La versione di Emma.

22 febbraio 2012

Marcegaglia: “Non vogliamo un sindacato che protegge ladri, fannulloni e assenteisti!”

Parole sante!

E, visto che ci siamo, non vogliamo neanche degli industriali che:

ad libitum…

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Allarme + terrorismo = allarmismo.

12 gennaio 2011

Sì, purtroppo l’ombra scura del terrorismo di sinistra torna ad oscurare minacciosamente la democrazia del nostro Paese.

Un Paese che deve reagire e trovare la forza di opporsi al ricatto della violenza e alla strategia del terrore.

Purtroppo, a pochi giorni dal referendum di Mirafiori, dove migliaia di lavoratori dovranno scegliere se restare senza lavoro o perdere i propri diritti, la minaccia terrorista infiamma il clima già di per sé arroventato, come il culo dei lavoratori Fiat.

Misteriose scritte sono apparse sui muri di Torino e di altre città; scritte oscene, drammatiche e minacciose che sembrano voler far precipitare il Paese ancora una volta nell’incubo degli anni di piombo.

Scritte firmate con simboli diversi e che fanno propendere gli inquirenti per l’ipotesi di più gruppi terroristi uniti per destabilizzare la democrazia italiana, colpendone uno dei suoi più illustri rappresentanti e divulgatori: Sergio Marchionne.

Queste le scritte ritenute più pericolose e firmate con alcuni dei simboli tipici di certo terrorismo:

Una stella a cinque punte, chiaramente riconducibile a gruppi dell’estrema sinistra, o anche a gruppi satanisti (foto sopra).

Una mezza luna, palesemente simbolo del terrorismo islamico e di gruppi amanti del battuto per il soffritto.

Un Saturno rosso, evidentemente collegato a gruppi extraterrestri e a finocchi amanti del cinema di Ozpetek.

Ebbene, questi terroristi, questi criminali, questi vigliacchi non possono mettere in pericolo la nostra democrazia. Proprio per questo motivo è necessario che tutti gli italiani condannino queste manifestazioni e agiscano per isolare il dissenso, preferendo stare dalla parte di chi dialoga (sarebbe meglio dire: ascolta muto e obbedisce) piuttosto di chi scrive sui muri parole di inaudita violenza.

Ma l’Italia è un grande Paese e noi abbiamo una smisurata fiducia nei nostri connazionali.

Per questo siamo sicuri che queste scritte non avranno nessuna conseguenza.

Se non quella di distrarre l’attenzione dalle clausole di un accordo vergognoso e ricattatorio, dall’abbandono dei lavoratori da parte delle istituzioni e dal fatto che il nostro Paese, sotto innumerevoli aspetti, sta regredendo un centinaio d’anni.

Viva la democrazia, viva la Fiat.

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Incompetenze

17 ottobre 2010

Una settimana difficile per il nostro Ministro dell’Interno Cogl… ehm… Maroni.

Dopo le polemiche per l’annullamento della partita della nazionale, a Genova, con i nazisti serbi lasciati liberi di entrare allo stadio con pinze, bombe carta e altri simpatici gadget, a differenza dei ragazzi delle scuole ai quali sono stati sequestrati pericolosissimi bicchierini in plastica di Estathè, ancora dubbi sulle capacità organizzative e gestionali del simpatico ministro leghista.

Una manifestazione di metalmeccanici incazzati per tutta una serie di prese per il culo, umiliazioni e soprusi subiti nel corso degli ultimi anni, senza neanche un incidente.

Niente di niente.

Non una vetrina spaccata, né un’automobile rigata, una bandiera di Israele bruciata (che fa tanto scandalo tra gli intellettuali della nuova destra, tipo Ciarrapico) o qualche ruto all’indirizzo del nuovo (e anche del vecchio, via) Ministro per lo sviluppo economico, Romani.

E tutto questo a due mesi dalla scomparsa del povero Cossiga.

Non c’era modo peggiore di ricordare il Presidente emerito, nonché padre della Patria.

Anche per questo chiediamo con forza le dimissioni del ministro Maroni.

E non ce ne importa niente degli straordinari risultati di questo Governo contro mafia, camorra e altre associazioni criminali (risultati che si arroga, ma che sono stati ottenuti dall’opera di quella magistratura che tanto criminalizza).

Anzi, dispiace ancora di più che un Governo che tanto aveva fatto per far diminuire drasticamente i reati tipici della criminalità organizzata, grazie alla semplice intuizione della depenalizzazione degli stessi e della legalizzazione di altre attività illecite, scivoli su questioni banali come l’infiltrazione di soggetti violenti all’interno di una manifestazione pacifica.

Questi sono i fondamentali, caro ministro.

E, quando mancano i fondamentali è meglio fare festa.

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