Ferie d’agosto.

9 agosto 2011

Sì, quest’anno come milioni di negozi, stabilimenti, parlamenti e servizi pubblici, anche noi chiudiamo per ferie.

E’ inutile stare giornate davanti al computer, con le palle sudate e il giramento di coglioni in attesa di cliccare su Vulvatube.com a scrivere cose che leggeranno solo pochi sfortunati, seduti davanti al computer, con le palle sudate e il giramento di coglioni, in attesa di cliccare su Vulvatube.com.

Eh, no!

Non faremo questo sbaglio!

La movida estiva ci esige sfrontati protagonisti e la nostra ribelle, oltraggiosa e bruciante gioventù ci porta a tuffarci nelle notti estive, senza rispettare alcun limite di decenza o di morigeratezza.

Sognateci, dunque, protagonisti di un servizio di Studio Aperto o del Tg2, pronti a gridare frasi senza senso o insopportabili cori da stadio, sollevando coloratissimi e sudati cocktails, saltellando di qua e di là per inseguire ogni movimento della telecamera, mentre la voce fuori campo della capricciosa ganza del direttore di testata, cerca di vendere quello squallore come una situazione invidiabile.

Oppure, immaginateci interpreti di uno dei soliti servizi a cazzo dei Tg estivi, sulle città deserte che è bello riscoprire sotto il sole – il seccamerde – d’agosto, mentre ci rinfreschiamo la testa sotto una fontanella o gustiamo un gelato stracciatella, pinolata e guano di piccione, girando in canottiera in Piazza della Repubblica.

Insomma, pensate quello che vi pare, tanto saremo a Calafuria e vi si va ner culo (e porto 6)!

 

Baci.

P.S. Dopo Ferragosto vi metteremo al corrente di grandi e succose novità delle quali, naturalmente, v’importerà una sega, tanto riguardano noi e i nostri lavori.

P.P.S. Tornati da Calafuria, con ancora il sale sulla pelle e i culi negli occhi, ci mettiamo ogni pomeriggio a lavorare su Nirvana.

Vale la pena tanto sagrificio? Sì, indubbiamente.

E quando lo leggerete, capirete perché.

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Haiku n.86

24 maggio 2011

PER UN PRESIDENTE ESQUIMESE

Sempre in tivù?
levati dalle palle
ora! nel diaccio!

(Le tre Fie)

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“Dobbiamo proteggere i nostri bambini.”

12 dicembre 2010

I mostri sono tra noi.

I recenti casi di Avetrana e di Brembate di Sopra ci hanno svelato che il mostro può nascondersi ovunque.

Nelle piccole abitudini quotidiane, nella semplicità dei piccoli gesti, nei percorsi fatti mille volte, nella sicurezza dei nostri paesi, ovunque i nostri bambini potrebbero incontrare un mostro: un adulto senza scrupoli e senza moralità pronto ad approfittare della loro innocenza.

Come svela il bel  servizio di Studio Aperto (scusate il termine) andato in onda nell’edizione del 10/12/2010, alle ore 12:30.

Guardate dal minuto 04:00 e rabbrividite come abbiamo fatto noi.

QUI.

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Sprechi.

14 agosto 2010


L’Italia è il Paese degli sprechi.
Quante volte lo sentiamo dire. Sembra un’affermazione banale, ma ci fermiamo mai davvero a riflettere su quanto questa falla incida sul benessere nazionale?

Lo spunto per il discorso ci perviene da un servizio minore del TG3 regionale, in cui l’inviata, a giro per Firenze, chiedeva conto ai negozianti di come andassero le cose quest’estate. A un certo punto, sotto un nubifragio di dimensioni spaventose, si avvicina al gestore di una bancarella di una Piazza S.Lorenzo ovviamente deserta:

“Salve, come va stamani?”
“Male”
“Ah. E come mai?”

La sequenza finiva qui, ma a noi piace immaginare che le abbia risposto, serenamente: “Perché mi ha appena interrotto mentre mi stavo accingendo ad inserire peli di cazzo negli allegati dei maggiori quotidiani. Ecco qua, ne vuole qualcuno?”

E qui torniamo al discorso iniziale.
Cioè, sì, l’elenco degli sprechi è infinito, e gli acquedotti devastati, e i cantieri alla Maddalena per il G8, e la valanga di soldi pubblici sperperata per realizzare siti di stramerda e tutto il resto.
Ma consideriamo tutte le volte che un imbecille chiede a un genitore cui hanno ammazzato il figliolo come si sente; o quando un altro mentecatto chieda “cosa prova?” a chi, con moglie e quattro figlioli a carico, abbia perso il lavoro; o anche solo “cosa ci può dire?” ai vicini di casa di un omicida o della di lui vittima. Ma anche, banalizzando, quando un tapino, armato di telecamera, ferma qualcuno per strada per sottoporlo alla raffica di domande da TG2/StudioAperto, tipo: “Fa caldo?”; “E’ vero che in amore vince chi fugge?”; “Meglio le bionde o le more?” e in generale tutte le volte che un cane improvvisatosi giornalista fa domande la cui risposta è evidente e/o inutile.

Pensate ora a quante sequenze le regie dei vari TG sono quotidianamente costrette a tagliare per evitare di mandare in onda salve di vaffanculi, moccoli terrificanti, inviti a infilarsi il microfono in pertugi poco transitati in entrata, ruti al popone, aggressioni, scaracchi, offese alla madre e via dicendo.

Minuti, ore, che sommate fanno intere giornate di tempo, nastri, dischi, files buttati via.

Non sembra, ma anche questi son soldi.

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