Fai una domanda al Papa.

5 dicembre 2012

“Santità, obluraschi?”

E, già che ci sei, dagli anche la risposta.

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Noi che.

15 febbraio 2012

Noi che…
Quelli che…

Questo bisogno di sentirsi parte di un gruppo e comunque diversi dalla massa perché in qualche modo speciali e accomunati da qualcosa che, per fatalità, destino o volontà, ci unisce tutti rendendoci unici (eh?) e, al tempo stesso, meno soli.
Noi che siamo nati (o abbiamo vissuto) negli anni ’60, ’70, ’80, 90 e  così via… siamo migliori di quelli che sono nati (o hanno vissuto) negli anni ’90, ’80, ’70, ’60, e così via.
E siamo migliori perché andavamo in giro senza cellulare; bevevamo la coca cola tutti dalla stessa bottiglia senza paura delle malattie; giocavamo all’aperto sbucciandoci le ginocchia; non avevamo bisogno del TomTom per arrivare a Sasso Marconi; si giocava con la Micronite invece che col Nintendo; si sfogliava un libro invece che il Kindle; si guardava Heidi e Goldrake, invece di Naruto e Dragonball e così via, attingendo a tutto un florilegio delle peggiori banalità nostalgico/conservatrici che hanno fatto la fortuna di FabioFazio (non a caso, primo conduttore e ideatore di “Quelli che…” la domenica pomeriggio), riassumibili nel grande classico: si stava meglio quando si stava peggio.

A tantissimissimi piace far sapere a tutti gli amici che anche loro fanno finalmente parte del gruppo di quelli che… e giù una sequela di agghiaccianti e sgrammaticate banalità, ché più sono banali e sgrammaticate, più il popolo di internet (bella, eh, questa definzione da tg dell’ora di cena?) ci si riconosce, cliccando entusiasta la propria adesione, dandosi di gomito all’infinito.
Ogni clic una gomitata.

Ecco, noi (che) finora ci siamo sempre tenuti alla larga da queste cose, disprezzandole anche un po’, ci siamo resi conto di essere solo due vecchi rincoglioniti, troppo ignoranti per pensare di essere snob, drammaticamente fuori dal tempo e dal mondo reale, ancorché virtuale.
Ma il nostro ruolo di personaggi pubblici ci impone di rimediare a tutto questo.
Non è accettabile, oggi come oggi, aver la pretesa di esser presi in considerazione come autori di qualsivoglia natura senza avere un profilo Facebook, senza dover usare per forza 140 caratteri anche quando non si ha niente da dire, senza frequentare i siti di persone più in vista solo per il gusto di poter leggere il nostro nome vicino al loro, senza andare a polemizzare sui siti di altri nella segreta speranza che poi questi vengano a polemizzare sul nostro, senza frequentare i forum e soprattutto senza aver mai fatto parte di un gruppo!

Ecco, arrivati a questo punto della nostra maturità ci sentiamo di compiere un passo importante nella nella vita sociale di un Homo Clickensis.

No, non ci uniremo a nessun gruppo. Faremo di più.

Oggi terremo a battesimo e lanceremo il gruppo definitivo, quello che spaccherà il culo agli altri.

Unitevi a “Quelli che gli stanno sul cazzo quegli altri che…”.

Venite con noi.
Come, “Noi chi?!”
Noi che facciamo parte di Quelli che gli stanno sul cazzo quegli altri che… , no?

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