Italia, punto e bas… no, cioè: it

6 febbraio 2010

Amici miei,

vivendo in Belgio ormai da un po’, mi duole ammettere che ogni volta che metto piede sul suolo patrio lo vedo sempre più un paese dove passare delle belle vacanze, in posti meravigliosi, con cibo spettacolare, vino ancora migliore, bellephyæ® & cotillons. Ma viverci, be’, viverci è un’altra cosa.

Purtuttavia, ‘iobono come mi piace scrivere purtuttavia, quantunque sia desueto.

Dicevo? Ah sì, nonostante ciò, la maggior parte dei miei amici/colleghi stranieri sono invariabilmente attratti dai nostri posti meravigliosi, dal cibo spettacolare, dal vino ancora migliore, più raramente dalle bellephyæ. Si sa come sono i belgi, un po’ co(ti)llons.

Quindi, quando mi chiedono consigli su dove andare*, cosa fare**, cosa mangiare***, per comodità li mando* su qualche sito di fiducia dove trovare quello che cercano. Ma quelli che non hanno un italiano a portata di mano, che fanno? Lo so cosa state pensando, ma non suggerite, ve lo dico io: vanno sul portale Italia.it, ovvio!

Ora, non cominciamo con le facili ironie, i “se mi darebbero 2.000 euro ce lo facevo meglio io”, etc. perché se ci hanno speso circa 70 milioni di euro, il costo di un discreto calciatore, li varrà, no? Se si vuole incentivare il turismo bisogna frugarsi, non ci sono scorciatoie. Molte persone si sono avvicendate nella realizzazione di questo progetto ambizioso, è stato un complesso lavoro corale, e ognuno ha dato il suo contributo. A cominciare dal Presidente del Consiglio Be… no, non mi riesce di dirlo, il Ministro Stanca (dopo un po’, neanche troppo), il Ministro Rutelli, il Ministro Brambilla, il Ministro Brunetta, la Sora Lella e sumà (della Sora Lella, op.cit.).

E’ infatti solo grazie a loro che adesso, aprendo il sito dall’estero, e per soli settanta milioni di euro, possiamo presentare con orgoglio ai nostri amici stranieri primizie come “Cellino San Marco: il sogno di Al Bano” (ma non era quello che manco il papa vuole vedere?) e “Discovering the Forbidden City of Peking” (ma non era il sito dell’Italia?). E possiamo dilettarci a scorrere con voluttà le news, aggiornate al 27 dicembre 2009.

Continuo? Non credo ci sia bisogno.

Però, come succede in alcuni film, proviamo a vedere dove sono finiti i protagonisti di questo nuovo miracolo italiano:

Il Ministro per l’Innovazione che lanciò l’idea nel 1994, Lucio Stanca, adesso è Amministratore Delegato di Società di Gestione Expo Milano 2015 S.p.A, (emolumenti per 450.000 € l’anno), ma nel contempo arrotonda anche con lo stipendio di deputato, a cui non ha saputo rinunciare. Se poi alla Camera non si fa vedere è perché cià da fare, sapeteunasegavoi di Expo.

Il Ministro per i Beni Culturali che mise online per la prima volta il sito nel 2007, Coso Rutelli (a.k.a. Pliiis, visit Italy), è ancora inspiegabilmente tra i co(ti)llons a fare danno.

Il Ministro per il Turismo che ha fatto partire questa meraviglia nel 2009, Teg.me Vittoria Brambilla, non ha bisogno di presentazioni, ma probabilmente di qualche ceffone. Però va detto che, essendo a capo dell’impresa di famiglia dèdita alla trafilatura d’acciaio, di turismo se ne intende.

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione che ha contribuito alla messa online, Cosetto Brunetta, lo vedrei bene sulla spalla destra di Bud Spencer, ma magari voi avete un’idea migliore.

Ah, dimenticavo, il sito di riferimento per il turismo italiano riceve circa 20.000 contatti al mese (edreams quasi 2 milioni).

Praticamente con soli 70 milioni di euro siamo passati dall’imbarazzo della scelta, all’imbarazzo.

Santrine

* In culo.

** Ammàzzati.

*** Questa fava.

***

Santrine è da anni un amico fidato e prezioso dei Paguri, in questi ultimi tempi impegnato nel ruolo di EMICRANTO. Napoletano di nascita, ha vissuto a Pescara, poi Firenze, Milano, fino a stabilirsi a Bruxelles, ove attualmente risiede. Novello Umberto Nobile, impegnamoci tutti quanti ad arrestare questa corsa dissennata verso l’algido nord che lo accompagna da tutta la vita, perché andarlo a trovare in un igloo torna male.

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