Il Ballo del Quacquaracquà

18 luglio 2011

Anche se gli accadimenti di questi ultimi giorni sembrerebbero suggerire il contrario, la crisi non c’è, ce la siamo lasciata alle spalle, noi stiamo meglio degli altri Paesi europei, il peggio è passato, la mattina Tarallucci e caviale, etc… etc…

Capito bene?

Quindi, in tempo di vacanze, quel 20% scarso di voi che avrà l’occasione di andare in un villaggio turistico, in un campeggio, in una crociera e via dicendo si potrà liberare la mente dagli affanni quotidiani, chi giocando a tressette, chi facendo acquagym in piscina, chi partecipando a tornei di beach-volley, chi facendosi trombare dal bagnino mentre quel brodo gioca a tressette e via dicendo.

E la sera… AH, la sera! Dalla macarena in poi (ma si potrebbe risalire al ballo del mattone, e poi a quello di Simone, al twist, al geghegè, fino alla quadriglia), decine di danze collettive, principalmente nei mesi estivi, hanno contaminato negli anni mandrie sudate di ragionieri, commesse dell’Oviesse, impiegati delle poste, elettrauto, concessionari Peugeot, Miss Circoscrizione 4, costringendoli a dimenarsi secondo schemi prestabiliti da eminenze grigie dell’intrattenimento.

Quest’anno si preannuncia una gustosa novità: sembra ieri quando ci si abbandonava al glorioso “Pota pota” e invece è passato già di moda. In un noto villaggio vacanze romano ora sembra imperversare il nuovo Ballo del Quacquaracquà, inventato dal leggendario Umberto Bossi. Sì, perché a osservare i suoi cambi di passo sull’affaire Papa, sulle rivendicazioni di Pontida, sulla posizione da tenere nel Governo, come su mille altre questioni, si può ricavare un divertentissimo balletto che segue questo schema: un passo a destra, uno a sinistra, uno avanti, uno indietro, poi un altro indietro e ancora uno avanti, fai un salto, fanne un altro, alza il dito medio (davanti al tricolore/alla parola Italia/ai toponimi “Napoli” e “Roma”) e concludi con il grido di battaglia: “FHGREUUUGHHRRH!”*

La serata è assicurata se la danza viene eseguita dopo un’abbondante cena leghista, a base di risotto, polenta e bistecchine d’orso, più il tradizionale cocktail composto da grappa veneta, slivovitz e strutto di majale.

Bossi dimostra così come sia in grado di essere un ottimo animatore da Villaggio Valtur, in culo a quello che lo deridono per la sua grammatica, per il suo servilismo nei confronti del Padrone, per il figliolo duro e per le sue condizioni di salute. Il Senatùr non si ferma un attimo, a dispetto delle apparenze, altroché! E rimane ancora l’unico in grado di interpretare il pensiero del popolo leghista, che è: GLLPRRRGHTRRHGGTTP!**

Resta da vedere se e fin quando le mandrie saranno disposte a sudare per uno come lui, a obbedirgli fidandosi acriticamente e a gridare con lui GRRRHGLGRRUUP!***

*Secessione.

**Federalismo.

***GRRRHGLGRRUUP!

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