Teste di velluto

12 settembre 2011

Ciavevate creduto, eh?! Poveri babbalei. Vi s’è preso per il culo: insieme a Tuono Pettinato, Vauro e Makkox non s’è vinto una sega nulla!
Almeno, secondo il TG3 Regionale della Toscana (ché altrimenti avrebbe sottolineato il fatto che quest’anno molti premiati sono toscani)

 

Infatti la foto del post precedente è un fake.

Ecco la vera foto.

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RELATIVITA’ GENERALE.

5 luglio 2011

Alcune semplici considerazioni ispirate dagli scontri in Val di Susa, ma non riferite direttamente a quei fatti.

Senza entrare nel merito delle ragioni dei manifestanti o di altri, ci limitiamo superficialmente, come superficiale è gran parte del mondo dell’informazione, a notare una cosa.

Spesso, spessissimo, quando in qualche Paese straniero vi sono delle proteste di piazza con persone che sfilano per le strade e le piazze affrontate e disperse dalle forze dell’ordine con violente cariche, idranti, lancio di lacrimogeni anche ad altezza uomo, pestaggi, etc… i nostri mezzi di informazione, così come tanti nostri politici e qualche fine osservatore, non fanno che rimarcare la violenza della polizia nel reprimere queste manifestazioni. 

Tutto questo a lasciar intendere, quando non a dichiarare esplicitamente, come le forze dell’ordine siano il braccio violento di una democrazia debole e non legittimata da una volontà popolare libera e non condizionata.

È successo con le proteste in Bielorussia, in Ucraina, in Iran, in Siria, in Tunisia, in Libia, in Turchia, in Grecia, in Venezuela, in Cina, in Korea e in altre decine di Paesi, considerati dai nostri politici e dai nostri mezzi di informazione, come “terzo mondo”, o comunque come Paesi civilmente arretrati dove la democrazia non è poi così scontata. Quasi a voler rimarcare il fatto che in fondo da noi si sta bene, noi siamo un moderno Paese europeo dove la mattina si è sempre informati sulla campagna acquisti dell’Inter e nessuno può toglierci questo diritto.

Se le stesse scene si ripetono da noi, invece, tutti – da destra a sinistra – sono sempre e a prescindere solidali con le forze dell’ordine, ancor prima di aver accertato la dinamica dei fatti, e celeri (Ah! Ah! Ah!) a condannare i violenti, i Black Bloc, gli anarco-insurrezionalisti, le BR, il Babau e tutti coloro che possano servire a delegittimare la manifestazione o snaturare il senso della protesta.

Qualcuno potrebbe obiettare che questi paragoni non si possono fare perché l’Italia è comunque una Grande Democrazia Occidentale e non un Paese ferocemente arretrato, governato da una casta di mediocri affaristi e speculatori d’accatto.

Ma chissà, forse potrebbe essere proprio questa l’idea che hanno di noi dalla Germania, dalla Francia, dall’Inghilterra e…boh?!…magari anche dal Venezuela e dalla Siria.

Ecco, secondo noi nei TG di quei Paesi, nel caso in cui si parli delle manifestazioni di protesta italiane, del comportamento del Governo (dei vari Governi) e delle forze dell’ordine, lo si farà con gli stessi toni che i nostri mezzi di informazione riservano a Paesi che considerano civilmente arretrati dove la democrazia non è poi così scontata.

E tra pochi giorni sarà l’anniversario del G8 di Genova.

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Le stelle sono tante…

26 aprile 2011

Nel TG La7 di ieri sera Enrico Mentana ha parlato, già nei titoli di apertura, degli imbrattamenti dei muri di Via Magenta a Livorno, dicendo che si trattava di “stelle a 5 punte delle Brigate Rosse“.

Peccato fosse falso, visto che erano normali stelle a 5 punte come in decine di bandiere e simboli comunisti, e non solo.

In questo modo Mentana ha potuto ingigantire un fattarello di minima rilevanza penale (scritte sui muri come centinaia di altre) per controbilanciare le numerose schifezze perpetrate ieri dai fascisti: manifesti contro il 25 aprile, sfregi ai monumenti e ai cippi partigiani con croci celtiche, ecc.

Cercare l’equidistanza in un giorno dove ci si deve schierare è una cosa che reputiamo schifosa, soprattutto se per questo si falsifica una notizia e si parla di filoterroristi dove non ve ne sono.

