Fatevi avanti…

13 giugno 2011

A tutti quelli che hanno deriso i comitati promotori.

A tutti quelli che hanno osteggiato i referendum fin dall’inizio.

A tutti quelli che li hanno cavalcati solo dopo, man mano che il consenso cresceva.

A tutti quelli che non li hanno voluti accorpare alle elezioni amministrative, facendo sprecare milioni di euro.

A tutti quelli che si sono affrettati a varare (e votare) un decreto omnibus per invalidare il referendum.

A tutti quelli che non hanno informato sui quesiti, sulle date e sugli orari.

A tutti quelli che hanno suggerito di andare al mare.

A tutti quelli che hanno cercato di depotenziare i quesiti su acqua e nucleare.

A tutti quei TG che hanno sbagliato le date dei referendum durante i loro servizi.

A tutti quei TG che non hanno mostrato il Presidente della Repubblica (non Jimmy il Fenomeno) che andava a votare.

A tutti quei rappresentanti delle istituzioni che hanno detto che il quorum era stato raggiunto ben prima della chiusura delle urne, per dissuadere i ritardatari ad andare a votare.

A tutti quei rappresentanti delle istituzioni che si sono vantati del fatto che non sarebbero andati a votare.

A tutti quelli che hanno sempre detto che non sarebbero andati perché tanto il quorum non sarebbe mai stato raggiunto.

A tutti quelli che hanno sempre detto che non sarebbero andati a votare, perché tanto il quorum sarebbe stato raggiunto lo stesso.

A tutti quei “professori” che si sono affannati in televisione a raccontare cazzate sul fatto che le centrali nucleari non provocano morti.

A tutti quelli che hanno cercato di convincerci che privatizzare, dando l’acqua in pasto a sciacalli che cercano solo il profitto, sarebbe stata la soluzione per i disservizi pubblici.

A tutti quelli che pensano che il Presidente del Consiglio – chiunque sia – possa essere immune dalla legge.

A tutti quelli che si sono autodefiniti Responsabili.

A tutti quelli che si sono venduti per un posto di sottosegretario.

A tutti quelli che, in barba alla volontà e ai movimenti popolari, hanno sempre cercato alleanze di comodo.

A tutti quelli che sono da 15 anni al Governo ma parlano come se fossero all’opposizione.

A tutti quelli che abbaiano e poi corrono sempre scondinzolanti in soccorso del padrone.

 

Signori, per favore, INIZIATE PURE A PUPPARCI LA FAVA!

Dopo, ma solo dopo, potete anche andare a pigliarvelo nel culo!

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Haiku n.88

25 maggio 2011

MA QUANTO CI COSTI

Ottocento a
parola? Ti mandiamo
in culo gratis!

(Le 3 Fie)

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Haiku n.86

24 maggio 2011

PER UN PRESIDENTE ESQUIMESE

Sempre in tivù?
levati dalle palle
ora! nel diaccio!

(Le tre Fie)

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Incertezza

7 marzo 2011

Sì, c’era anche la notizia di Berlusconi operato al volto e la domanda che si porta dietro: chissa se avrà preteso che i medici e le infermiere fossero compleatamente nudi, sotto i camici?

Però non possiamo parlare sempre di lui, no?

 

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Visit auar càuntri.

18 gennaio 2011

Amici mia,

come ricorderete, tempo fa abbiamo parlato delle mirabolanti iniziative per promuovere il nome del nostro sventurato Paese (anzi del vostro, ora come ora) nel mondo. Ormai non sono più un mistero per nessuno gli oculati investimenti per il portale www.italia.it, gli altrettanto ben spesi quattrini per ideare il nuovo stuzzicante logo, e della indefessa (‘e sorete) campagna promozionale che il ministro del turismo ha intrapreso senza sosta.

Certo, i soliti disfattisti diranno che il portale è un ammasso informe di pensierini di mocciosi scopiazzati da Wikipedia, tradotti in maniera pietosa in lingue straniere. E non gli si potrà dare torto.

I soliti disfattisti aggiungeranno anche che il logo “Magic Italy” ricorda sia nella filosofia che nel nome quello di “Magic America”, a cui i polsi di molti di voi saranno eternamente debitori. E anche qui, non è che ci sia molto da controbattere.

Infine i soliti disfattisti concluderanno dicendo che il sedicente ministro del turismo ha ampiamente dimostrato finora di essere solo una mediocre soubrette, buona solo a sistemare il parentado a spese nost… cioè, volevo dire vostre. Ovviamente su questo punto si potrebbe ribattere che… dunque… ma sì, si può dire che… macché, non mi viene nulla.

Insomma, come al solito tutti buoni a criticare, senza poi muovere un dito se non per scaccolarsi davanti al TG1.
Invece vivaddio* al mondo ci sono ancora italiani capaci di reagire, di combattere con i fatti il “governo del fare”** sul suo stesso terreno, rispondendo delle proprie azioni solo alla propria coscienza di uomini liberi.

Infatti, stasera tornando a casa il mio cuore d’emigrante ha di colpo preso a battere un po’ più forte, passando davanti all’Ufficio Nazionale del Turismo Italiano qui a Bruxelles. “Sì”, ho pensato con le lacrime agli occhi, “questo è il Paese in cui mi riconosco, questa è la mia gente, questi sono i nostri valori!”. E la commozione saliva pensando che questo gesto eroico dei nostri connazionali avviene nella capitale d’Europa, sotto gli occhi di tutto il continente. Ah, che momento!
L’emozione è stata così grande che ho deciso di condividerla con voi.  
Ecco, provate a guardare con attenzione la foto in alto.

Notate forse il nuovo logo da piazzisti?

Notate forse il link a un portale inutile?

Notate forse la foto di un ministro ammiccante?

Notate forse qualche segno dell’ultima sbandierata campagna promozionale?

No, perdio!

Avanti così, fratelli, ignoriamoli.

L’Italia s’è desta.

Vs.,
Santrine

*ma abbasso San Ezechiele Lupo
**schifalcazzo

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