Renzetti.

9 dicembre 2013

Renzetti

Scusate se non commentiamo salacemente, con fulminanti doppi sensi o mirabolanti giochi di parole, la vittoria di Renzi alle primarie del PD, ma ne abbiamo veramente pieni i coglioni (di Renzi, dei mirabolanti giochi di parole, delle primarie e del PD).

Anzi, più che la vittoria di Renzi, si parli della vittoria di Repubblica.it, di Huffington Post e di tutti quegli organi d’informazione (eh?) che hanno dato il massimo contributo a costruire scientemente il carrozzone Renzi, riportando fedelmente, ogni giorno e con ogni modalità, ogni singola scurreggina il farfucchione fiorentino faccia da due o tre anni a questa parte (alternandoli con altri due idoli di casa Rep: Lindsay Lohan e Maurizio Crozza) in spregio al buon senso e alle nostre borse scrotali.

Renzi ha un debito enorme con un sistema che ha fatto regredire il livello della comunicazione allo stadio delle scimmie ragno (o del centrodestra, nuovo o vecchio che sia). Certo questo sistema non lo ha costruito lui, c’era già da prima; ma lui se ne è abbondantemente servito e in esso sguazza felice come un bimbo convinto di essere speciale.

L’amarissima verità, largamente prevedibile, è che siamo passati da un criminale messo sul trono dalle sue tv e dai suoi mezzi di comunicazione ad un venditore di fumo, messo sul trono da altre tv e da altri mezzi di comunicazione.

Cos’altro c’è da aggiungere?

Ah, sì: prcmdnn!

 

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Calma piatta.

24 giugno 2013

calma piatta

Scusateci se da qualche giorno non aggiorniamo il blog, ma il fatto è che – cazzi nostri a parte – non riteniamo ci siano particolari novità da commentare.

Sì, è stato accertato da un tribunale della Repubblica che Berlusconi, colui che per svariati anni è stato Presidente del Consiglio, oltre che padrone di uno dei maggiori partiti italiani è un puttaniere, corruttore, imbroglione, bugiardo, vigliacco e disonesto che non disdegna di inculare (o perlomeno tentare di farlo) minorenni e usare il potere che la Costituzione conferisce al Capo del Governo per farsi esclusivamente i cazzi propri.

È stato altresì appurato che i suoi lacchè, i suoi amici e i suoi parlamentari  sono pagati (da lui) per soddisfare le sue voglie e tutto fanno e dicono pur di compiacerlo. Al pari delle sue troie.

È sotto gli occhi di tutti che il PD, virtualmente primo partito di sinistra, se ne sbatte i coglioni di tutto questo, come ha sempre fatto.

Come dicevamo: nessuna novità.

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Alla nostra sinistra.

19 aprile 2013

PD

Non partito coraggioso, non partito progressista, ma partito antico
in nazione morente, in nazione europea:
e cosa sei? Rifugio di burocrati, raccomandati, supponenti,
governanti tristi pavidi e ignavi, prefetti codini,
cantanti attori e comici unti di brillantina con la pancia piena,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una commedia banale, un sudario!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case del popolo scrostate ormai come chiese.
Se mai tu sei esistito, ora non esisti,
Se mai fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei moderato, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo nostro bel mare, libera il mondo.

 

P.S. Chiediamo umilmente scusa a Pasolini.

 

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Altrimenti ci arrabbiamo!

26 marzo 2013

bud-spencer

Un uomo di destra che piace anche alla sinistra (oltre che a noi).

Un uomo al di fuori delle istituzioni.

Un uomo stimato e ammirato in tutta Europa, soprattutto in Germania.

Ci hanno già provato in tanti, ma noi adesso rilanciamo perché siamo convinti che sia arrivato il momento di un uomo forte alla guida del Paese.

Per questo invitiamo tutti a sostenere la campagna:

BUD SPENCER PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA!

E, visto che ci siamo:

TERENCE HILL PROSSIMO PAPA!

Papa-Matteo

 

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Primarie.

27 novembre 2012

Scusate ma davvero voi che avete fatto la fila per votare alle primarie vi sentite tanto superiori, rispetto a chi non ha votato?

Sì, lo sappiamo che c’è in atto tutta una campagna stampa per convincervi di questo, ma la domanda è un’altra: voi ci credete davvero?

Davvero pensate che chi non è uscito di casa per votare – non già alle politiche, ma a elezioni a pagamento (euri 2 x 3.000.000 e rotti senza scontrino o ricevuta: Eppela puppaci la fava) per decidere chi candidare alle stesse in una ristretta rosa di personaggi – non abbia poi, a elezioni politiche avvenute, il diritto di lamentarsi o di protestare?

No, diciamo sul serio: davvero davvero siete convinti che chi non ha votato abbia fatto questa scelta perché indifferente, pigro, disilluso, vigliacco, venduto, vuoto, ignorante, cinico, anacronistico, nostalgico, etc?

Provate a posarvi un attimo. Fate un respirone, accendete un po’ di buona musica, versatevi un bicchiere – non importa che sia Cardinal Mendoza, va bene anche l’acqua tonica – ma: rilassatevi. Che so, guardate fuori dalla finestra, apprezzate il mélange fra il blu cobalto del cielo e il fucsia dei nembi al tramonto; guardate quel passante di grigio vestito che si tira su il colletto per riparare la gola dal vento e dai malanni; fissatevi sul riflesso dei rami del platano su quella pozzanghera fra il marciapiede e il furgoncino delle Poste. Su quella bici. Su quella crepa nel muro.