Abbiamo quindi scritto alla rete. Non avendo trovato un recapito del TG a cui mandare una classica e-mail, abbiamo fatto così:

  1. Andare alla pagina http://www.la7.it/la7/scrivici.html
  2. Selezionare il primo indirizzo (programmi@la7.it)
  3. Indicare il proprio indirizzo (meglio non usarne uno finto, squalifica la missiva) e un oggetto
  4. Inserire il testo della mail. Vi mostriamo il nostro a titolo d’esempio, siete liberi di usarlo in tutto o in parte se volete:

    Scrivo per chiedere una rettifica alle parole del direttore Mentana e al servizio del TG La7 delle 20:30 di lunedì 25 aprile. È infatti totalmente campato in aria affermare che le scritte vandaliche comparse a Livorno fossero “stelle a cinque punte delle BR”: la stella brigatista ha una ben precisa fisionomia e proporzioni ed è sempre inscritta in un cerchio. Le stelle in oggetto sono invece “normalissime” stelle proprie della simbologia comunista in generale fin dalla Rivoluzione d’Ottobre, così come i simboli di falce e martello disegnati insieme alle suddette stelle sui muri di Livorno. Si tratta certo di un episodio vandalico, ma confondere la simbologia di un’idea politica legittima (e sposata da diversi partiti del tutto legali) con quella di un gruppo terroristico ormai defunto è decisamente fuori luogo nel giorno in cui si festeggia la Liberazione anche grazie a migliaia di partigiani comunisti, e persino pericoloso se fa credere che esista qualcuno che inneggia ai terroristi quando così non è. La deontologia professionale, e la responsabilità di dirigere un TG così seguito e apprezzato, a mio parere impongono una precisazione in merito.
    Cordiali saluti

Lopo

(grazie  a bezdomnyj82 e a Francesca Detti per alcune idee dell’immagine)

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Sprechi.

14 agosto 2010


L’Italia è il Paese degli sprechi.
Quante volte lo sentiamo dire. Sembra un’affermazione banale, ma ci fermiamo mai davvero a riflettere su quanto questa falla incida sul benessere nazionale?

Lo spunto per il discorso ci perviene da un servizio minore del TG3 regionale, in cui l’inviata, a giro per Firenze, chiedeva conto ai negozianti di come andassero le cose quest’estate. A un certo punto, sotto un nubifragio di dimensioni spaventose, si avvicina al gestore di una bancarella di una Piazza S.Lorenzo ovviamente deserta:

“Salve, come va stamani?”
“Male”
“Ah. E come mai?”

La sequenza finiva qui, ma a noi piace immaginare che le abbia risposto, serenamente: “Perché mi ha appena interrotto mentre mi stavo accingendo ad inserire peli di cazzo negli allegati dei maggiori quotidiani. Ecco qua, ne vuole qualcuno?”

E qui torniamo al discorso iniziale.
Cioè, sì, l’elenco degli sprechi è infinito, e gli acquedotti devastati, e i cantieri alla Maddalena per il G8, e la valanga di soldi pubblici sperperata per realizzare siti di stramerda e tutto il resto.
Ma consideriamo tutte le volte che un imbecille chiede a un genitore cui hanno ammazzato il figliolo come si sente; o quando un altro mentecatto chieda “cosa prova?” a chi, con moglie e quattro figlioli a carico, abbia perso il lavoro; o anche solo “cosa ci può dire?” ai vicini di casa di un omicida o della di lui vittima. Ma anche, banalizzando, quando un tapino, armato di telecamera, ferma qualcuno per strada per sottoporlo alla raffica di domande da TG2/StudioAperto, tipo: “Fa caldo?”; “E’ vero che in amore vince chi fugge?”; “Meglio le bionde o le more?” e in generale tutte le volte che un cane improvvisatosi giornalista fa domande la cui risposta è evidente e/o inutile.

Pensate ora a quante sequenze le regie dei vari TG sono quotidianamente costrette a tagliare per evitare di mandare in onda salve di vaffanculi, moccoli terrificanti, inviti a infilarsi il microfono in pertugi poco transitati in entrata, ruti al popone, aggressioni, scaracchi, offese alla madre e via dicendo.

Minuti, ore, che sommate fanno intere giornate di tempo, nastri, dischi, files buttati via.

Non sembra, ma anche questi son soldi.

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