!

26 ottobre 2012

Eh, ma allora ha ragione chi vi dà contro, eccheccazzo!

L’abbiamo visto vacillare piano piano, colpo dopo colpo, col cerone che si sfaldava e i martinetti del lifting che cedevano giorno dopo giorno. L’abbiamo visto umiliarsi, andando a pietire alleanze e appoggi a chi poco tempo prima era bersaglio delle sue invettive e delle sue spacconate. L’abbiamo visto trasformarsi da Ramsete II a triste anzianotto depresso, fino all’onta suprema dei suo amici (eh?) che lo invitavano a farsi da parte.

L’abbiamo visto decidere di ritirarsi e salutarci con l’ultima grandissima, inimitabile battuta: Non mi candido più per amore dell’Italia.

E ora che ce l’eravamo levati dal cazzo*, voi, giudici accaniti e irresponsabili, lo condannate a 4 anni?

Se ora, per evitare la condanna, decide di riscendere in campo, SARÀ COLPA VOSTRA!

Pensateci, stanotte.

* Forse.

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