Haiku n.84

16 maggio 2011

TOCCARE IL FONDO

molto rischioso
sentirti com’un dio
se ti chiami Kahn

(Santrine)

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Punti di vista.

6 marzo 2011



Questione di punti di vista, no?

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La nostra Nazione.

2 febbraio 2009

Capodanno 2008, un ragazzo italiano di 22 anni stupra e picchia una coetanea nei bagni chimici del festival “Amore09” alla nuova Fiera di Roma.

I Carabinieri arrestano il colpevole.

«Davide, sei innocente, ti vogliamo bene». “Più verità, meno bugie!” “Chi parla male di te è perché non ti conosce.”

“Poche parole per dimostrare affetto all’amico reo confesso di stupro.

Sono quelle apparse sui tre striscioni appesi di fronte alla casa del 22enne, a Isola Sacra. Li hanno attaccati e firmati nella notte su via Trincea delle Frasche i suoi amici e amiche, giovani donne coetanee di quella ragazza che nessuno di loro pensa bene di citare. Parole allucinanti che stridono con il silenzio assordante rivolto nei confronti della vittima.”

TGCom

Fine gennaio, un branco di rumeni aggredisce una coppietta appartatasi in auto, nei pressi di Guidonia. Rapina e stupro della ragazza.

I Carabinieri arrestano i colpevoli.

“All’uscita dalla stazione dei carabinieri di Guidonia dei sei romeni fermati per lo stupro c’è stato un tentativo di linciaggio da parte della folla che assedia la stazione. “Maiali, bastardi” e “Consegnatelo al padre della ragazza”: queste le grida delle decine di persone, per lo più ragazzi, che hanno tentato di aggredire uno dei romeni scortato dai carabinieri che lo hanno portato con difficoltà a bordo della gazzella. Anche l’auto dei militari è stata oggetto della rabbia della folla: alcuni hanno sbattuto ombrelli contro la carrozzeria, altri hanno dato calci e pugni all’auto. Stessa scena all’uscita degli altri fermati.”

Panorama.it

Ora, siamo noi, o c’è qualcosa che non torna?

Sarà ma le diverse reazioni a questi due fatti ci sembra forniscano un attendibile ritratto di quello che sta diventando il nostro Paese, che somiglia sempre di più ai politici che lo governano.

E questo non è bello.

Si equiparano le vittime e i carnefici, ci si ribella all’evidenza delle prove e si grida al complotto quando si viene scoperti. Si dà sfogo a del facile razzismo da strada che, amplificato da TV e giornali può diventare davvero pericoloso.

Hanno plasmato l’Italia a loro immagine: un paese di ignoranti, arroganti e violenti, razzisti, buoni solo per televotare i concorrenti di una trasmissione televisiva.

Questo è il Paese che vogliono, questo è il Paese che siamo diventati.

Intanto ieri, a Nettuno, tre bravi ragazzi italiani, in cerca di emozioni – “per vincere la noia” -, hanno bruciato un senza tetto indiano.

Pasolini, evidentemente, si sbagliava di brutto. Era troppo ottimista.

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