Ora: non vi sfiora nemmeno, così, per caso, il pensiero che esista gente di sinistra, e nemmeno necessariamente, che non si riconosce né in Papa Giovanni, né nel Cardinal Martini?

No, perché se fosse davvero così sarebbe proprio un bel problema, sapete? Ma un problemone grosso grosso grosso.

E questo detto con tutto il rispetto per quelli che hanno votato e per quelli che sono stati, da mattina fino a notte fonda, ai seggi a controllare, scrivere e scrutinare.

 

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Il candidato.

9 ottobre 2012

Mettiamo che si palesi all’orizzonte un possibile nuovo leader della sinistra italiana. Mettiamo che sia giovane, carismatico, coraggioso e pieno d’iniziative.

Mettiamo che ci siano buone possibilità che questo personaggio, una volta eletto, riesca veramente a cambiare e rinnovare la sinistra e la politica italiana.

Mettiamo che questo leader, grazie alla sua carica di rinnovamento e trasparenza, sia in grado di attirare anche numerosi elettori di centrodestra.

Mettiamo che ci siano concrete possibilità di un suo trionfo alle prossime elezioni.

Mettiamo ora che tu sia un anziano, avido gerarca della destra italiana, quell’ampia aerea che riunisce cattofascisti, finanzieri, neoliberisti, venduti, diffamatori, troie (anche e soprattutto di sesso maschile) in cerca di sistemazione, mediocri scarti della società, banditi, nostalgici del duce, mafiosi, ricattatori, baciapile a comando, devastatori dell’ambiente, ladri, ignoranti come la merda di majale, papponi, speculatori, affaristi della peggior specie, razzisti e (abbiamo perso il filo… ah sì!) ebbene, cosa faresti per bloccarne l’ascesa?

Lo attaccheresti frontalmente, cercando di distruggerlo, magari facendo leva sul vecchio adagio dell’anticomunismo che in un Paese smemorato, ignorante e cattolico come l’Italia paga sempre?

Ma in questo caso gli elettori di sinistra, anche i più scettici e indecisi, si convincerebbero che se questo candidato spaventa così tanto la destra, allora sì, potrebbe essere davvero lui la speranza tanto attesa, sarebbe lui il sol dell’avvenire.

Certo gli elettori di centro si spaventerebbero (per quanto possa spaventarsi qualcuno che ha sostenuto fino all’ultimo uno come Cuffaro) ma quelli di sinistra, finalmente riuniti, bastano e avanzano per aspirare a governare il Paese.

E allora?

Allora non resta che una cosa da fare: screditarlo presso il suo possibile elettorato.

Cominciare a rilasciare dichiarazioni lusinghiere nei suoi confronti, dire che il suo programma e le sue idee coincidono con le vostre, dire che sperate sinceramente in una sua vittoria alle prossime elezioni, dire che anche voi lo vorreste come leader, dire che è bello e affascinante anche nel caso in cui facesse oggettivamente caà, sostenere che si tratta di una persona che stimate e con la quale vi trovate a meraviglia per parlare di questioni sociali, etc…

In questo modo sarebbero i suoi stessi elettori a farlo fuori prima del tempo.

Semplice ed efficace.

Ecco, se all’orizzonte si presentasse un nuovo, aspirante e convincente leader della sinistra, siamo sicuri che tutta la destra (mezzi d’informazione compresi) si comporterebbe in questa maniera.

Peccato che invece all’orizzonte ci sia solo Matteo Renzi.

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Tempus fugit

10 dicembre 2011

Cari, carissimi, affezionati lettori…cosa volevo dire?…ah, sì, ecco: ci scusiamo se in questi ultimi periodi non siamo tanto presenti ma il fatto è che, come avevamo scritto qualche post fa, il nostro caro Benedetto 4×4 latita, Berlusconi è caduto e noi, come tanti altri autori di satira, non sappiamo più cosa dire.

Eh, sì, avevano ragione tutti quelli che sostenevano che gli autori di satira avrebbero dovuto ringraziare il governo Berlusconi, perché dava loro modo di lavorare, farsi belli alle spalle degl’infelici (com’è facile attaccare la Santanchè, oppure i vari Bondi, Gasparri, Straquadanio,  Brunetta e compagnia bella, vero?) e, allo stesso tempo, passare da eroi del libero pensiero e da martiri della libertà.

Ora che Berlusconi non c’è più, non sappiamo davvero più cosa dire.

Sì, perché, come già molti, anche noi ci limitavamo a dire “Berlusconi è un nano  pelato”; oppure “Berlusconi fa il Bunga Bunga”; “Berlusconi porta la bandana” (anche nella variabile “a mezz’asta”)  o anche “Il papa parla come le Sturmtruppen”  e tutto questo ci bastava per essere considerati (e sentirci) affermati e stimati autori di satira di sinistra.

E ora?

Cosa faremo ora?

Ci toccherà forse tornare a lavorare, come in molti tra i nostri detrattori ci invitavano a fare, ignorando però, tra le altre, tre cosettine fondamentali:

1) Fare fumetti e fare satira è un lavoro.

2) Noi, comunque, a lavorare ci andiamo davvero e quello che facciamo sul sito lo facciamo nel nostro tempo libero

3) Sono cazzi nostri.

Ma tant’è.

In verità stiamo solo prendendo tempo perché Daniele – come da avviso – è al Salerno Comicon e Emiliano è appena tornato da un paio di settimane in India, senza sapere un cazzo nulla di quanto stava succedendo in Italia e in Europa.

Il tempo di riorganizzarci e torniamo.

Intanto, dopo Mircone, sul Male di oggi, il secondo episodio di SOS Tato.

Namaste.

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